La Cina apre ad Alibaba e ByteDance sull'acquisto delle RTX Pro 5500 di Nvidia
Il ministero della tecnologia cinese ha fatto sapere ad alcune aziende che intende autorizzare l'acquisto del nuovo chip workstation RTX Pro 5500 di Nvidia. Lo riferisce The Information in un articolo pubblicato domenica 27 settembre.

L'articolo, ripreso da The Next Web il 27 settembre, cita due persone vicine alla vicenda. Il ministero ha chiesto di recente ad alcune aziende quanti chip intendano comprare e per quale uso. Poi ha comunicato che avrebbe autorizzato gli acquisti. Reuters ha dichiarato di non poter verificare subito la notizia. Anche TNW ha precisato di non averla verificata in modo indipendente. Nvidia, Alibaba, ByteDance e il ministero non avevano rilasciato dichiarazioni pubbliche entro domenica.
La RTX Pro 5500 è una scheda grafica da workstation presentata da Nvidia questo mese. Si basa sul design Blackwell dell'azienda e ha 84GB di memoria. La specifica conta per capire come il chip si colloca rispetto alle regole sull'export: è un componente da workstation, non un acceleratore da datacenter, e TNW lo descrive come un chip destinato a eludere le restrizioni statunitensi.
Un'apertura limitata, non un'inversione di rotta
Qui il contesto è essenziale. Le vendite di Nvidia in Cina sono state limitate da due insiemi distinti di regole: i controlli statunitensi sull'export e le restrizioni del governo cinese pensate per sostenere i produttori nazionali. La notizia sulla RTX Pro 5500, se accurata, allenterebbe solo il secondo insieme. Non dice nulla su un cambiamento di posizione da parte di Washington.
Esiste un precedente per questa scomoda via di mezzo. All'inizio dell'anno gli Stati Uniti avevano autorizzato la vendita dei chip H200 di Nvidia ad aziende cinesi. A ByteDance e Tencent fu però detto di trattenere le prime spedizioni a Hong Kong invece di portarle nella Cina continentale, come riportato da TNW ad agosto. Non è un divieto e non è un via libera. È una sospensione in attesa, e spiega perché un articolo sulle schede da workstation venga letto come un segnale più che come una politica.
The Information ha riportato la notizia domenica, citando due persone vicine alla vicenda. Reuters ha dichiarato di non poter verificare subito la notizia.
La tempistica non è casuale. I controlli statunitensi sull'export non sono stati un tema centrale al vertice tra Xi e Trump, secondo il South China Morning Post, che il 26 settembre ha riferito come la questione sia passata in secondo piano. Un giorno dopo, alle aziende cinesi veniva chiesto quante RTX Pro 5500 volessero. Pechino ha motivo di mantenere la pressione su Washington senza trasformare la politica sui chip nel titolo di un incontro diplomatico.
Gli obiettivi cinesi sono ambiziosi. Il Chip Industry Week In Review di SemiEngineering, pubblicato il 25 settembre, riferisce che secondo la SIA la Cina punta all'80% di autosufficienza nei chip entro il 2030. Per arrivarci impone ai produttori di usare almeno il 50% di apparecchiature nazionali per la produzione di semiconduttori e riconosce ai prodotti nazionali idonei un vantaggio di prezzo del 20% negli appalti pubblici. La SIA ha esortato i funzionari statunitensi ad affrontare queste barriere attraverso negoziati e azioni coordinate con gli alleati. Se si legge questo accanto alla notizia sulla RTX Pro 5500, il quadro non è quello di una resa. È quello di acquisti selettivi mentre la capacità nazionale cresce.
Le alternative nazionali continuano ad arrivare
Alibaba non sta aspettando. Lo stesso riepilogo di SemiEngineering riferisce che l'azienda ha presentato il suo acceleratore AI Zhenwu V900, con 216GB di memoria e 1.200GB/s di larghezza di banda tra chip. Alibaba afferma che il chip offre prestazioni tre volte superiori al predecessore M890, con produzione di massa prevista per il primo trimestre del 2027. Il lancio amplia le opzioni nazionali cinesi per l'addestramento e l'inferenza AI su larga scala, in un momento di accesso più ristretto ai chip statunitensi di punta.
Anche la memoria si muove. CXMT ha annunciato che la sua tecnologia DRAM G5 di quinta generazione è entrata in produzione di massa, insieme a una nuova linea di prodotti LPDDR5X. L'azienda afferma che il processo raggiunge un half-pitch di area attiva di 11,95nm e produce almeno il 50% di die in più per wafer rispetto alla generazione precedente, senza però divulgare i rendimenti produttivi effettivi. CXMT sta anche preparando una linea di produzione R&D per la NAND flash a Pechino, secondo Reuters, espandendo potenzialmente il produttore di DRAM in un mercato guidato a livello nazionale da YMTC. YMTC potrebbe avviare la produzione di prova di LPDDR5 già alla fine dell'anno.
