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Studio: l'85% teme la disinformazione online mentre le reti prendono di mira le elezioni

Oltre l'85% delle persone nel mondo si preoccupa dell'impatto della disinformazione online. L'87% afferma che ha già danneggiato la politica del proprio Paese, secondo un sondaggio Ipsos commissionato dall'Unesco a 8.000 persone in 16 Paesi.

Media e internetNotiziaChiara RomanoPubblicato: 28 settembre 20263 min di letturaFonti 4
Studio: l'85% teme la disinformazione online mentre le reti prendono di mira le elezioni

Il sondaggio, pubblicato mentre le Nazioni Unite annunciavano una bozza di governance per piattaforme e regolatori, ha rilevato che il 68% degli intervistati ha indicato i social media come il luogo dove le fake news si diffondono di più. Le app di messaggistica seguono al 38%.

La direttrice generale dell'Unesco, Audrey Azoulay, ha detto ai giornalisti che la disinformazione e l'odio online, accelerati e amplificati dalle piattaforme social, rappresentano "rischi gravi per la coesione sociale, la pace e la stabilità". Ha affermato che la regolamentazione è urgentemente necessaria "per proteggere l'accesso all'informazione ... proteggendo al contempo la libertà di espressione e i diritti umani".

I numeri non sono astratti. I 16 Paesi sondati terranno elezioni nazionali l'anno prossimo, con un totale di 2.500.000.000 di elettori.

Disinformazione e violenza nel mondo reale

Quando le affermazioni false passano dai feed alle strade, i danni sono misurabili. Dopo che tre ragazze sono state uccise in un attacco con coltello nella città britannica di Southport a luglio, informazioni false sul nome, la religione e lo status migratorio dell'aggressore hanno guadagnato trazione entro poche ore, secondo CNBC. La polizia ha smentito le affermazioni il giorno dopo, dicendo che il sospettato era nato in Gran Bretagna, ma la narrazione si era già diffusa.

Hannah Rose, analista dell'odio e dell'estremismo presso l'Institute for Strategic Dialogue, ha detto a CNBC che un post su X ha identificato falsamente il colpevole come "Ali al-Shakati", presunto migrante di fede musulmana. Entro le 15:00 del giorno successivo, il nome falso aveva oltre 30.000 menzioni solo su X. L'analisi di ISD ha scoperto che quando gli utenti cercavano "Southport" su TikTok, il nome falso dell'aggressore veniva promosso nella sezione "Altre ricerche", incluso otto ore dopo che la polizia aveva confermato che le informazioni erano errate.

I gruppi di estrema destra hanno organizzato proteste anti-migranti e anti-islam che sono sfociate in giorni di sommosse, con attacchi a moschee, centri di immigrazione e hotel che ospitavano richiedenti asilo. Joe Ondrak, responsabile della ricerca e della tecnologia per il Regno Unito presso Logically, ha detto a CNBC che i report falsi hanno agito come "un modo per razionalizzare e rafforzare pregiudizi e bias preesistenti e speculazioni prima che qualsiasi verità stabilita potesse emergere".

Telegram ha negato di contribuire alla diffusione di disinformazione, dicendo che i suoi moderatori stavano monitorando la situazione e rimuovendo canali e post che chiamavano alla violenza, non permessi dai suoi termini di servizio. TikTok e X non hanno risposto immediatamente alla richiesta di commento di CNBC. La Online Safety Act del Regno Unito entra in vigore solo all'inizio del prossimo anno e il regolatore dei media Ofcom ha detto alle piattaforme che non dovrebbero aspettare l'entrata in vigore della nuova legge.

Reti legate allo Stato e pressione sulle piattaforme

Le operazioni legate allo Stato sono un problema separato e più grande. Un'analisi di CNN di documenti giudiziari e divulgazioni pubbliche delle aziende social ha scoperto che il governo cinese ha costruito la più grande operazione di disinformazione online conosciuta al mondo e la sta usando per molestare residenti, politici e aziende USA, a volte minacciando i bersagli con la violenza. Meta ha detto ad agosto di aver rimosso un cluster di quasi 8.000 account attribuiti al gruppo nel solo secondo trimestre del 2.023. Google ha detto a CNN di aver chiuso oltre 100.000 account associati negli ultimi anni, mentre X ha bloccato centinaia di migliaia di account cinesi "sostenuti dallo Stato" o "legati allo Stato", secondo i blog aziendali.

La Russia è stata anche una fonte a lungo termine di disinformazione su X. Il Guardian ha riferito che un video che mostrava apparentemente Hamas ringraziare l'Ucraina per la vendita di armi è stato pubblicato da un account X legato al gruppo mercenario russo Wagner e ha da allora ricevuto oltre 300.000 visualizzazioni. La Commissione Europea ha inviato una lettera a Elon Musk, proprietario di X, avvertendolo per la presunta disinformazione sull'attacco di Hamas a Israele, inclusa la fake news e "immagini vecchie riutilizzate".

Il piano dell'Unesco, basato su sette principi derivati da più di 10.000 contributi da 134 Paesi in 18 mesi, chiede regolatori pubblici indipendenti, moderazione dei contenuti efficace in tutte le lingue e maggiore trasparenza sugli algoritmi e sulla pubblicità politica durante le elezioni e le crisi. Prevede di organizzare una Conferenza Mondiale dei Regolatori nel 2.024.

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Fonti

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  1. 0185% of people worry about online disinformation, global survey findsEN
  2. 02Online disinformation sparked a wave of far-right violence in the UKEN
  3. 03China is using the world's largest online disinformation operation to harass AmericansEN
  4. 04How Israel-Hamas war disinformation is being spread onlineEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Chiara Romano

Chiara Romano

IA, modelli e tecnologie

Chiara Romano scrive di tecnologia, IA e modelli, media e internet per FLASH24, partendo da documentazione tecnica, repository e specifiche invece che da comunicati stampa. Per ogni modello o piattaforma che segue controlla versioni, licenze, parametri e benchmark, e verifica i numeri confrontandoli con i dati originali o con test indipendenti. Confronta le schede tecniche tra fornitori, parla con sviluppatori e amministratori di sistema, e tiene d'occhio le finestre di rilascio e le modifiche ai termini d'uso. Fuori dalla redazione gestisce self-hosting e reti domestiche, esperienza che le serve per capire come funzionano davvero i servizi che racconta. Non pubblica una notizia se la fonte primaria non è verificabile.

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