Vai al contenuto
Ora nel mondoEU--:--UK--:--USA--:--CN--:--PLDEFRIT中文EN

portale su IA e tecnologiaeventi · analisi · interviste · approfondimenti tecnici

Cerca
LIVE
›

Corte Suprema USA: un'opera fatta solo dall'AI non ha autore. La disputa resta aperta

Il rifiuto di esaminare il caso di Stephen Thaler chiude la questione dell'autorialità delle macchine, ma sposta la disputa sul terreno dell'addestramento su dati altrui, dove l'omnibus europeo sui dati cambia le regole.

OpinioniOpinionePaolo ContiPubblicato: 26 settembre 20266 min di letturaFonti 3
Corte Suprema USA: un'opera fatta solo dall'AI non ha autore. La disputa resta aperta

Tesi: nessuna protezione per le opere interamente generate dall'AI è una scelta coerente, ma non dice nulla sul valore del mercato. La vera disputa si sposta più in alto: se addestrare i modelli su opere altrui sia legale. Qui USA e Cina decidono in modo opposto.

Il 2 marzo 2026 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare l'appello dello scienziato Stephen Thaler sul diritto d'autore di un'immagine generata dal suo sistema di AI. Thaler aveva chiesto la registrazione dell'opera "A Recent Entrance to Paradise" già nel 2018. Aveva perso davanti all'ufficio del diritto d'autore, che nel 2022 aveva stabilito che la creazione deve avere un "autore umano". Un giudice federale a Washington nel 2023 ha definito l'autorialità umana un "requisito fondamentale" della protezione. La corte d'appello del distretto di Columbia ha confermato quella decisione nel 2025.

La sentenza chiude il filone, non il dibattito. Primo: l'ufficio ha rifiutato con coerenza la registrazione anche di immagini create con Midjourney, quando i loro autori invocavano una "co-creazione con l'AI". La linea è chiara: senza uomo non c'è diritto. Secondo: la generazione integralmente affidata all'AI resta un margine del mercato. Il valore nasce dai dati di addestramento, non dal risultato.

Qui emerge una divergenza che nessuno a Washington risolverà. Un tribunale cinese a Wuhan ha stabilito che l'autore di un contenuto generato dall'AI può avere diritti d'autore se ha controllato e previsto il risultato, scrivendo il prompt e scegliendo i parametri: è il primo caso del genere in quella città. La dottrina è opposta a quella americana. Conta non chi ha disegnato fisicamente i pixel, ma chi ha governato il processo. I due maggiori mercati dell'AI partono quindi da due definizioni diverse di autorialità. Prima o poi dovranno chiarire cosa significhi per le opere che superano i confini.

L'Unione Europea risolve lo stesso problema altrove, nel diritto alla protezione dei dati. Il compromesso della presidenza irlandese del 3 settembre 2026, rivelato da Politico, riporta l'idea di considerare l'uso di dati personali per l'addestramento dell'AI come "interesse legittimo" per impostazione predefinita. La Germania avrebbe chiesto questa soluzione, sostenendo che aiuterebbe le aziende europee. Max Schrems di noyb la definisce apertamente "espropriazione digitale degli europei" e la soluzione stessa "una completa apertura dei dati europei ai colossi globali".

Si vedono quindi tre modelli. Quello americano, dove la protezione richiede un essere umano e la decisione spetta a lui: le aziende convenute lo hanno ammesso esplicitamente, riconoscendo di aver addestrato i sistemi su materiali protetti. Quello cinese, dove conta il controllo sul processo. E quello europeo, che invece di decidere sull'autorialità cerca di aprire ampiamente i dati in ingresso. Tre filosofie del diritto in un'unica catena globale del valore sono una ricetta per l'arbitraggio regolatorio. Le aziende addestreranno dove costa meno e venderanno dove costa di più, se i tribunali riusciranno a tenere il passo della tecnologia.

Commenti 0

Fonti

3
  1. 01美国最高法院一锤定音,AI 作品不受版权保护ZH
  2. 02全国首例 AI 生成图著作权案在武汉判决ZH
  3. 03"Digitale Enteignung": Datenschützer warnen vor Pauschalerlaubnis für KI-TrainingDE

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Paolo Conti

Paolo Conti

Opinioni e commenti

Paolo Conti scrive editoriali per FLASH24, partendo da documenti ufficiali, dati Istat e Corte dei conti, e non pubblica una tesi senza il riscontro di una fonte primaria. Per ogni pezzo controlla le cifre di bilancio e confronta le serie storiche su almeno tre esercizi. Segue le audizioni parlamentari in calendario e sente economisti e sindacalisti prima di chiudere la bozza. Fuori dalla redazione continua a leggere editoriali, ascolta podcast e discute nei commenti con i lettori, spesso riprendendo gli stessi numeri dei suoi articoli. Non manda in pagina un editoriale se il dato centrale non è verificato due volte.

Redazione →

Commenti

0
  1. Nessun commento — sii il primo.

Scrivi un commento

I commenti sono pubblici. Non pubblichiamo insulti, spam né pubblicità.