Catapult: sensori indossabili, 580 dipendenti e dati che non finiscono nel referto
L'azienda australiana, nata da un progetto con l'Istituto dello Sport, oggi vende a club come Real Madrid e Chelsea la misurazione del carico di allenamento e un sistema di posizionamento locale costruito con il CSIRO.

La storia di Catapult spiega da dove viene la misurazione dei carichi nello sport professionistico. Nel 1999 due ingegneri, Shaun Holthouse e Igor van de Griendt, lavoravano a un progetto con l'Australian Institute of Sport. L'obiettivo era concreto: sostituire i test di resistenza fatti in laboratorio con la microtecnologia. In laboratorio, si era notato, gli atleti non si impegnano come in gara.
L'azienda è stata fondata nel 2006 e nel 2014 è entrata in Borsa a Sydney. Oggi ha sede a Melbourne, impiega circa 580 persone e opera in tutto il mondo. Il prodotto principale sono i sensori indossabili, Vector S7, T6 e il T7 annunciato, che l'atleta porta addosso durante l'allenamento e la partita.
Non solo sensori
Il portafoglio è più ampio di quanto suggerisca l'etichetta di wearables. ClearSky è un sistema di posizionamento locale sviluppato con l'agenzia scientifica australiana CSIRO: l'equivalente del GPS per gli spazi interni, cosa che conta nei palazzetti. G5 è un monitor per i portieri. Misura direzione e intensità di tiri, salti, accelerazioni e frenate, cambi di direzione, sforzi ripetuti ad alta intensità e tempo di recupero.
Catapult ha anche rilevato altre aziende: GPSports, XOS Digital, PlayerTek, SportsMedElite e Baseline Athlete Management Systems. Ne è nata un'offerta che unisce sensori, analisi video e software per la gestione dell'atleta, rivolta non solo ai professionisti ma anche a squadre semiprofessionistiche e amatoriali.
Chi la usa
Tra i clienti di Catapult si citano la nazionale del Brasile, il Real Madrid, il Chelsea, l'Ittihad Club, i Saracens e la nazionale australiana di cricket. Sul fronte delle organizzazioni e dei campionati: England and Wales Cricket Board, NRL, La Liga e XFL.
La portata di questa lista spiega perché le regole sui dati degli atleti siano diventate così urgenti. Per tutta la stagione il sensore sulla schiena di un calciatore produce dati sul suo corpo che non compaiono in nessun referto di partita. Un'analisi cinese del mercato fa notare che proprio qui nasce la questione della proprietà e dei limiti d'uso della biometria: dati nati come strumento dell'allenatore diventano un bene del club, del fornitore di tecnologia e del campionato allo stesso tempo.
La misurazione del carico era una risposta a un problema fisiologico. Oggi è un problema giuridico.
La storia di Catapult è istruttiva non perché l'azienda abbia avuto successo, ma perché mostra un meccanismo: uno strumento nato per uno scopo, la navigazione dentro i palazzetti, è stato usato per un altro del tutto diverso, e il suo effetto collaterale è diventato un tema a sé da risolvere.
Fonti
2Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
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