Niente di tutto questo rende contraddittorio un acquisto di RTX Pro 5500. Una scheda da workstation per ingegneri e ricercatori è una categoria di prodotto diversa da un acceleratore per l'addestramento. Comprare l'una non indebolisce l'altro.
Il problema dell'applicazione delle regole, proprio accanto
La stessa settimana ha ricordato quanto sia difficile far rispettare questi controlli. Il 24 settembre Tom's Hardware ha riferito che Dylan Patel, a capo della società di analisi sui semiconduttori SemiAnalysis, ha dichiarato che la cinese Puzhi Electronic Technology sta raccogliendo fondi tramite crowdfunding per sviluppare un sistema basato sull'AMD Zynq UltraScale+ XCZU47DR RFSoC, un componente a duplice uso soggetto ai controlli statunitensi sull'export. Patel ha chiesto un'indagine per tradimento nei confronti di AMD.
"AMD ha trovato un'opportunità di business nello svendere in Cina chip militari statunitensi a un quarto del costo", ha scritto Patel in un post su X, secondo Tom's Hardware. "Il prezzo di listino statunitense è di 36.000 dollari per questo chip, con 4.000-5.000 dollari per le aziende statunitensi sui grandi volumi, ma in Cina viene quotato 1.000 dollari alle campagne di crowdfunding."
AMD ha negato di aver venduto o spedito i chip direttamente nella regione soggetta a restrizioni. "AMD si impegna al pieno rispetto di tutte le normative statunitensi e globali sull'export e ha una politica chiara che impone lo stesso ai nostri distributori, rivenditori e clienti", ha dichiarato un portavoce a Tom's Hardware. "Qualsiasi spedizione verso regioni soggette a restrizioni è una violazione diretta della nostra politica. Questo episodio recente non ha alcun legame con vendite o spedizioni dirette di AMD." L'azienda ha affermato di indagare su tutti i casi sospetti di diversione e di segnalare qualsiasi violazione di legge alle autorità competenti, interrompendo ogni rapporto commerciale con l'azienda coinvolta.
Il caso è irrisolto e contestato. Mostra anche perché un articolo su un ministero cinese che chiede alle aziende i volumi di acquisto venga trattato con cautela da tutti i soggetti coinvolti.
Il lavoro di progettazione continua comunque
Più lontano dalla battaglia politica, la pipeline tecnica non si ferma. SemiEngineering ha riferito il 25 settembre che ricercatori della TU Munich, dell'Università di Modena e Reggio Emilia e di Applied Materials hanno pubblicato un articolo intitolato "System-Technology Co-Evaluation of A7 CFET and A10 NSFET Technologies from Cell Parasitics to Chip Reliability". Il lavoro modella resistenza e capacità parassite, comportamento termico e invecchiamento da instabilità di temperatura di polarizzazione lungo un flusso di progettazione di acceleratori AI.
Separatamente, SemiEngineering ha riferito il 24 settembre che i fornitori di EDA stanno rielaborando strumenti maturi per IC 3D e sistemi multi-die, con l'AI agentica che aggiunge uno strato di analisi. "Oggi quasi ogni acceleratore AI ha una soglia di processo oltre la quale i problemi più difficili non vivono più dentro il chip. Vivono ai confini del sistema", ha dichiarato alla pubblicazione Artour Levin, vicepresidente dell'ingegneria del silicio AI di Microsoft. Strumenti e chip vengono riprogettati partendo dal presupposto che l'accesso al silicio di un singolo fornitore resterà limitato. Questo presupposto non è cambiato questa settimana.
Ciò che è cambiato è più ristretto: Pechino sembra disposta a lasciare che due delle sue maggiori aziende comprino una scheda da workstation. L'articolo di The Information non è verificato, e tutte le aziende citate sono rimaste in silenzio. Ma per Nvidia, le cui vendite in Cina sono state compresse da entrambi i lati, anche una riapertura parziale della porta è la prima buona notizia da mesi.
Fonti
5- 01China reportedly may let Alibaba and ByteDance buy new Nvidia chipsEN
- 02Analyst Calls for AMD Investigation over Restricted Chips in ChinaEN
- 03Chip Industry Week In ReviewEN
- 04Comparing A7 CFET and A10 Nanosheet FETs From Parasitics to Chip Reliability (TUM, UNIMORE, Applied Materials)EN
- 053D Chips Push EDA Into New TerritoryEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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