L'Aia fa lobbying a Washington: il MATCH Act potrebbe coprire tutto l'export di DUV verso la Cina
Il premier olandese Rob Jetten chiede a Trump e ai membri del Congresso di ammorbidire la legge MATCH. Se passasse, le restrizioni riguarderebbero tutti i sistemi DUV a immersione venduti alla Cina, e L'Aia cerca un compromesso.

La disputa sull'export di attrezzature per la produzione di chip non si decide a Bruxelles, ma nei colloqui bilaterali. Il premier olandese Rob Jetten ha confermato di aver parlato più volte con il presidente Donald Trump e con i membri del Congresso della legge MATCH, il progetto per il coordinamento multilaterale dei controlli sulle tecnologie hardware. "Sono convinto che alla fine si riuscirà a raggiungere un'intesa accettabile per tutte le parti", ha detto Jetten in un'intervista alla televisione Bloomberg a New York il 24 settembre.
La posta in gioco: tutto il DUV, non solo l'EUV
In gioco c'è la portata delle restrizioni. Se le misure previste entreranno in vigore, a farne le spese sarà l'intero export di sistemi litografici DUV a immersione di ASML verso la Cina. Le restrizioni si estenderebbero così dalle macchine EUV più avanzate, che non hanno mai avuto il via libera all'export verso la Cina, a una categoria di attrezzature più ampia. I Paesi Bassi hanno già incluso nei limiti una parte dei sistemi DUV avanzati.
ASML è l'unico produttore al mondo di macchine a ultravioletti estremi (EUV) in serie, necessarie nei processi da 5 nanometri in giù, e una delle società europee con la valutazione più alta. L'azienda si appoggia a fornitori specializzati: Zeiss fornisce l'ottica ad altissima purezza, Trumpf i laser ad alta potenza. La produzione avviene esclusivamente nei Paesi Bassi. ASML spende circa 1,2 miliardi di euro per trimestre in ricerca e sviluppo, di cui all'incirca 300 milioni negli Stati Uniti.
La Cina come mercato che non si può ignorare
Per ASML la Cina resta un mercato importante. Come ha riferito Bloomberg, nel secondo trimestre del 2026 la Cina ha rappresentato il 14 per cento delle vendite nette di sistemi, contro il 19 per cento nel primo trimestre. Il calo mostra che le restrizioni funzionano, ma non azzerano gli scambi. Spiega anche perché L'Aia vuole avere voce in capitolo sulla forma finale delle norme.
Jetten sostiene che i Paesi Bassi applicano già controlli severi sull'export e che al tempo stesso devono proteggere la propria industria dei semiconduttori, perché è anche nell'interesse di Washington. Dall'altra parte i produttori cinesi conto terzi, tra cui SMIC e Huawei, provano a costruire catene di fornitura proprie per soluzioni alternative. La strada però è costosa e richiede tempo. La disputa sul MATCH è dunque anche una disputa sul ritmo con cui l'industria cinese dovrà fare a meno delle attrezzature olandesi.
La posta in gioco è concreta. Nel secondo trimestre di quest'anno la Cina ha rappresentato il 14 per cento delle vendite di sistemi ASML calcolate al netto, contro il 19 per cento un trimestre prima. Il calo mostra quanto in fretta le restrizioni si trasformino in risultato finanziario. Se il MATCH Act coprisse anche i DUV a immersione, il controllo sull'export scenderebbe di una generazione e toccherebbe attrezzature che i Paesi Bassi consentivano ancora a una parte dei clienti cinesi.
ASML non è un esportatore qualunque. La produzione resta nei Paesi Bassi, l'azienda spende circa 1,2 miliardi di euro in ricerca e sviluppo ogni trimestre, di cui circa 300 milioni negli Stati Uniti, e le macchine EUV non sono mai state autorizzate alla vendita in Cina. L'Aia si muove quindi tra l'alleanza con Washington e la propria base tecnologica. È per questo che il premier parla di un'intesa "accettabile per tutte le parti" invece che di uno scontro frontale.
Fonti
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