AI Act, l'Europa applica le regole mentre all'ONU si cerca uno standard globale
Il regolamento europeo sull'AI è il primo quadro giuridico completo al mondo, costruito su quattro livelli di rischio e nove pratiche vietate. A New York si discute di una coalizione internazionale per gli standard.

Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, il Regolamento (UE) 2024/1689, è il primo quadro giuridico organico al mondo dedicato all'AI. La Commissione lo presenta come lo strumento per rendere affidabili sistemi che, senza regole, sarebbero difficili da valutare. Quando non si riesce a spiegare perché un sistema ha preso una decisione, stabilire se qualcuno è stato penalizzato ingiustamente diventa complicato. Vale per una selezione del personale come per l'accesso a una prestazione pubblica.
Quattro livelli, nove divieti
L'impianto è basato sul rischio e distingue quattro livelli. Al livello più alto, quello inaccettabile, il regolamento vieta nove pratiche. Tra queste la manipolazione e l'inganno dannosi basati sull'AI, lo sfruttamento dannoso delle vulnerabilità, il social scoring e la valutazione individuale del rischio di commissione di reati. Al regolamento si accompagna un pacchetto di misure di sostegno: l'AI Continent Action Plan, l'AI Innovation Package e le AI Factories. Ci sono poi strumenti di adesione volontaria, l'AI Pact e il servizio di assistenza AI Act Service Desk, pensati per rendere meno brusca la transizione per imprese e sviluppatori.
Il ruolo dell'AI Office
L'applicazione fa capo all'European AI Office, istituito all'interno della Commissione come nucleo di un sistema di governance unico a livello europeo. Nell'attuazione del regolamento il suo ruolo è centrale, con una competenza specifica sui modelli di AI per uso generale, quelli su cui si costruisce la maggior parte delle applicazioni. È il punto in cui la regolazione incontra la tecnica. Definire obblighi per modelli generalisti significa confrontarsi con documentazione, valutazioni e obblighi di trasparenza su sistemi che cambiano rapidamente.
Il fronte internazionale
Sul piano globale la strada è ancora in salita. Il 23 settembre, al Palazzo di Vetro di New York, si è discusso dei rischi legati alla tecnologia. OpenAI ha proposto di guidare una coalizione globale per gli standard dell'intelligenza artificiale, e alla discussione avrebbero partecipato anche attori cinesi come DeepSeek. La presenza di soggetti concorrenti allo stesso tavolo indica dove si sta spostando la partita: non più sulla necessità di regole, ormai ammessa, ma su chi le scrive e con quale capacità di verifica.
«Un quadro normativo senza capacità di controllo resta una dichiarazione di intenti»: è il rischio segnalato da più parti.
Fonti
3- 01Commissione europea — AI Act, quadro regolatorio (Reg. UE 2024/1689)EN
- 02Commissione europea — European AI OfficeEN
- 03ANSA — OpenAI: «Usa guidino coalizione globale per gli standard dell'IA»IT
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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