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Il calore di scarto dei data center alza la temperatura dei quartieri

Le prime misurazioni attorno ai data center indicano un aumento della temperatura dell'aria tra 0,7 e 0,9 gradi Celsius, da 90 metri fino a mezzo chilometro di distanza. Le simulazioni parlano di effetti maggiori con potenze maggiori.

ScienzaAnalisiSara GalloPubblicato: 25 settembre 20265 min di letturaFonti 2
Il calore di scarto dei data center alza la temperatura dei quartieri

Il dibattito pubblico sui data center riguarda di solito lo spazio occupato, il consumo d'acqua e l'elettricità. I primi risultati delle ricerche suggeriscono però che anche gli agglomerati di grande potenza di calcolo incidono sulla temperatura nelle immediate vicinanze.

Misurazioni attorno a Phoenix

Secondo informazioni dell'agenzia Bloomberg, che cita studi e simulazioni, i data center rilasciano così tanto calore che la temperatura nei quartieri adiacenti cresce in modo misurabile. Attorno a quattro installazioni nella zona di Phoenix, tra cui una grande struttura dell'operatore CyrusOne, si sono registrati in media da 0,7 a 0,9 gradi Celsius in più rispetto all'ambiente circostante. L'effetto era rilevabile da circa 90 metri fino a mezzo chilometro. Gli stessi autori precisano però che il campione comprendeva appena quattro località e tre giorni di misurazione. La questione della generalizzabilità resta quindi aperta.

Le simulazioni della società internazionale di consulenza EOLIOS, che secondo Bloomberg serve soprattutto clienti europei, indicano effetti maggiori. In determinate condizioni di vento, data center con potenze da 50 a 100 megawatt potrebbero alzare la temperatura da 2,5 a 5 gradi Celsius fino a 150 metri di distanza. Sono però valori simulati, non misurati come nello studio attorno a Phoenix: i due numeri non vanno confrontati direttamente. Con data center di potenza nell'ordine dei gigawatt gli effetti potrebbero essere ancora maggiori.

La scala del problema

Dai calcoli citati da Bloomberg risulta che un singolo data center con un assorbimento superiore a 50 megawatt genera una quantità di calore corrispondente al fabbisogno di circa 54 mila famiglie. Quasi tutta l'energia elettrica si trasforma alla fine in calore di scarto. Secondo l'osservatore di mercato DC Byte, il 41 per cento dei data center statunitensi si trova in agglomerati con almeno tre strutture entro un chilometro. Oggi questi agglomerati sono 88, e entro il 2040 ne arriveranno altri 23. La potenza complessiva di tutte le strutture pianificate negli USA potrebbe superare i 290 gigawatt, circa il quadruplo di quella attuale.

Un boom simile si profila in Germania. La mappa interattiva dell'iniziativa "Heiße Luft" documenta le località dei data center pianificati e in costruzione e mostra quante amministrazioni comunali non riescono a gestirne le conseguenze. A questo si aggiungono oltre 25 miliardi di euro che arrivano in Germania per il boom improvviso dei nuovi data center per l'AI. Le domande su calore, acqua ed energia torneranno.

Cosa fanno gli operatori

Gli operatori cercano già soluzioni. CyrusOne ha annunciato che nella località vicino a Phoenix usa superfici di copertura chiare invece che scure, per limitare l'assorbimento di calore. Amazon ha dichiarato di espellere il calore di scarto in verticale, non a bassa quota sopra il terreno, e nelle giornate torride di puntare di più sul raffreddamento evaporativo. Altri puntano sul riuso del calore: nella sede di Amazon a Seattle il calore di un data center vicino riscalda l'edificio. In Finlandia il data center di Microsoft, che dovrebbe partire nel 2027, a espansione completata dovrebbe coprire a livello di calcolo circa il 40 per cento del fabbisogno di riscaldamento di 250 mila famiglie e imprese della regione.

Le regolamentazioni seguono strade diverse. Germania e Francia obbligano gli operatori a riutilizzare il calore di scarto, mentre negli Stati Uniti il tema resta di fatto non regolato. Questa differenza spiega perché oggi il problema venga descritto soprattutto sulla base di singoli studi e simulazioni, e non di un monitoraggio sistematico.

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Fonti

2
  1. 01heise online: KI-Rechenzentren: Abwärme heizt angrenzende Wohngebiete aufDE
  2. 02heise online (EN): Data center waste heat warms nearby neighbourhoodsEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Sara Gallo

Sara Gallo

Scienza e salute

Sara Gallo scrive di scienza e salute per FLASH24, partendo da studi originali, comunicati di enti di ricerca e dati di agenzie sanitarie, senza fermarsi ai titoli. Per ogni articolo controlla campioni, intervalli di confidenza e conflitti di interesse, confrontando i numeri con le serie storiche di ISS ed Eurostat. Segue le revisioni sistematiche in uscita e attende i briefing del ministero della Salute, parlando con ricercatori e clinici prima di pubblicare. La sua formazione in fisica dei materiali e il telescopio che usa nel tempo libero si ritrovano nella cura con cui legge misure e immagini. Non pubblica stime senza fonte primaria.

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