Tecnologia della linea di porta: 250mila sterline per stadio e un errore clamoroso
L'IFAB ha autorizzato la misurazione della linea di porta nel luglio 2012. Un anno dopo la Premier League pagava 15mila sterline per club e un quarto di milione per stadio. E il sistema, una volta, ha comunque sbagliato.

La tecnologia della linea di porta non deve sostituire l'arbitro. Serve a stabilire se il pallone ha superato interamente la linea. L'International Football Association Board (IFAB), l'organismo che detta le regole del gioco, ne ha approvato l'uso nel luglio 2012. Il regolamento è cambiato: da quel momento la tecnologia è consentita, non obbligatoria.
Permettere e non imporre aveva una ragione precisa: il costo. Prima della stagione 2013/14 la Premier League decise di installare il sistema in tutti e venti gli stadi della massima serie. Ogni club pagò alla FIFA 15mila sterline per l'installazione, i test e il "marchio di qualità FIFA". Il costo complessivo di un impianto era stimato intorno alle 250mila sterline. La FIFA incassava altre 15mila sterline per ogni partita successiva. Per questo la tecnologia della linea di porta si usa solo ai massimi livelli.
La prima decisione e l'errore
Il primo gol nella massima serie inglese assegnato senza dubbi grazie a questo sistema fu la rete di Edin Džeko per il Manchester City. La storia però registra anche un fallimento. In Blackburn-Blackpool Yuta Nakayama spinse il pallone oltre la linea prima che Daniel Grimshaw riuscisse a spazzarlo via. Il sistema non segnalò il gol, l'arbitro non lo concesse, la partita finì 0:1. Il giorno dopo il campionato inglese dichiarò che la decisione dell'arbitro è definitiva e che il risultato resta valido.
La vicenda mostra il nodo dei sistemi di misurazione. La tecnologia non "dice" all'arbitro cosa deve fare: fornisce una lettura, e la decisione resta umana. Se la lettura è sbagliata o incompleta, l'arbitro prende una decisione errata ed è convinto di aver agito secondo la tecnica.
Campionati diversi, sistemi diversi
Le adozioni sono state disomogenee. La Bundesliga ha introdotto la tecnologia della linea di porta dalla stagione 2015/16 e ha scelto il sistema più economico, Hawk-Eye, scartando due tecnologie tedesche. La Ligue 1 nella stessa stagione ha puntato su GoalControl, poi nel 2018 è passata a Hawk-Eye.
Gli esperimenti precedenti non convincevano. I test del pallone con un microchip inserito, che doveva inviare un segnale all'arbitro dopo il superamento della linea, si erano già svolti ai Mondiali Under 17 in Perù. L'allora presidente della FIFA Sepp Blatter diceva che le prove non erano chiare. Nel 2012 il sistema Hawk-Eye funzionò in una partita della Hampshire Senior Cup allo St Mary's Stadium di Southampton, ma solo in modalità di studio: le letture andavano a un'agenzia di test indipendente della FIFA, non all'arbitro.
Le critiche non riguardavano solo la tecnica. Si contestava che la soluzione fosse troppo cara per le federazioni più piccole e più povere.
Dodici anni dopo la decisione dell'IFAB il quadro è misto: la misurazione funziona dove ci sono i soldi, e i casi controversi continuano a verificarsi. È un precedente istruttivo per tutti i sistemi successivi, dal fuorigioco semiautomatico al tracciamento del pallone.
Fonti
2- 01Goal-line technologyEN
- 02Hawk-EyeEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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