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Bruxelles alza al 3,6 per cento la stima di inflazione per la Polonia. Deficit al 6,5 per cento del PIL

La Commissione europea conferma la stima di crescita del PIL polacco, ma alza le attese su inflazione e deficit. Lo shock energetico in Medio Oriente pesa su tutta l'Unione, la cui crescita scende all'1,1 per cento.

CongiunturaNotiziaDott. Elena RicciPubblicato: 25 settembre 20265 min di letturaFonti 2
Bruxelles alza al 3,6 per cento la stima di inflazione per la Polonia. Deficit al 6,5 per cento del PIL

Nelle previsioni economiche di primavera la Commissione europea ha confermato la stima di crescita del PIL polacco: 3,5 per cento nel 2026 e 2,8 per cento nel 2027. Tutto il resto è stato rivisto al rialzo.

La stima di inflazione per la Polonia nel 2026 sale dal 2,9 al 3,6 per cento. Per il 2027 Bruxelles la abbassa dal 3,7 al 2,9 per cento, ipotizzando un rallentamento della dinamica dei prezzi. Il deficit del settore delle amministrazioni pubbliche arriverà al 6,5 per cento del PIL nel 2026, contro il 6,3 per cento stimato in autunno, e nel 2027 salirà al 6,3 per cento dal 6,1 per cento previsto in precedenza.

La causa è comune a tutta la Comunità. Nel 2025 il PIL dell'UE è cresciuto dell'1,5 per cento. Poi l'economia ha tenuto un ritmo moderato e l'inflazione è calata fino alla fine di febbraio 2026, quando è scoppiato il conflitto in Medio Oriente. Da quel momento le prospettive sono cambiate.

Per l'UE la Commissione ha abbassato la stima di crescita nel 2026 dall'1,4 all'1,1 per cento e ha alzato quella sull'inflazione dal 2,1 al 3,1 per cento. L'aumento dei prezzi dovrebbe toccare il picco nel 2026 e poi scendere al 2,4 per cento nel 2027, ipotizzando un calo graduale dei prezzi delle materie prime. Anche in quel caso resteranno circa il 20 per cento più alti rispetto a prima della guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran.

È la stessa diagnosi che l'OCSE ha formulato nel suo rapporto di settembre: lo shock dei prezzi sul mercato delle materie prime si è rivelato più duraturo del previsto e in alcune economie si esauriscono le scorte e i risparmi delle famiglie. L'OCSE ha però aggiunto un secondo elemento: in molte economie del G20 la crescita è sostenuta dalla spesa e dalla produzione legate all'intelligenza artificiale.

Per la Polonia il quadro è quindi doppiamente teso: da un lato una crescita relativamente solida e gli investimenti digitali, dall'altro un'inflazione in aumento e un deficit oltre il 6 per cento del PIL.

La stima è cambiata solo su un versante. Il percorso di crescita per la Polonia è stato confermato al 3,5 per cento nel 2026 e al 2,8 per cento l'anno successivo. L'inflazione di quest'anno è stata alzata dal 2,9 al 3,6 per cento, quella del 2027 abbassata dal 3,7 al 2,9 per cento. Il deficit del settore delle amministrazioni pubbliche arriverà al 6,5 per cento del PIL quest'anno e al 6,3 per cento il prossimo.

Quello che per Bruxelles è un problema dell'intera comunità, per la Polonia è un vincolo. La Commissione stima che l'inflazione nell'Unione arriverà al 3,1 per cento nel 2026 e che nell'eurozona scenderà al 2,4 per cento solo nel 2027. Il picco europeo dell'inflazione cade quindi nell'anno in corso, non in quello successivo. Questo scenario può però essere vanificato da fattori geopolitici: i prezzi delle materie prime sono oggi circa il 20 per cento più alti rispetto a prima dello scoppio del conflitto in Medio Oriente.

L'Unione è entrata nello shock dei prezzi da una posizione di crescita moderata: nel 2025 l'economia della comunità è cresciuta dell'1,5 per cento. Ogni trimestre con l'energia più cara è quindi automaticamente un trimestre di consumi più deboli e di prospettive peggiori per le finanze pubbliche.

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Fonti

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  1. 01Komisja Europejska zmienia prognozy. Co czeka Polskę w 2026 i 2027 rokuPL
  2. 02Świat uniknął gorszego scenariusza. OECD ostrzega przed nowym szokiem cenowymPL

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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