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121mila cause dei passeggeri aerei: i tribunali tedeschi decidono con l'aiuto dell'IA

Solo all'Amtsgericht Königs Wusterhausen, il tribunale competente per l'aeroporto BER, nel 2025 sono arrivate 19.146 cause: il 92 per cento riguardava i diritti dei passeggeri aerei.

ViaggiAnalisiMarco BianchiPubblicato: 24 settembre 20265 min di letturaFonti 2
121mila cause dei passeggeri aerei: i tribunali tedeschi decidono con l'aiuto dell'IA

I tribunali tedeschi sono diventati fabbriche di richieste di risarcimento dei passeggeri aerei. Nel 2025 all'Amtsgericht Königs Wusterhausen, competente per l'aeroporto BER, sono arrivate 19.146 cause. Il 92 per cento riguardava i diritti dei passeggeri aerei, non altre aree del diritto civile.

Se il tribunale lavorasse 365 giorni all'anno, dovrebbe trattare circa 50 cause al giorno. Per questo si affida all'intelligenza artificiale: lo assiste KAI, un chatbot sviluppato per Königs Wusterhausen.

Il fenomeno non riguarda solo Berlino. Secondo i dati citati dalla F.A.Z., l'anno scorso in tutta la Germania sono state presentate circa 121mila richieste di risarcimento da parte di passeggeri aerei. I tribunali decidono cause di massa, molto ripetitive. Di solito la controversia riguarda da qualche centinaio a mille euro di risarcimento.

In queste cause raramente si tratta di accertare soltanto che il volo è arrivato in ritardo. Si discute soprattutto se il ritardo sia dipeso da circostanze straordinarie, che esonerano il vettore dall'obbligo di pagare il risarcimento.

Quanto si può recuperare

L'importo del risarcimento dipende dalla lunghezza della tratta e va da 250 a 600 euro per tratta. Il problema però comincia prima, in aeroporto. La F.A.Z. racconta di passeggeri in volo da Berlino ad Amsterdam che hanno scoperto della coincidenza solo una volta arrivati. Al banco informazioni si sono sentiti dire che per essere riprotetti bisogna prima perdere davvero la coincidenza: la riprotezione anticipata non è possibile. Alcuni viaggiatori sono rimasti bloccati in aeroporti diversi e solo dopo hanno fatto valere i propri diritti.

Il fenomeno cresce insieme al traffico aereo. Nel 2026 le compagnie aeree dovranno trasportare 5,085 miliardi di passeggeri, 118 milioni in più rispetto all'anno precedente. Ogni volo cancellato o molto in ritardo è una potenziale richiesta di risarcimento.

Anche i treni arrivano in ritardo

Per confronto, nella prima metà del 2026 le ferrovie tedesche hanno registrato il 58,7 per cento di treni a lunga percorrenza puntuali, e in questo indicatore le cancellazioni non sono conteggiate. L'otto per cento dei treni a lunga percorrenza è stato cancellato del tutto o in parte, tre punti percentuali in più rispetto all'anno precedente. Solo il 3,6 per cento dei convogli è stato cancellato senza alcun collegamento sostitutivo.

Sia nell'aviazione sia in ferrovia il passeggero nell'Unione europea può chiedere un risarcimento in caso di forti ritardi e cancellazioni, anche se le soglie e gli importi nei due regimi sono diversi. Il numero delle cause mostra però che il diritto in sé è una cosa, e la sua applicazione può essere un viaggio a parte.

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Fonti

2
  1. 01F.A.Z. — Gerichte prüfen Fluggastrechte mit KIDE
  2. 02heise online — Deutsche Bahn: hohe Ausfallquote im ersten HalbjahrDE

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Marco Bianchi

Marco Bianchi

Sport, auto e viaggi

Marco Bianchi si occupa di sport, auto e viaggi per FLASH24, lavorando su dati ufficiali, comunicati di squadre e costruttori e calendari federali, senza lasciar passare numeri non verificati. Per lo sport confronta statistiche di campionato con i referti e ricontrolla gli episodi VAR prima di pubblicare. Su auto e viaggi attende i listini e le prove su strada, parla con concessionari e uffici stampa e compara allestimenti e consumi dichiarati. Fuori dalla redazione segue le statistiche di campionato, le polemiche sul VAR e il basket amatoriale, spesso con lo stesso metodo applicato agli articoli. Non pubblica una classifica o un dato di gara senza averlo verificato almeno due volte.

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