Il round da 10 miliardi di Blue Origin, una startup nucleare e un progetto pilota sulla fusione
Il primo round di finanziamento esterno di Blue Origin è in overbooking e non è ancora chiuso, ha detto martedì l'amministratore delegato Dave Limp. L'azienda spaziale cerca capitali esterni per la prima volta nei suoi 26 anni di storia.

Il primo round di finanziamento esterno di Blue Origin è in overbooking e non è stato chiuso. Lo ha detto martedì l'amministratore delegato Dave Limp al vertice tecnologico "Hello, America" dell'amministrazione Trump a Washington, D.C., secondo CNBC. Dal 2000, anno della fondazione, l'azienda è stata finanziata interamente da Jeff Bezos.
La settimana scorsa il Wall Street Journal ha riferito che la società aveva già raccolto 10.000.000.000 di dollari su una valutazione di 140.000.000.000 di dollari. Secondo il WSJ, Bezos ne ha messi 2.000.000.000 e dalla fondazione ha investito 30.000.000.000 di dollari. Limp non ha confermato i numeri finali né quanto abbia investito Bezos.
"Sono stupito di quanto il mondo degli investitori abbracci lo spazio", ha detto Limp al vertice, sempre secondo CNBC. "Sanno che lo spazio è in un certo senso infinito e che le possibilità di mettere cose commerciali nello spazio sono tante. È la prova del vento favorevole di questo round". L'amministratore delegato ha aggiunto: "Sono fermamente convinto che sarà il miglior investimento che Jeff abbia mai fatto, e del resto nel suo curriculum ne ha di ottimi".
Il ritorno di New Glenn è il test a breve termine
Limp ha anche detto che il piano resta quello di riportare New Glenn in volo entro la fine di quest'anno. A fine maggio una catastrofica esplosione sulla rampa di lancio di Blue Origin a Cape Canaveral ha causato danni estesi. Secondo CNBC, 1.000 persone lavorano sulla rampa, 500 nel turno di giorno e 500 in quello di notte, mentre l'azienda procede senza sosta per rispettare quella scadenza.
Il bilancio del razzo finora è misto. New Glenn ha raggiunto l'orbita al primo volo all'inizio dell'anno scorso e ha fatto atterrare il booster nella seconda missione lo scorso autunno. In aprile è arrivata una terza missione: il booster è atterrato, ma il carico utile, un satellite di AST SpaceMobile, è stato dispiegato nell'orbita sbagliata ed è andato perduto. Poi è arrivata l'esplosione di maggio.
I piani satellitari di Blue Origin danno agli investitori un'idea più chiara di dove sta andando l'azienda. TeraWave, presentato a gennaio, è un servizio di satelliti per le comunicazioni rivolto a imprese, data center e operazioni governative, non alla banda larga per i consumatori, e prevede più di 5.400 satelliti in orbita terrestre bassa. Project Sunrise, reso noto a marzo, schiererebbe circa 56.000 satelliti in grado di gestire il calcolo per l'intelligenza artificiale dallo spazio.
Limp ha detto che i data center orbitali sono pensati per l'orbita eliosincrona, dove l'energia solare è costante, e verrebbero lanciati con New Glenn. Avrebbero poca capacità di comunicazione e si collegherebbero invece a TeraWave per riportare i risultati sulla Terra, ha spiegato. L'azienda punta a una cadenza di lancio che salga da centinaia a migliaia di missioni all'anno. "La nostra missione in azienda è creare un'economia nello spazio, portare milioni di persone a lavorare e vivere nello spazio", ha detto Limp. "È una visione a 100 anni, ma ci permette di spostare l'industria pesante fuori dal pianeta, di trasformare questo pianeta in un parco".
Altrove, il capitale si sposta verso i world models e i reattori
Il round di Blue Origin non è l'evento di capitale più grande del dossier. Il 29 settembre AMD e World Labs hanno annunciato che AMD acquisirà entro la fine dell'anno l'azienda dei world models, in attesa dell'approvazione delle autorità di regolamentazione. L'operazione vale 8.200.000.000 di dollari, ha riferito Ars Technica. World Labs è stata fondata nel 2024 dalla scienziata di computer vision Fei-Fei Li con Justin Johnson, Christoph Lassner e Ben Mildenhall, raccogliendo 230.000.000 di dollari, in parte da AMD.
Il primo strumento utilizzabile pubblicamente dell'azienda, Marble, genera piccoli spazi 3D con Gaussian splats che si possono esportare come asset 3D per la produzione cinematografica e lo sviluppo di videogiochi. In seguito ha introdotto altri modelli e strumenti, come Atlas. Un caso d'uso che ha giustificato investimenti pesanti, secondo Ars Technica, è la generazione di dati sintetici per addestrare i robot, un campo in cui Nvidia ha un forte vantaggio. AMD ha prodotto modelli di intelligenza artificiale propri, tra cui Micro-World, ma non ha realizzato uno stack in grado di competere con Cosmos di Nvidia e le applicazioni collegate.
Nell'ambito dell'accordo, Fei-Fei Li diventerà vicepresidente esecutiva e chief scientist di AMD, mentre Johnson e Mildenhall continueranno a guidare il team di World Labs, che entrerà in AMD per formare un'organizzazione di ricerca di frontiera. Lo riferisce l'annuncio dell'operazione da parte di World Labs. L'annuncio di AMD si è concentrato sulla robotica, spiegando che l'esperienza di World Labs darà all'azienda una visione più profonda di come evolvono i carichi di lavoro e l'aiuterà a definire le future roadmap tecnologiche.
