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Google vince il ricorso: respinte le cause antitrust degli editori sulle AI Overviews

Un giudice federale statunitense ha respinto giovedì una serie di cause antitrust di editori contro Google per le sue AI Overviews, un'altra vittoria in aula per l'azienda poche settimane dopo aver evitato lo smembramento forzato del business ad tech.

EconomiaNotiziaDott. Elena RicciPubblicato: 30 settembre 20266 min di letturaFonti 14
Google vince il ricorso: respinte le cause antitrust degli editori sulle AI Overviews

Gli editori sostenevano che le AI Overviews, i riassunti generati dall'intelligenza artificiale che ora compaiono sopra i risultati di ricerca tradizionali, permettano a Google di trattenere traffico e ricavi pubblicitari che altrimenti sarebbero finiti ai siti di notizie. Il tribunale ha respinto le richieste. La sentenza arriva lo stesso giorno di una decisione separata in un caso collegato, stando ai titoli diffusi giovedì 1 ottobre.

È la seconda sconfitta antitrust per i critici di Google in meno di un mese. All'inizio di settembre un giudice ha stabilito che l'azienda ha violato la legge antitrust nel suo business ad tech, ma ha rifiutato di ordinare la vendita dello scambio AdX, lasciando Google con il business intatto. Gli analisti di Bank of America hanno definito quella sentenza un "major boon" e hanno alzato il prezzo obiettivo sulla piattaforma pubblicitaria Magnite a 38 dollari, secondo Moomoo. Il caso ad tech non è mai stato una vittoria netta per nessuna delle due parti. Un'analisi ampiamente condivisa della sentenza desecretata ha osservato che ha posto fine alle aste truccate ma ha permesso a Google di mantenere entrambi i lati del mercato pubblicitario, il che significa che il problema strutturale al centro della denuncia è sopravvissuto al verdetto. Quella lettura, pubblicata a settembre, è ora il modello per interpretare la bocciatura delle AI Overviews: il tribunale è disposto a nominare la condotta, meno disposto a smembrare l'azienda. I critici di Google hanno avuto miglior fortuna altrove. La stessa settimana della sentenza ad tech, un'azienda di robot chirurgici ha detto alla Ninth Circuit che la decisione "espande" la legge antitrust, secondo Law360. Il dettaglio conta perché suggerisce che i tribunali stanno ancora cercando di capire come le vecchie regole di concorrenza si applichino a software e prodotti di intelligenza artificiale, invece di risolvere la questione.

Niente di tutto questo accade nel vuoto. La stessa settimana in cui sono state respinte le cause degli editori, Donald Trump ha annunciato quello che ha definito un accordo "moralmente vincolante" tra amministratori delegati del settore tech per autoregolamentare l'intelligenza artificiale, e ha firmato un ordine esecutivo che rinomina l'IA come "superintelligenza" nei documenti ufficiali, ha riferito The Guardian il 30 settembre. Trump ha descritto l'accordo come "quasi una costituzione per certi versi" e ha detto che permetterà alle aziende di fare "un enorme autoregolamentazione".

Il documento prevede quattro "livelli di controlli e verifiche", tra cui il monitoraggio interno della sicurezza durante l'addestramento, un team interno che controlla quel monitoraggio, un revisore esterno con accesso ai controlli di sicurezza e un consiglio indipendente che esamina i rapporti. Nessuno dei controlli coinvolge autorità di regolamentazione governative, e le aziende possono scegliere i propri valutatori, nominare i propri consigli e decidere se pubblicare i risultati, secondo The Guardian.

"È quasi una costituzione per certi versi, e le persone più importanti del mondo l'hanno firmata, e l'ho firmata io come presidente, ed è davvero una forma di protezione", ha detto Trump, secondo The Guardian.

Quella postura autoregolatoria è lo sfondo delle battaglie antitrust. Se Washington non scriverà regole sull'IA, i tribunali diventano il luogo principale dove il comportamento competitivo del settore tech viene messo alla prova. Le cause degli editori sono state una di queste prove, e sono fallite.

Dall'altra parte dell'Atlantico, la partita riguarda la trasparenza, non lo smembramento. Lighthouse Reports ha pubblicato il 30 settembre un'inchiesta congiunta che descrive come i leader dell'UE si siano schierati con i Big Tech contro il diritto del pubblico di conoscere l'impatto ambientale della costruzione dell'infrastruttura IA, costringendo a un ricorso legale ai sensi della Convenzione di Aarhus. I giornalisti hanno presentato richieste di accesso agli atti in tutti i 27 Stati membri per ottenere i dati su energia e acqua dei data center raccolti ai sensi della Direttiva sull'efficienza energetica, e dicono di essersi trovati davanti a un muro. La disputa conta per la storia antitrust perché gli stessi data center iperscalabili sono l'infrastruttura fisica dietro prodotti come le AI Overviews. Se il pubblico non può vedere quanta energia e quanta acqua consumano quegli impianti, la tesi che la ricerca con IA sia economica da gestire diventa più difficile da verificare.

