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Energia, per il 77% dei leader la rete non regge il passo dei centri dati

Secondo l'indagine "AI meets the grid" del Capgemini Research Institute, il 77% dei leader del settore energetico teme che la domanda dei centri dati cresca più in fretta della capacità di soddisfarla.

CongiunturaAnalisiDott. Elena RicciPubblicato: 25 settembre 20265 min di letturaFonti 2
Energia, per il 77% dei leader la rete non regge il passo dei centri dati

Il boom dell'intelligenza artificiale si traduce sempre più in domanda di energia elettrica da parte dei centri dati. Dall'indagine "AI meets the grid" del Capgemini Research Institute, ripresa da Computerworld, risulta che il 77% dei leader del settore energetico teme che la domanda dei centri dati cresca più in fretta della capacità di soddisfarla.

Il problema non è solo una questione di volumi. L'80% delle aziende energetiche segnala che i carichi generati dai sistemi di AI sono più variabili di quelli dei tradizionali utenti industriali. Per un gestore di rete è un compito del tutto diverso: non basta fornire più energia, bisogna fornirla con un ritmo irregolare per sua stessa natura.

La pressione arriverà presto. Il 70% dei rappresentanti delle aziende energetiche e l'83% dei gestori dei centri dati si aspetta che le infrastrutture costruite per l'AI aumentino in modo significativo la domanda regionale di energia nei prossimi 3-5 anni. I gestori dei centri dati valutano quindi sempre più spesso fonti di alimentazione proprie. Il settore energetico, dal canto suo, usa l'AI per prevedere il carico della rete e limitare i guasti.

L'altro lato di questo conto è fisico e altrettanto costoso. Secondo un'analisi del Basel Action Network citata da Corriere Comunicazioni, la sola infrastruttura di AI genererà tra 395 e 617 milioni di tonnellate di apparecchiature elettroniche usate nel periodo 2025-2050. Nel 2030 il flusso annuo dovrebbe attestarsi tra 8,6 e 13,1 milioni di tonnellate, nel 2050 tra 31 e 46 milioni di tonnellate.

Questa stima è più alta delle precedenti perché comprende non solo server e acceleratori, ma anche memorie di massa, dispositivi di rete, distribuzione dell'energia, sistemi di alimentazione di emergenza e raffreddamento. A pesare è anche la sostituzione accelerata di computer, telefoni e dispositivi edge che la diffusione dell'AI può provocare.

La conclusione per la politica economica è duplice. Primo, l'allacciamento di nuova potenza diventa un collo di bottiglia per gli investimenti in AI, importante quanto la disponibilità di acceleratori. Secondo, il conto delle apparecchiature non finisce al momento dell'acquisto: torna come costo di smaltimento e come pressione sui sistemi di riciclo che, come scrive il BAN, già oggi lavorano al limite della capacità.

Il conto, poi, è anche materiale. Corriere Comunicazioni, citando analisi del ciclo di vita delle apparecchiature, indica che le attrezzature dismesse dei centri dati alimenteranno un flusso di rifiuti elettronici in rapida crescita. Le stime parlano di 395-617 milioni di tonnellate nell'arco 2025-2050, a un ritmo di 8,6-13,1 milioni di tonnellate all'anno nel 2030, che sale a 31-46 milioni di tonnellate all'anno nel 2050. In altre parole, a ogni aumento di potenza di calcolo corrisponde un aumento della massa di apparecchiature da gestire.

I gestori reagiscono alla pressione energetica su due fronti. Alcuni investono in fonti di alimentazione proprie: circa il 29% ha già potenza propria o un allacciamento dietro il contatore, e il 39% prevede un investimento del genere entro uno o due anni. Nell'arco di cinque anni il 71% dichiara che la propria dipendenza dalla rete di trasmissione pubblica diminuirà. Il settore energetico risponde con il proprio arsenale: impara a prevedere i carichi di picco e a individuare i guasti prima che si verifichino.

Per la Polonia è soprattutto una questione di calendario. Se le nuove potenze rinnovabili e gli accumuli di energia non nasceranno in parallelo agli investimenti nelle server farm, singoli progetti resteranno bloccati in coda per l'allacciamento. Il costo di questo ritardo ricadrà su tutti i consumatori di energia, non solo sul proprietario del centro dati.

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Fonti

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  1. 01Centra danych napędzają popyt na energię. 77 proc. liderów sektora obawia się, że podaż nie nadążyPL
  2. 02Rifiuti elettronici dell'AI: l'altra impronta dei data centerIT

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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