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Tessuti da riciclo e tessili intelligenti: dov'è il collo di bottiglia

Nell'Unione europea ogni anno finiscono tra i rifiuti 12,6 milioni di tonnellate di tessili, ma solo l'1 per cento degli indumenti usati diventa un capo nuovo. I vestiti con l'elettronica, intanto, non sono ancora arrivati alla vendita di massa.

Moda e designAnalisiFrancesca MorettiPubblicato: 15 settembre 20266 min di letturaFonti 4
Tessuti da riciclo e tessili intelligenti: dov'è il collo di bottiglia

Il ciclo europeo dei tessili oggi è più una dichiarazione che un'industria. Dai dati citati da 300Gospodarka risulta che nell'Unione si producono ogni anno 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili. Di questi, 5,2 milioni sono vestiti e scarpe usati: in media 12 chilogrammi a persona. Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente l'87 per cento dell'abbigliamento usato in Europa viene incenerito o finisce in discarica. Solo l'1 per cento circa diventa un capo nuovo. Il direttore dell'Ufficio del Parlamento europeo in Polonia, Witold Naturski, fa notare che il recupero è ostacolato dalla mescolanza dei materiali in un singolo prodotto. L'iniziativa che dovrebbe cambiare le cose è la mostra itinerante "(Re)Made in EU", allestita nel dicembre 2025 a Varsavia.

Cosa blocca il riciclo delle fibre

Gli ostacoli sono tecnici e di mercato. Le miscele di poliestere ed elastan sono difficili da separare. La selezione per composizione richiede dati che le etichette spesso non forniscono. L'Unione vuole rimediare con le norme: entro il 2030 i capi venduti nel mercato comune dovranno essere durevoli, riparabili e riciclabili. Le etichette dovranno indicare con chiarezza, tra l'altro, la quota di materiali da riciclo. Un ulteriore incentivo è il divieto di distruggere l'abbigliamento invenduto, in vigore per le grandi aziende dal 19 luglio 2026: le eccedenze vanno in qualche modo gestite, e lo scenario peggiore resta lo smaltimento.

I vestiti intelligenti aspettano il salto di qualità

Il secondo ramo dell'innovazione sono i tessili attivi. Il servizio t3n ricorda che già nel 2017 Google e Levi's presentarono la giacca Project Jacquard con connessione allo smartphone. Da allora sono arrivate scarpe che si allacciano da sole e abbigliamento sportivo che misura lo sforzo. Nonostante questo, il salto di massa non c'è. Axel Augustin, direttore generale dell'Associazione tedesca del commercio di tessili, calzature e pelletteria, è scettico sull'uso diffuso da parte dei consumatori. Alla settimana della moda di Berlino il tema resta marginale. Il motivo è banale: lavaggio, ricarica e durata dell'elettronica nel tessuto continuano a contare meno del prezzo.

Il lato della domanda

In Cina le tecnologie indossabili sono però entrate nelle politiche di consumo. Il documento del Ministero del commercio sull'espansione dei consumi elenca tra le priorità, tra l'altro, i dispositivi indossabili intelligenti, accanto a telefoni e computer con l'AI. Parallelamente nell'Unione la raccolta differenziata obbligatoria dei rifiuti tessili è attiva dall'inizio del 2025: gli indumenti usati non si possono più gettare nei rifiuti indifferenziati, vanno consegnati a un punto di raccolta differenziata. La separazione dei flussi è la condizione preliminare senza la quale il riciclo materiale non parte.

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Fonti

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  1. 01UE produkuje co roku 12,6 mln ton odpadów tekstylnych (300Gospodarka)PL
  2. 02Wzrosło zainteresowanie tekstyliami z drugiej ręki (300Gospodarka)PL
  3. 03Smarte Kleidung: Der Durchbruch lässt auf sich warten (t3n)DE
  4. 04目标60万亿元,商品消费扩容升级方案落地 (第一财经/Yicai)ZH

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Francesca Moretti

Francesca Moretti

Cultura, cucina e stile di vita

Francesca Moretti si occupa di cultura, cucina, moda e design, stili di vita e storia per FLASH24, partendo da comunicati, archivi e fonti primarie e verificando ogni data o attribuzione prima di scrivere. Per i servizi su mostre e rassegne controlla cataloghi, schede tecniche e bilanci stagionali, confrontando i numeri con le serie storiche degli anni precedenti. Intervista curatori, chef e artigiani, e in calendario attende l'apertura dei festival e le settimane del design per incrociare programmi e anteprime. Segue maratone di festival, cinema indipendente e archivi filmici, e da lì ricava spesso spunti per articoli su memoria e costume. Non pubblica ricostruzioni senza almeno due fonti indipendenti.

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