Polonia: cresce l'abbigliamento usato, la produzione scompare
A gennaio 2026 le vendite di tessili, abbigliamento e calzature sono aumentate del 17,6 per cento, il dato più alto di tutte le categorie. Nello stesso periodo sono sparite dal mercato circa 500 aziende del settore, e l'export è 48 volte inferiore all'import.

Il mercato polacco della moda ha due facce. La prima è la domanda. Secondo i dati GUS, pubblicati da Retailnet, a gennaio 2026 le vendite al dettaglio a prezzi costanti sono cresciute del 4,4 per cento su base annua. La categoria con l'aumento più alto è stata quella di tessili, abbigliamento e calzature, con il 17,6 per cento. Nello stesso mese le vendite via internet sono state superiori del 10,9 per cento rispetto a un anno prima. A marzo 2026 le vendite al dettaglio sono cresciute dell'8,7 per cento, la categoria dell'abbigliamento del 13,6 per cento, mentre l'intero mercato è salito del 4,8 per cento nel primo trimestre. I vestiti e le scarpe si vendono più in fretta dell'economia.
Il mercato dell'usato non è più un motivo di vergogna
La seconda faccia è la struttura dell'offerta. Il segmento che cresce più rapidamente è quello dell'abbigliamento usato. Forbes ha raccontato la storia di due studenti di Kalisz, Gabriel e Filip, che commerciano vestiti presi nei mercatini dell'usato e guadagnano fino a 10.000 zloty al mese a testa. Nel periodo di punta offrivano fino a 300 capi al mese e ammettono che il giorno della consegna è una lotta per accaparrarsi la merce. L'usato di lusso non è più una nicchia: come scrive Forbes, a cercare capi firmati di seconda mano sono anche persone che possono permettersi cose nuove, tra cui la regista Małgorzata Szumowska e l'attrice Joanna Jabłczyńska. Allo stesso tempo 300Gospodarka rileva che dall'inizio del 2025 è in vigore la raccolta differenziata dei rifiuti tessili: i vestiti consumati non si possono gettare nell'indifferenziata, e le cose in buono stato si possono lasciare nei contenitori delle organizzazioni benefiche oppure vendere.
La produzione resta indietro
La terza faccia, sempre meno visibile, è quella della produzione. Come ha riferito Forbes in un rapporto del 18 maggio 2026, solo nel 2024 sono sparite dal mercato polacco circa 500 aziende di abbigliamento, tra cui i marchi Top Secret e Femi Stories. La Polonia esporta abbigliamento per circa 1,2 miliardi di zloty all'anno e ne importa per 58 miliardi: è la quarta economia d'Europa per numero di aziende del settore, ma in pratica è diventata un mercato di sbocco, soprattutto per i produttori cinesi.
Cosa ne consegue
Un paese in cui il consumatore compra sempre di più e cuce sempre di meno è particolarmente sensibile alle norme dell'Unione europea. Il divieto di distruggere l'abbigliamento invenduto e gli obblighi di progettazione ecocompatibile colpiranno gli importatori e le catene commerciali, non la produzione locale, che quasi non esiste. L'usato in crescita crea un nuovo mestiere: selezionare, fotografare, descrivere e spedire capi usati oggi è un lavoro normale, non un hobby.
Fonti
4- 01GUS: tekstylia, odzież i obuwie liderem wzrostu sprzedaży detalicznej (Retailnet)PL
- 02Vinted zmieniło ich życie. Dwóch studentów z Kalisza podbija rynek używanej odzieży (Forbes Polska)PL
- 03Luksusowe ubrania z drugiej ręki podbijają Polskę (Forbes Polska)PL
- 04Branża fashion w pułapce. Polska stała się rynkiem zbytu, nie producentem (Forbes Polska)PL
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
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