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Tribunale tedesco: un motivo simile non basta per parlare di furto d'opera

L'Alta corte regionale di Düsseldorf ha stabilito che generare un'immagine da una foto altrui non sempre viola il diritto d'autore. Pochi giorni dopo il Parlamento europeo ha adottato raccomandazioni sul compenso degli autori.

CulturaAnalisiFrancesca MorettiPubblicato: 18 settembre 20266 min di letturaFonti 3
Tribunale tedesco: un motivo simile non basta per parlare di furto d'opera

La causa riguardava una fotografa di animali. Aveva scattato una foto particolare: cani che cercano di afferrare un giocattolo sott'acqua. Il suo ex socio in affari caricò quella fotografia in un software di AI e ne ricavò una nuova immagine, che poi comparve sul sito della sua azienda. La fotografa lo citò per violazione del diritto d'autore. Il caso arrivò all'Alta corte regionale di Düsseldorf, che nell'aprile 2026 ha emesso un provvedimento con il numero di ruolo 1-20 W 2/26.

L'idea è libera

Secondo la corte, riprendere il motivo con l'intelligenza artificiale non viola il diritto d'autore se non sono stati ripresi i tratti creativi individuali dell'originale. Il motivo in sé e l'idea che ne sta alla base sono per principio liberi da protezione. L'ufficio brevetti tedesco e i tribunali negano del resto con coerenza la protezione ai processi controllati esclusivamente dal software, senza un contributo umano significativo. Il paragrafo 2 comma 2 della legge sul diritto d'autore stabilisce che l'opera deve essere una "creazione intellettuale personale". Il confine non passa quindi tra "a mano" e "a macchina", ma tra l'idea generale e l'espressione individuale riconoscibile.

Un avvocato che cura un blog di diritto informatico osserva che una decisione simile non significa arbitrio. Se il modello riproduce fedelmente l'inquadratura irripetibile, la luce e la composizione, il caso può presentarsi diversamente. Una controversia analoga prosegue nel procedimento del fotografo Robert Kneschke contro l'associazione LAION. L'argomento dell'addestramento dei modelli nell'ambito dell'eccezione per l'estrazione di dati è stato respinto in modo esplicito.

Bruxelles conta e vota

In parallelo l'Europa mette ordine nelle regole. Il 10 marzo 2026 gli eurodeputati hanno adottato con 460 voti a favore e 71 contrari, con 88 astensioni, un pacchetto di raccomandazioni sulla protezione delle opere dall'uso da parte dell'intelligenza artificiale. Il Parlamento chiede che il diritto d'autore dell'Unione copra tutti i sistemi di AI generativa presenti sul mercato comunitario. Il settore creativo produce il 6,9 per cento del PIL dell'Unione. I deputati vogliono un compenso equo per l'uso dei contenuti protetti e la piena trasparenza: i fornitori e gli utenti dei modelli dovrebbero rendere disponibile un elenco dettagliato delle opere usate per l'addestramento insieme ai registri delle attività dei robot di indicizzazione. È stata invece respinta l'idea che i fornitori di AI acquistino una "licenza globale" per l'addestramento dietro un pagamento forfettario una tantum.

A questo si aggiungono gli obblighi di etichettatura dei contenuti. Dal 2 agosto 2026 l'AI Act dell'Unione impone a fornitori e utenti di strumenti generativi di marcare i contenuti in modo leggibile per le macchine e di contrassegnarli come prodotti artificialmente. In pratica chiunque pubblichi un'immagine uscita da un generatore deve dichiararne la provenienza. Le scene creative hanno reagito con nervosismo: su ArtStation comparivano in massa grafiche con lo slogan di protesta contro l'addestramento dei modelli sulle opere degli artisti.

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Fonti

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  1. 01KI-Bilder & Urheberrecht: Urteil OLG Düsseldorf 2026DE
  2. 02Schutz von Urheberrecht und kreativer Arbeit im Zeitalter künstlicher Intelligenz (Parlament Europejski)DE
  3. 03KI, Kunst und Kunstdiebstahl (DOCMA)DE

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Francesca Moretti

Francesca Moretti

Cultura, cucina e stile di vita

Francesca Moretti si occupa di cultura, cucina, moda e design, stili di vita e storia per FLASH24, partendo da comunicati, archivi e fonti primarie e verificando ogni data o attribuzione prima di scrivere. Per i servizi su mostre e rassegne controlla cataloghi, schede tecniche e bilanci stagionali, confrontando i numeri con le serie storiche degli anni precedenti. Intervista curatori, chef e artigiani, e in calendario attende l'apertura dei festival e le settimane del design per incrociare programmi e anteprime. Segue maratone di festival, cinema indipendente e archivi filmici, e da lì ricava spesso spunti per articoli su memoria e costume. Non pubblica ricostruzioni senza almeno due fonti indipendenti.

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