Cina, quasi 490 miliardi di euro per reti e calcolo: obiettivo 9.800 Eflops
Il nuovo piano quinquennale cinese per l'informazione e le comunicazioni fissa per il 2030 una capacità di calcolo intelligente di 9.800 Eflops e cluster da almeno 100.000 acceleratori.

L'8 settembre 2026 la Cina ha reso pubblico il XV piano quinquennale per l'informazione e le comunicazioni, riferito al periodo 2026-2030. Il documento indica investimenti cumulati per circa 490 miliardi di euro. È il testo che orienta per i prossimi cinque anni la spesa pubblica e gli incentivi su reti, calcolo e cybersicurezza.
Gli obiettivi
Il piano punta a una capacità di calcolo intelligente di 9.800 Eflops al 2030. La struttura è articolata in tredici indicatori e sei direttrici di intervento, con ricavi di settore attesi intorno ai 525 miliardi di euro. Tra gli obiettivi infrastrutturali c'è la realizzazione di cluster di calcolo dotati di almeno 100.000 acceleratori, una soglia che colloca i singoli siti nella fascia dei grandi impianti iperscalari. Il documento indica anche il rafforzamento del 5G Advanced, la ricerca sul 6G, la banda ultralarga e gli interventi su cybersicurezza e protezione dei dati. Le iniziative rientrano nei programmi di coordinamento tra regioni orientali e occidentali.
Sul campo: il polo 6G di Wuhan
Un esempio concreto di come il piano si traduce in cantieri arriva da Wuhan. Nella Future Sci-Tech City, l'area di 光谷, è stata avviata una zona di prova per l'industria del 6G. Vi partecipano China Mobile Hubei, CITIC Mobile, il Zhongguancun Panlian Institute e l'Università di Scienza e Tecnologia di Huazhong. Il programma prevede entro il 2027 tre infrastrutture: la più grande rete sperimentale 6G integrata del Paese, un dispositivo aperto per l'integrazione tra comunicazione e sensing, e una piattaforma aperta per le metasuperfici intelligenti. Le stazioni di prova coprono circa 3,3 chilometri quadrati.
La lettura europea
Per l'Europa il piano è un misuratore di distanza. L'Unione ha concentrato gli sforzi sulle AI Gigafactories e sulla regolazione. Pechino, dal canto suo, alla scala industriale del calcolo aggiunge la fase di ricerca sulle reti di prossima generazione. Tra gli strumenti citati dal documento compaiono le iniziative di coordinamento territoriale, che spostano i carichi di calcolo verso le regioni con maggiore disponibilità di energia, e il programma di integrazione tra intelligenza artificiale e infrastrutture di comunicazione.
Il punto non è il numero di acceleratori installati, ma la capacità di collegarli. Senza reti a bassa latenza e senza energia disponibile a costi contenuti, la potenza di calcolo dichiarata nei documenti di piano resta in parte teorica.
Fonti
2- 01CorCom — Cina, maxi piano da quasi 500 miliardi per reti e potenza di calcoloIT
- 02IT之家 — 武汉光谷: zona di prova per l'industria 6G, tre infrastrutture entro il 2027ZH
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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