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La musica AI si etichetta da sola, prima che intervenga il diritto

La RIAA e l'IFPI vogliono contrassegnare i brani AI in streaming, Deezer ha messo a disposizione un rilevatore gratuito e Sony calcola quanto pesano le registrazioni protette in una canzone generata da un modello.

OpinioniOpinioneMatteo GrecoPubblicato: 26 settembre 20265 min di letturaFonti 3
La musica AI si etichetta da sola, prima che intervenga il diritto

Tesi: l'industria musicale ha superato il legislatore introducendo proprie etichette AI. È la direzione giusta, ma un sistema basato sull'autodichiarazione e privo di sanzioni è facile da aggirare. Più duraturo si rivelerà il metodo di misurazione, non la targhetta.

La RIAA americana e l'IFPI internazionale hanno annunciato una collaborazione con Spotify e Apple Music per introdurre contrassegni AI sui brani. Il sistema proposto è semplice, e proprio per questo convincente: due etichette separano la musica interamente generata da quella soltanto assistita. Il brano "AI-generato", costruito automaticamente da un prompt oppure con voce sintetica e tracce strumentali generate, riceve un'icona AI nera con lettere maiuscole bianche. Il brano "AI-assistito", in prevalenza opera umana, è indicato da un'icona bianca con lettere minuscole nere.

Il meccanismo funziona come l'attuale marcatore per i contenuti per adulti: l'etichetta la compilano gli stessi artisti, le case discografiche e i distributori. Alla coalizione si sono uniti la Recording Academy, la SAG-AFTRA, la Human Artistry Campaign e la A2IM. Il punto è che il sistema non copre al momento i testi delle canzoni, le composizioni, i videoclip né le copertine degli album. Resta fuori, cioè, un intero ambito in cui lavora anche l'AI.

La volontarietà è qui al tempo stesso un punto di forza e una debolezza. Di forza, perché lo standard può entrare in vigore in settimane, non in anni, e non richiede trattati. Di debolezza, perché quando l'etichettatura è nell'interesse dell'autore compare in fretta. Quando invece conviene nascondere il contributo del modello, per esempio con una produzione più economica o con l'hype sul suono "umano", nessuno ha lo strumento per imporla. Questa lacuna la colmano gli strumenti di misurazione.

Deezer a giugno 2026 ha reso disponibile uno strumento gratuito che scansiona le playlist su Apple Music e Spotify e segnala i brani generati dall'AI. È la piattaforma che tra le prime ha iniziato a contrassegnare da sola questa musica, e ammette lei stessa che gli altri servizi non l'hanno seguita. Sony va oltre: secondo quanto riportato dal Nikkei a febbraio 2026, ha sviluppato una tecnica per riconoscere quali brani protetti sono stati usati in una canzone AI e riesce a quantificarne il contributo, per esempio "30 per cento Beatles e 10 per cento Queen". Quando lo sviluppatore collabora, la tecnologia si collega al suo sistema di base; quando non lo fa, confronta il brano generato con il repertorio esistente. L'obiettivo è chiaro: dividere i ricavi della musica AI in base al contributo reale degli autori originali. Sony non ha ancora deciso quando inizierà a servirsene.

La conclusione per il mercato è che la disputa sull'AI nella musica si risolverà non a livello di etichette, ma di misurazione. L'etichetta è una dichiarazione, la misurazione è una prova. Chi possiede la misurazione detta le condizioni. Per questo il passo successivo dovrebbe essere rendere pubblici tali strumenti e sottoporli ad audit, affinché non si trasformino in una scatola nera in cui la casa discografica è allo stesso tempo giudice e parte in causa.

Il legislatore dovrebbe trattare tutto ciò come un test in vista della propria applicazione dell'art. 50 dell'AI Act. Se il settore dimostrerà da solo di saper etichettare e misurare, l'obbligo europeo di rilevabilità smette di essere un postulato e diventa realizzabile. In caso contrario, resterà un insieme di iconcine che chiunque sia tenuto a contrassegnare può semplicemente ignorare.

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Fonti

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  1. 01美国唱片业协会拟与 Spotify、Apple Music 合作推进 AI 音乐标识落地ZH
  2. 02可检测 AI 音乐,Deezer 为 Spotify、Apple Music 等第三方平台推出免费工具ZH
  3. 03索尼新技术可识别 AI 音乐中的版权内容,索赔更方便ZH

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Matteo Greco

Matteo Greco

Opinioni e commenti

Matteo Greco scrive editoriali per FLASH24 e costruisce ogni pezzo partendo dai documenti: testi di legge, sentenze e bilanci, senza fermarsi alla prima versione dei fatti. Per gli editoriali controlla cifre e riferimenti normativi confrontando fonti ufficiali, atti parlamentari e dati Istat, e segnala le discrepanze quando i numeri non tornano. Nel calendario segue l'iter delle leggi e le udienze decisive, e per questo confronta bozze, emendamenti e sentenze con magistrati e studiosi. La storia delle idee e la lettura delle sentenze sono il suo modo di leggere l'attualità: cerca la radice di un istituto prima di commentarlo. Non pubblica un editoriale se la tesi non regge alla prova dei documenti.

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