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Le fabbriche di robot umanoidi accelerano, il parco industriale tocca 5 milioni

Il parco mondiale di robot industriali ha toccato un record di 5 milioni di unità nel 2025, ha comunicato la International Federation of Robotics il 27 settembre. Intanto le linee di produzione di robot umanoidi di Tesla, Toyota e dei produttori cinesi entrano nella fase di produzione di massa.

TecnologiaAnalisiGiulia FerrariPubblicato: 28 settembre 20266 min di letturaFonti 9
Le fabbriche di robot umanoidi accelerano, il parco industriale tocca 5 milioni

La International Federation of Robotics ha dichiarato il 27 settembre che il parco operativo mondiale di robot industriali è salito del 9 per cento a un record di 5 milioni di unità nel 2025. Le fabbriche hanno installato più di 600.000 nuove unità nell'anno, con un balzo dell'11 per cento, secondo l'organizzazione con sede a Francoforte.

"L'automazione industriale avanza a grande velocità", ha detto Jane Heffner, presidente della IFR, nella nota. "Il nuovo traguardo di cinque milioni di robot operativi nelle fabbriche di tutto il mondo è più del doppio rispetto a sette anni fa. La crescita più forte è in Asia, seguita dalle Americhe. L'Europa procede più lentamente."

La sola Cina ha rappresentato il 59 per cento delle installazioni globali, con 354.000 unità nel 2025, in aumento del 20 per cento su base annua. Gli Stati Uniti hanno superato il Giappone e sono diventati il secondo mercato, con quasi 38.500 unità installate, un aumento del 12 per cento. La IFR prevede che le installazioni cresceranno del 9 per cento fino a 655.000 unità nel 2026 e raggiungeranno 806.000 entro il 2029.

Questi dati riguardano i robot industriali in generale, non gli umanoidi nello specifico. Delineano però il contesto in cui sta nascendo un'ondata di fabbriche di robot umanoidi. Aiutano anche a spiegare perché Heffner della IFR abbia puntato l'accento sulla divergenza regionale più che su un unico boom globale.

La corsa alle fabbriche di umanoidi

La fabbrica Tesla di Fremont, in California, ha smesso di produrre la berlina Model S e il SUV Model X da maggio 2026. L'azienda ha spostato sia gli operai di linea sia gli ingegneri su Optimus, secondo un'inchiesta di The Information citata da Ars Technica il 26 settembre. Tesla avrebbe portato la produzione a centinaia di robot a settimana, ma punta a superare le 1.000 unità a settimana entro la fine del 2026.

Lo stesso resoconto di Ars Technica descrive diversi problemi di produzione. Tesla fatica ad allineare con precisione i componenti sulle attrezzature di linea, e far correre la linea troppo velocemente ha creato dei limiti. Operai umani devono assemblare a mano mani e avambracci di Optimus, che insieme contano più di 100 piccoli componenti come le viti. I sensori tattili per le mani sono stati abbastanza inaffidabili da spingere Tesla a sviluppare uno strato di sensori simile a un guanto, sostituibile senza dover cambiare l'intera mano del robot. Le capacità di intelligenza artificiale del robot sarebbero inoltre insufficienti per operazioni di uso generale. Una fonte ha descritto i robot Optimus come attualmente bisognosi di programmazione per svolgere compiti specifici in ambienti strettamente controllati. Tesla non ha risposto a queste caratterizzazioni nel pezzo di Ars Technica.

C'è anche una dimensione legata al lavoro. The Information ha riferito che alcuni lavoratori si lamentavano perché "sapevano che i robot erano progettati per sostituirli alla fine", secondo Ars Technica. Tesla avrebbe spostato la responsabilità della raccolta dati su team dedicati e creato "hub di addestramento" per questi team.

"Stiamo esplorando una serie di design e formati di robot, comprese le ruote, per rispondere a diversi ambienti operativi e alle esigenze dei clienti."

A dirlo è Jonathan Hurst, amministratore delegato e chief robot officer di Agility Robotics, in un'intervista a The Robot Report pubblicata il 25 settembre. Agility, il cui umanoide Digit è tra le applicazioni commerciali più avanzate, sta ora esplorando robot a ruote. Hurst ha detto che è "troppo presto per dirlo" se sia prevista una versione a ruote di Digit o un robot del tutto nuovo, e non c'è una tempistica per l'ingresso sul mercato.

La questione del formato conta sul piano commerciale. Agility si quota in Borsa attraverso una SPAC con Churchill Capital Corp. XI, una valutazione di 2,5 miliardi di dollari e un incasso lordo previsto superiore a 620 milioni di dollari. Il deposito S-4 ha mostrato 1,8 milioni di dollari di ricavi nel 2025 contro una perdita operativa di 140 milioni di dollari, e oltre 300 milioni di dollari in ordini pluriennali di Digit v5 da un solo cliente.

L'allontanamento di Agility da una strategia puramente basata sulle gambe è notevole per un'azienda la cui identità affonda le radici nella locomozione bipede. Con Digit 5, Agility ha abbandonato le ginocchia piegate all'indietro usate nelle versioni precedenti. The Robot Report ha letto l'esplorazione delle ruote come un segnale che l'azienda è disposta ad adattarsi alle realtà del mercato invece di restare fedele a una sola filosofia progettuale.

I 6,42 miliardi di dollari l'anno di Toyota

Toyota pianifica una diffusione più ampia. A partire dal 2028, il gruppo Toyota Motor punta a investire 6,42 miliardi di dollari ogni anno per aggiornare le fabbriche con una nuova forza lavoro robotica, secondo Nikkei Asia, come riportato da Ars Technica il 23 settembre. L'azienda vuole 150.000 robot nei propri stabilimenti automobilistici e altri 250.000 negli impianti delle società del gruppo che producono componenti e materiali.

