La macchina più complicata del mondo: perché nessuno copierà ASML
Le macchine EUV sono oggi al centro della disputa sui chip tra Stati Uniti e Cina. Per costruirle serve una rete di fornitori specializzati, e in Europa non ci sono fabbriche che le comprino.

Per capire perché il controllo sull'esportazione degli impianti litografici sia uno strumento così efficace, bisogna guardare la macchina stessa. Le EUV di ASML passano per le macchine industriali più complicate mai costruite dall'uomo. Sono anche uno dei principali motivi di attrito nella disputa sui chip tra Stati Uniti e Cina. Secondo ricostruzioni di settore, al loro sviluppo hanno lavorato molte aziende, e una singola macchina vale centinaia di milioni di dollari.
Ultravioletto estremo e la rete dei subfornitori
La lunghezza d'onda è decisiva. Per creare strutture sotto i 5 nanometri serve luce nell'ultravioletto estremo, e ASML è l'unica azienda in grado di produrre questi sistemi in serie. Da sola, però, l'impresa non ce la farebbe. Il suo vantaggio è l'ecosistema: Zeiss con l'ottica di purezza estrema e Trumpf con i laser ad alta potenza. Ricostruire questa rete richiede anni e miliardi, non un singolo progetto riuscito.
Washington sospetta una fuga
Il peso di queste macchine fa sì che ogni informazione su un possibile passaggio di tecnologia scateni una reazione politica. La parte americana avrebbe avanzato l'accusa che in Cina sia arrivata una macchina EUV avanzata. In precedenza Zeiss e Trumpf erano indicate come le aziende che costruiscono componenti irripetibili. È il segno di quanto sia stretto il collo di bottiglia dell'intera filiera.
Il problema dell'Europa è inverso
Frank Heemskerk, che in ASML si occupa di affari pubblici, ha esposto nel dibattito olandese una tesi scomoda per l'Europa: l'azienda non vende praticamente nulla in Europa, perché qui non ci sono fabbriche che comprino le sue macchine. La domanda è concentrata negli Stati Uniti e in Asia. Heemskerk ha ammesso che le macchine sono richieste negli USA e in Cina, e allo stesso tempo ha chiesto a Bruxelles di usare la forza di mercato che l'Europa comunque ha.
Questo rovescia la concezione abituale di sovranità tecnologica. L'Unione possiede uno strumento unico per produrre chip, ma non ha un acquirente. Il controllo sull'esportazione agisce quindi come leva verso gli altri, e come lente che mostra che cosa manca in Europa. Per la Polonia, che aspira a un posto nella filiera europea dei semiconduttori, la conclusione è poco romantica: senza una domanda interna di produzione avanzata, la presenza polacca in questo settore resterà un ruolo da fornitore di servizi, non di tecnologia.
La scala della precisione spiega perché l'esportazione di una sola macchina sia diventata una questione di Stato. L'EUV serve dalla generazione dei 5 nanometri in su. La Cina ha attualmente accesso solo a tecnologie litografiche più vecchie, e i tentativi di costruire una filiera propria, portati avanti da SMIC e Huawei, sono costosi e si protraggono nel tempo. Sullo sfondo resta l'accusa che una macchina EUV moderna, nonostante le sanzioni, sia finita in Cina; la parte americana avrebbe diffuso pubblicamente questa informazione.
Per l'Europa il guaio è doppio: una tecnologia decisiva nasce sul suo territorio, ma viene venduta quasi soltanto fuori di esso, e le decisioni su chi può comprarla si prendono in larga misura a Washington. La sovranità tecnologica non si riduce al possesso di una fabbrica: conta anche la possibilità di decidere dei suoi clienti.
Fonti
2- 01EUV-Lithografie: So stellt ASML die komplizierteste Maschine der Welt herDE
- 02Warum diese Chipfirma niemand nachbauen kannDE
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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