Vai al contenuto
Ora nel mondoEU--:--UK--:--USA--:--CN--:--PLDEFRIT中文EN

portale su IA e tecnologiaeventi · analisi · interviste · approfondimenti tecnici

Cerca
LIVE
›

Gli assicuratori difendono il telemonitoraggio che loro stessi volevano limitare

UnitedHealth, CVS e Kaiser si oppongono alla proposta di Medicare, che obbligherebbe gli studi medici a gestire il telemonitoraggio con personale proprio. È lo stesso ambito che uno degli assicuratori aveva provato di recente a smettere di rimborsare.

SaluteNotiziaSara GalloPubblicato: 18 settembre 20265 min di letturaFonti 2
Gli assicuratori difendono il telemonitoraggio che loro stessi volevano limitare

I principali assicuratori sanitari degli Stati Uniti si oppongono alla proposta di Medicare, che cambierebbe in modo sostanziale il modo in cui i medici rendicontano il monitoraggio delle condizioni dei pazienti tramite dispositivi come misuratori di pressione collegati, bilance e glucometri. I servizi di telemonitoraggio del paziente (RPM) aiutano i malati a gestire tra l'altro ipertensione, diabete e insufficienza cardiaca.

UnitedHealth Group, CVS Health e Kaiser Permanente hanno scritto ai Centers for Medicare and Medicaid Services per contestare la proposta. La norma richiederebbe che l'assistenza nell'ambito del telemonitoraggio sia erogata da dipendenti diretti dello studio che presenta la fattura. In pratica vieterebbe di ricorrere a subappaltatori. Tutti questi gruppi svolgono al tempo stesso attività assicurativa e di organizzazione dell'assistenza.

Una contraddizione interna

L'opposizione di UnitedHealth Group attira un'attenzione particolare. La sua controllata assicurativa, UnitedHealthcare, aveva provato di recente a smettere di pagare la maggior parte del telemonitoraggio dei pazienti, con la motivazione di "prove insufficienti di efficacia". Lo stesso gruppo compare quindi in due ruoli: come pagatore che mette in dubbio il valore del servizio e come soggetto che eroga assistenza e difende il modello di rendicontazione.

Per i pazienti la posta in gioco è la pratica, non la politica. Il telemonitoraggio ha senso dove permette di individuare un peggioramento senza visita. Vale per un malato di insufficienza cardiaca, in cui un cambiamento di peso segnala un ristagno di liquidi. Se il servizio viene fatturato ma erogato da soggetti terzi, nasce la questione della responsabilità: chi reagisce all'allarme, chi documenta e chi risponde del risultato. La proposta dell'agenzia sposta questo ruolo allo studio che emette la fattura.

Il meccanismo in questione non riguarda l'esistenza stessa dei dispositivi, ma chi può fatturare la loro gestione. Il paziente può continuare a misurare la pressione o il peso a casa. La disputa riguarda se i dati possano essere ricevuti e interpretati da una società esterna o soltanto dal personale dello studio. In un modello in cui l'assistenza viene sempre più spesso acquistata come servizio, questa differenza decide chi mantiene il contatto con il malato e chi si assume il rischio quando un allarme viene trascurato.

Parallelamente l'agenzia promuove il programma ACCESS, con cui paga la gestione delle malattie croniche e rimborsa in base al risultato. La direzione è coerente: Medicare cerca di spostare l'accento dal numero di prestazioni erogate al loro effetto. Il problema è che gli strumenti che servono a ottenere questi effetti ricevono nello stesso momento segnali regolatori contraddittori.

Per i pazienti l'effetto pratico è limitato: il dispositivo funziona comunque e i dati finiscono comunque nella documentazione. Cambia invece il numero di soggetti che possono analizzarli e fatturarli. E questo si riflette su quanto rapidamente al malato risponde qualcuno che conosce la sua storia.

Commenti 0

Fonti

2
  1. 01UnitedHealth, CVS push back on Medicare plan to curb remote patient monitoringEN
  2. 02Medicare to expand pilot that pays for technology to manage chronic diseasesEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Sara Gallo

Sara Gallo

Scienza e salute

Sara Gallo scrive di scienza e salute per FLASH24, partendo da studi originali, comunicati di enti di ricerca e dati di agenzie sanitarie, senza fermarsi ai titoli. Per ogni articolo controlla campioni, intervalli di confidenza e conflitti di interesse, confrontando i numeri con le serie storiche di ISS ed Eurostat. Segue le revisioni sistematiche in uscita e attende i briefing del ministero della Salute, parlando con ricercatori e clinici prima di pubblicare. La sua formazione in fisica dei materiali e il telescopio che usa nel tempo libero si ritrovano nella cura con cui legge misure e immagini. Non pubblica stime senza fonte primaria.

Redazione →

Commenti

0
  1. Nessun commento — sii il primo.

Scrivi un commento

I commenti sono pubblici. Non pubblichiamo insulti, spam né pubblicità.