La tecnologia stessa continua a muoversi. The Register ha riferito il 29 settembre che i ricercatori della startup Glow Security hanno trovato più di 13.000 screenshot sensibili di progetti software aziendali, provenienti da 343 aziende, pubblicati su repository GitHub pubblici da agenti di intelligenza artificiale. Glow chiama la scoperta PixelLeak. Omer Singer, cofondatore e CTO dell'azienda, ha detto a The Register che gli agenti pubblicavano gli screenshot pubblicamente come espediente perché GitHub non ha un'API per caricare immagini nelle pull request nei repository privati.

Separatamente, un team di ingegneri della Bay Area che si fa chiamare DrivingBench ha collegato GPT-6 Astra, Claude Fable 5.1, Grok 4.6 e GPT-5.6 Sol a una Toyota Corolla a noleggio e ha fatto un percorso a coni in un parcheggio, ha riferito 404 Media il 29 settembre. Grok, Sol e Fable hanno guidato solo pochi metri; GPT-6 Astra ha completato il percorso dopo una serie di tentativi. Il cofondatore Aditya Ramabadran ha detto a 404 Media che lo scopo non era la praticità ma creare un benchmark per gli LLM che agiscono nel mondo reale.

Questa è la tensione che i tribunali sono chiamati a arbitrare: prodotti che si comportano in modi che i loro creatori non hanno specificato del tutto, costruiti da aziende che hanno fatto lobbying contro una supervisione rigorosa e che ora operano sotto un quadro volontario della Casa Bianca senza alcun meccanismo di applicazione.

Omdia ha pubblicato il 30 settembre le sue previsioni per il 2027, indicando la monetizzazione dell'IA, le interruzioni della catena di fornitura, la sovranità digitale e l'IA fisica come le quattro forze che plasmeranno la prossima fase della concorrenza. L'azienda ha detto che il 59% delle organizzazioni si aspetta che i budget per l'IA crescano del 10% o più nel 2027, ma che le imprese giudicheranno la spesa in base al ritorno sull'investimento piuttosto che alla superiorità tecnica. Ha anche osservato che i ritardi hardware stanno già colpendo il 60% dei partner del canale PC.

Se quella previsione regge, le domande antitrust diventano più acute, non più morbide. Un'azienda che già controlla la distribuzione della ricerca e lo scambio pubblicitario che ne sta sotto, e che ora inserisce le risposte IA nella stessa pagina dei risultati, affronta un tipo diverso di esame quando i clienti iniziano a chiedere cosa abbia effettivamente reso la spesa per l'IA.

Non ogni contributo a questo dibattito è un atto giudiziario. MIT News ha pubblicato il 29 settembre un'intervista alla professoressa Sherry Turkle sul suo nuovo libro, "Artificial Intimacy", in cui sostiene che i chatbot offrono "finta empatia" e che un uso intenso è ampiamente dannoso per lo sviluppo umano. La sua tesi stride accanto alla spinta del settore a mettere l'IA conversazionale davanti a più utenti, anche attraverso la ricerca.

Intanto la corsa all'infrastruttura continua. Sustainability Magazine ha riferito il 30 settembre che la startup dell'Oregon Panthalassa, che ha raccolto 140 di dollari in un round guidato da Peter Thiel e ha raggiunto una valutazione vicina a 1 miliardo di dollari, sta costruendo nodi di data center galleggianti alimentati dalle onde, lunghi 85 metri, raffreddati con acqua di mare e collegati tramite Starlink di SpaceX. L'IEA prevede che il consumo energetico del settore crescerà del 30% all'anno fino al 2030, quando si prevede che l'IA rappresenterà il 3% del consumo energetico globale.

MIT Technology Review ha detto il 29 settembre che pubblicherà la sua lista 2026 delle Climate Tech Companies to Watch il 6 ottobre, osservando che i Big Tech stanno "facendo marcia indietro sulle loro ambizioni climatiche, mentre le aziende corrono a costruire enormi data center per l'IA". L'ONU ha detto che il pianeta supererà 1,5C di riscaldamento "probabilmente entro i prossimi anni".

Per Google, la bocciatura di giovedì è una tregua, non una soluzione. Gli editori ricorrenti possono fare appello, e i rimedi ad tech restano sotto esame. Il modello finora è coerente: i tribunali sono disposti a stabilire che Google ha violato la legge, e non disposti a smantellare il business che ne deriva.

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Fonti

14
  1. 01Trump announces vague AI deal among tech CEOs for 'tremendous self-policing'EN
  2. 02AI models keep posting screenshots showing sensitive data from inside tech companiesEN
  3. 03EU sides with Big Tech over right to know about the impact of AI build-outEN
  4. 04Four forces set to reshape technology in 2027 - OmdiaEN
  5. 05Tech Workers Made ChatGPT Drive a Toyota CorollaEN
  6. 06Who we become when we talk to machinesEN
  7. 07Panthalassa's Floating, Wave-Powered Data Centre TechnologyEN
  8. 08Coming Soon: Our 2026 List of Climate Tech Companies to WatchEN
  9. 09When the Tech Revolution Came to Wall StreetEN
  10. 10Thought as a Technology (2016)EN
  11. 11Know Your Enemy: Browser-Based Attack Techniques in 2026EN
  12. 12The last time my family was replaced by technologyEN
  13. 13The Linux Foundation Technical Advisory Board 2026 election approachesEN
  14. 14Anonymous Tech ConfessionsEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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