ITU: dal 17 maggio 1865 allo spettro da 9 kHz a 300 GHz
L'Unione è nata come organizzazione telegrafica, nel 1906 ha aggiunto la radio, nel 1932 ha preso il nome attuale e nel 1947 è entrata nell'ONU. Oggi il suo regolamento delle radiocomunicazioni copre le bande da 9 kHz a 300 GHz.

L'Unione internazionale delle telecomunicazioni è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite e si occupa di molte questioni legate alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. È nata il 17 maggio 1865 come Unione telegrafica internazionale, la prima organizzazione internazionale formale e permanente. Precede nettamente l'ONU ed è quindi la più antica agenzia delle Nazioni Unite. Doreen Bogdan-Martin è l'attuale segretaria generale dell'ITU e la prima donna a ricoprire questo incarico.
All'inizio l'ITU doveva aiutare a collegare le reti telegrafiche tra i paesi. Il suo mandato si è ampliato con l'arrivo di nuove tecnologie di comunicazione. Tra le prime intese c'erano l'uso dell'alfabeto Morse come alfabeto telegrafico internazionale, la protezione del segreto della corrispondenza e il diritto di ognuno di usare la telegrafia internazionale. L'organizzazione prese il nome attuale nel 1932, per riflettere la responsabilità estesa a radio e telefono.
Berlino, 1906: 29 stati e un allegato diventato regolamento
Un altro predecessore dell'ITU odierna fu l'Unione radiotelegrafica internazionale, istituita nel 1906 alla prima Conferenza radiotelegrafica internazionale di Berlino. Alla conferenza parteciparono i rappresentanti di 29 stati. I lavori si chiusero con la convenzione radiotelegrafica. L'allegato a quella convenzione divenne col tempo noto come Regolamento delle radiocomunicazioni dell'ITU.
1947: l'accordo con l'ONU
Il 15 novembre 1947 l'ITU stipulò un accordo con la neonata Organizzazione delle Nazioni Unite e diventò un'agenzia specializzata del sistema ONU. L'intesa entrò formalmente in vigore il 1° gennaio 1949. L'ITU promuove l'uso comune e globale dello spettro radio, facilita la cooperazione internazionale nell'assegnazione delle frequenze e delle posizioni orbitali dei satelliti e lavora alla standardizzazione tecnica.
Il Regolamento delle radiocomunicazioni è il documento fondamentale dell'ITU: disciplina i servizi di radiocomunicazione e l'uso delle frequenze radio su scala del diritto delle nazioni. Integra la Costituzione e la Convenzione dell'ITU e resta in linea con i Regolamenti internazionali delle telecomunicazioni. Il regolamento copre e disciplina la parte dello spettro elettromagnetico destinata alle radiocomunicazioni, da 9 kHz a 300 GHz. La versione approvata del regolamento del 2012 ha la consistenza del primo volume, diviso in capitoli. Si parte dalla terminologia e dalle caratteristiche tecniche. Poi vengono la gestione delle frequenze e i servizi di radiocomunicazione, quindi stazioni e sistemi radio, termini operativi, caratteristiche delle emissioni e delle apparecchiature, condivisione delle frequenze e termini tecnici riguardanti lo spazio.
La portata di questa architettura di norme è difficile da sottovalutare. Prima che qualsiasi telefono, radio o satellite possa trasmettere in una data banda, deve esistere un linguaggio comune che descriva bande, potenze, emissioni e modalità di convivenza. L'ITU è l'istituzione che mantiene questo linguaggio senza interruzioni dal 1865, prima per il filo, poi per l'onda, e oggi anche per l'orbita.
Fonti
3- 01International Telecommunication Union (Wikipedia, en)EN
- 02ITU Radio Regulations (Wikipedia, en)EN
- 03Internationale Fernmeldeunion (Wikipedia, de)DE
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