Toyota ha già iniziato a distribuire robot umanoidi ELEY sulle linee di assemblaggio per imparare dagli operai umani. Nikkei Asia ha riferito che i lavoratori insegnano ai robot, che si muovono su ruote, a svolgere compiti che richiedono movimenti precisi delle mani indossando "dime" basate sulle dita degli umanoidi. Hiroki Nakajima, vicepresidente esecutivo di Toyota, ha detto a Nikkei Asia che l'azienda punta a "un mondo in cui i robot convivono con gli esseri umani, invece di sostituirli".

Non è chiaro quanti robot Toyota abbia già distribuito complessivamente né quanti dei nuovi robot saranno umanoidi. L'azienda ha 18.000 lavoratori veterani in 60 fabbriche nel mondo, tra cui 11 stabilimenti produttivi negli Stati Uniti.

Hyundai segue una strada parallela. La casa automobilistica sudcoreana prevede di distribuire fino a 25.000 robot umanoidi Atlas sviluppati dalla sua controllata statunitense Boston Dynamics nei prossimi anni, con l'avvio dal 2028. Il 21 settembre Boston Dynamics ha annunciato un nuovo centro di addestramento robotico presso la Hyundai Motor Group Metaplant America in Georgia, pensato per addestrare i robot Atlas su compiti come la sequenza dei componenti automobilistici.

Sul più ampio dibattito sulla sicurezza, The Robot Report ha pubblicato il 27 settembre un articolo che sostiene come le Tre Leggi di Isaac Asimov non siano più sufficienti. L'articolo cita Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, che il 12 settembre ha chiesto di rallentare lo sviluppo dell'IA di frontiera, e una dichiarazione firmata da più di 2.500 economisti e tecnologi con il titolo "We Must Act Now". Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha detto che le preoccupazioni sui pericoli dell'IA sono esagerate, secondo lo stesso articolo.

Nonostante tutte le notizie sulla produzione, l'economia di fondo resta incerta. Waymo ha accumulato più di 220 milioni di miglia autonome e offre circa mezzo milione di corse a pagamento a settimana. Delle 86 milioni di miglia Waymo registrate fino al 2025, però, solo il 54 per cento aveva un passeggero a bordo, secondo The Robot Report del 26 settembre. Ogni reset di un robotaxi costa circa due ore. L'autore dell'articolo, Dan Keene di Aseon Labs, ha dichiarato che la sua azienda sta costruendo stazioni di assistenza robotica per flotte autonome.

Altrove, la spinta verso l'IA fisica attira capitali freschi. O-ID, azienda con sede a Tokyo fondata da due europei, ha raccolto 1,2 milioni di dollari in un round pre-seed guidato da TAWANI Ventures, con sede a Chicago, con la partecipazione di Hustle Fund, Techstars e investitori angel, ha riferito Tech.eu il 24 settembre. L'azienda sta costruendo robot umanoidi modulari per la produzione e la logistica, con progetti pilota in fabbrica previsti per il 2027. Il Giappone ha come obiettivo 10.500 miliardi di yen, circa 65,1 miliardi di dollari, di investimenti pubblici e privati nell'IA fisica, puntando a distribuire 10 milioni di robot dotati di IA entro il 2040, secondo Tech.eu.

Sul fronte della ricerca, ricercatori di Stanford e Caltech hanno costruito HomeBody, un sistema che permette a un robot Unitree G1 di orientarsi in una cucina sconosciuta e riordinarla usando GPT-6 Astra come modello visione-linguaggio intercambiabile, ha riferito The Decoder il 27 settembre. Tra i limiti ci sono la latenza, il surriscaldamento dei servo delle dita e gli alti costi di calcolo.

Il filo comune a tutto questo è che ora il collo di bottiglia è la fabbrica, non la dimostrazione. Tesla assembla le mani una per una. Toyota addestra i lavoratori ad addestrare le macchine. Agility ripensa le gambe. Il dato dei 5 milioni della IFR mostra che la base industriale è solida. Se gli umanoidi vi si uniranno su larga scala dipende da linee capaci di correre più veloce di quanto una persona riesca a insegnare.

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Fonti

9
  1. 01Five Million Robots Now Operate in Factories GloballyEN
  2. 025 million robots are now at work in factories worldwide, reports the IFREN
  3. 03Agility Robotics, maker of Digit humanoid, exploring wheeled robotsEN
  4. 04Tesla workers balk at training Optimus humanoid robots as replacementsEN
  5. 05Toyota orders workers to train humanoid robots but says humans won't be replacedEN
  6. 06Asimov's laws are not enough to keep robotics and AI safeEN
  7. 07From 14 cities to 15,000: What it will take to scale robotaxis?EN
  8. 08Europeans in Japan raise $1.2M to put modular humanoid robots to workEN
  9. 09Researchers plug GPT-6 Astra directly into a robot and let it clean up an unfamiliar kitchenEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Giulia Ferrari

Giulia Ferrari

IA, modelli e tecnologie

Giulia Ferrari scrive di tecnologia, IA e modelli e media e internet per FLASH24, partendo da dataset pubblici, preprint e registri di versioni dei modelli. Controlla ogni numero confrontando benchmark dichiarati e risultati riproducibili, e scarta le stime senza fonte. Segue le audizioni in calendario, parla con ricercatori e ingegneri, e mette a confronto release e changelog prima di pubblicare. Fuori dalla redazione smonta stampanti 3D, recupera vecchi computer e studia come i modelli imparano dai rifiuti del web. Non pubblica un dato se non può ricostruirne il percorso.

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