L'operazione è piccola rispetto alle cifre riportate intorno a OpenAI, che secondo Bloomberg e TechCrunch è in trattative per raccogliere 30.000.000.000 di dollari su una valutazione di 1.400.000.000.000 di dollari. Reuters e Fortune hanno riferito che la startup di edilizia per l'AI EliseAI è stata valutata 4.000.000.000 di dollari in un round guidato da a16z e Bessemer. L'agenzia indiana indianstartupnews.com ha invece riferito che l'azienda di physical AI SiMa.ai ha raccolto 150.000.000 di dollari in un Serie C su una valutazione di 1.450.000.000 di dollari. Questi resoconti restano fuori dalle fonti integrali del dossier e sono inclusi solo come contesto.
Nucleare e fusione attirano denaro pubblico e terreni pubblici
Valar Atomics progetta quello che chiama "Project Beehive" su più di 9.500 acri di terreno in concessione al Bureau of Land Management vicino a Price, nello Utah. Lo rivelano documenti esaminati in esclusiva da NPR. L'impianto comprenderebbe data center e circa 456 piccoli reattori nucleari, oltre a una struttura per produrre combustibile nucleare e altre per stoccare le scorie, secondo una proposta dell'azienda agli enti regolatori federali.
Nel complesso, i reattori produrrebbero circa 9,6 gigawatt di potenza per i data center e altro calore per applicazioni industriali. NPR ha osservato che l'intero Stato dello Utah produce in media solo circa 4 gigawatt di elettricità, anche se la sua capacità di punta in estate può arrivare a circa 10 gigawatt. Il calendario del progetto prevede l'avvio della costruzione non nucleare già alla fine di quest'anno, con i primi reattori in funzione nel corso del 2028. Valar ha anche chiesto circa 650 acri di terreno statale nell'ambito dello stesso progetto, secondo i registri statali. Il Salt Lake Tribune ha riferito per primo la settimana scorsa dell'uso del suolo statale, ma non del più ampio ricorso proposto ai terreni federali.
Il progetto ha suscitato allarme tra gli attivisti locali. "È preoccupante vedere che l'amministrazione Trump, con il sostegno dello Stato dello Utah, va avanti su una superficie significativa di terreni pubblici", ha detto Neal Clark, direttore per le terre selvagge della Southern Utah Wilderness Alliance, secondo NPR. Lexi Tuddenham, direttrice esecutiva della Healthy Environment Alliance of Utah, ha detto a NPR che "la coalizione di persone preoccupate per queste cose trascende completamente le linee politiche" e che il suo obiettivo principale al momento è aumentare la consapevolezza. L'ufficio dello Utah del Bureau of Land Management ha confermato a NPR di aver ricevuto una domanda dall'azienda e ha detto di starne verificando la completezza, aggiungendo che il pubblico avrà occasioni concrete di intervenire attraverso il processo del National Environmental Policy Act. Valar ha dichiarato in una nota che nessuna costruzione inizia prima di permessi e autorizzazioni, e che sono i suoi obiettivi interni a dettare i tempi.
In Giappone, Helical Fusion prevede di avviare i test preliminari di accensione del suo reattore dimostrativo a fusione nel 2027. Lo ha annunciato l'azienda martedì, secondo The Asahi Shimbun. L'azienda sta sviluppando Helix HARUKA, descritto come il primo reattore pilota integrato del Giappone basato sull'approccio elicoidale. La costruzione della prima bobina a spirale nel sito del National Institute for Fusion Science a Toki, nel Giappone centrale, è iniziata all'inizio di quest'anno ed è ormai quasi completata, il che ha permesso all'azienda di aprire l'impianto alla stampa.
Helical Fusion ha completato nel 2025 un test prestazionale di una bobina superconduttrice ad alta temperatura, replicando l'ambiente magnetico interno di un dispositivo a fusione e ottenendo un flusso di corrente stabile in condizioni di superconduttività, che secondo l'azienda è un primato mondiale. Se i test della prima fase riusciranno, l'azienda prevede di installare una seconda bobina e altri componenti principali, tra cui un blanket a parete di metallo liquido, prima dei test di accensione dell'impianto integrato completato, intorno al 2030. Dopo HARUKA punta a HELIX KANATA, un reattore più grande con una potenza netta di 50 MW, e ad avviare investimenti su larga scala negli anni 2030. L'amministratore delegato Takaya Taguchi ha detto ai giornalisti che l'azienda mira a costruire una centrale elettrica commerciale già negli anni 2040, ma ha precisato che costi, sicurezza e velocità di costruzione restano ostacoli. Il governo giapponese ha designato l'energia da fusione tra 17 settori strategici e prevede di investire 3.100.000.000.000 di yen (19.700.000.000 di dollari) tra fondi pubblici e privati entro l'anno fiscale 2040, secondo il resoconto dell'Asahi.
Il filo che lega queste storie non è un singolo settore, ma un ambiente di finanziamento che ora tratta spazio, world models, fissione e fusione nucleare come investibili su larga scala, e in diversi casi con terreni pubblici, denaro pubblico o autorità di regolamentazione pubbliche nel giro. Il round di Blue Origin è il dato più recente e il meno definito: in overbooking, non chiuso e ancora senza numeri finali confermati.
Fonti
4- 01Blue Origin's first outside funding round is 'oversubscribed' and not closed yet, CEO saysEN
- 02AMD acquires World Labs AI startup, upping the ante against NvidiaEN
- 03Startup Wants to Build Nuclear-Powered Data Center on Public Land in UtahEN
- 04Japan's fusion energy startup to begin power-on tests at pilot reactor in 2027EN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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