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Controllo dell'IA: venti paesi firmano l'appello dell'ONU, la Francia non c'è

Il 21 settembre, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, più di venti leader hanno chiesto che le IA più avanzate restino sotto controllo umano. Germania e Spagna hanno firmato, la Francia no.

TecnologiaNotiziaGiulia FerrariPubblicato: 23 settembre 20266 min di letturaFonti 3
Controllo dell'IA: venti paesi firmano l'appello dell'ONU, la Francia non c'è

La governance dei modelli di IA è arrivata sul tavolo della diplomazia. Lunedì 21 settembre i leader di più di venti paesi hanno chiesto di rafforzare la supervisione umana sui sistemi di IA più avanzati, riferisce Le Monde Informatique. A diffondere la dichiarazione, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, è stato l'ufficio del presidente finlandese Alexander Stubb.

«Sotto il controllo umano»

Il testo fissa un principio: i modelli di IA più avanzati devono restare «sotto la direzione, la supervisione e il controllo dell'uomo». I firmatari chiedono più trasparenza da parte delle imprese, test di sicurezza prima del rilascio dei modelli, valutazioni indipendenti e una cooperazione internazionale più solida. La dichiarazione propone anche di valutare la creazione di un meccanismo internazionale di supervisione.

Tra i firmatari ci sono Germania, Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Danimarca, Canada, Australia e Sudafrica, oltre alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. La Francia, per ora, non ha firmato.

Il quadro europeo come riferimento

Questa dichiarazione si aggiunge al dispositivo europeo, il cui calendario continua a dispiegarsi. Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 12 luglio 2024 ed è entrato in vigore il 1° agosto 2024. Da allora si applica per tappe. I divieti di alcune pratiche e gli obblighi di alfabetizzazione sull'IA sono entrati in applicazione il 2 febbraio 2025. Gli obblighi relativi ai modelli di IA per uso generale, la governance e alcune disposizioni sanzionatorie si applicano dal 2 agosto 2025. Dal 2 agosto 2026 si applica il resto del regolamento, salvo disposizioni particolari. I fornitori di sistemi che generano contenuti sintetici immessi sul mercato prima di questa data devono rispettare gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 entro il 2 dicembre 2026.

La fase successiva è fissata al 2 dicembre 2026, con l'entrata in applicazione dei divieti che riguardano i sistemi che generano immagini intime non consensuali e contenuti di abuso sessuale su minori. Al 2 agosto 2027, i fornitori di modelli per uso generale immessi sul mercato prima di agosto 2025 dovranno aver adottato le misure necessarie per conformarsi al regolamento.

Paletti richiesti da ogni parte

Il dibattito non si limita agli Stati. In Italia, più di cento esperti di intelligenza artificiale hanno firmato un appello perché aziende come Anthropic e OpenAI si affidino a valutatori indipendenti. È una richiesta che si sovrappone direttamente a quelle della dichiarazione internazionale.

I modelli più avanzati devono restare sotto la direzione, la supervisione e il controllo dell'uomo.

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Fonti

3
  1. 01Le Monde Informatique : Appel à renforcer le contrôle de l'IA, la France non signataireFR
  2. 02EU Artificial Intelligence Act : Implementation TimelineEN
  3. 03ANSA : Oltre 100 esperti IA, Anthropic e OpenAI hanno bisogno di valutatori indipendentiIT

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Giulia Ferrari

Giulia Ferrari

IA, modelli e tecnologie

Giulia Ferrari scrive di tecnologia, IA e modelli e media e internet per FLASH24, partendo da dataset pubblici, preprint e registri di versioni dei modelli. Controlla ogni numero confrontando benchmark dichiarati e risultati riproducibili, e scarta le stime senza fonte. Segue le audizioni in calendario, parla con ricercatori e ingegneri, e mette a confronto release e changelog prima di pubblicare. Fuori dalla redazione smonta stampanti 3D, recupera vecchi computer e studia come i modelli imparano dai rifiuti del web. Non pubblica un dato se non può ricostruirne il percorso.

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