Gli anyon non abeliani raggiungono un gate set universale, la roadmap del DOE fissa la scadenza al 2028
Un gruppo di ricerca ha dimostrato il primo gate set universale costruito su anyon non abeliani, con 54 qubit entangled sul processore H2 di Quantinuum. Lo studio è uscito su Nature e ScienceDaily lo ha ripreso il 27 settembre.

Il risultato conta perché finora il calcolo quantistico universale è rimasto soprattutto una promessa dei qubit ordinari, quelli che immagazzinano informazione in due stati e nelle loro miscele quantistiche. Gli anyon non abeliani sono un'altra cosa. Non esistono come particelle a sé stanti in natura. Gli scienziati li costruiscono dentro i circuiti, intrecciando molti qubit convenzionali in uno stato collettivo che segue regole proprie.
«Abbiamo dimostrato un cosiddetto gate set universale, il che significa che se si immagazzina informazione in queste versioni emergenti dei quark e le si sposta in giro, si può fare qualsiasi calcolo quantistico si voglia fare», ha detto Ruben Verresen, professore assistente di ingegneria molecolare alla Pritzker School of Molecular Engineering dell'Università di Chicago e coautore dello studio. La citazione viene dall'articolo di ScienceDaily sul paper.
Al lavoro hanno partecipato ricercatori della UChicago PME, di Harvard, della Stony Brook University e di Quantinuum. Il gruppo è passato a un gruppo di simmetria chiamato S3, quello delle rotazioni e dei ribaltamenti speculari che lasciano invariato un triangolo equilatero, e ha creato gli anyon corrispondenti sul processore a ioni intrappolati H2 di Quantinuum.
Perché conta la fusione, non solo il braiding
Due anni fa un gruppo che includeva Verresen aveva usato un computer a ioni intrappolati di Quantinuum per creare anyon legati a un diverso gruppo di simmetria, D4, che descrive le rotazioni e le riflessioni che lasciano invariato un quadrato. Quell'esperimento del 2024 ha mostrato che le particelle potevano essere create e manipolate. Non ha mostrato che il solo braiding bastasse a eseguire ogni operazione di cui ha bisogno una macchina universale.
«In quel lavoro non abbiamo dimostrato che quelle forze emergenti fossero sufficienti a fare calcolo quantistico», ha detto Verresen. «Quell'universo particolare che avevamo creato non era abbastanza potente».
Il nuovo esperimento combina il braiding con la fusione, il processo che unisce gli anyon, per coprire l'intera gamma di operazioni. È il vuoto tecnico che il paper sostiene di colmare. ScienceDaily descrive l'approccio come potenzialmente più efficiente della via standard, che si affida agli stati magici prodotti per distillazione, una fase di purificazione che può consumare una gran parte dei qubit di una macchina.
«I codici non abeliani sono un cavallo scuro nella corsa alla correzione degli errori quantistici», ha detto Henrik Dreyer, managing director e responsabile scientifico dell'ufficio di Monaco di Quantinuum e coautore dello studio.
La dichiarazione di Dreyer, riportata anch'essa da ScienceDaily, va oltre: il lavoro mostra, secondo lui, che i calcoli fault-tolerant si possono in linea di principio fare senza distillazione o coltivazione di stati magici, descritte come le operazioni più costose nei codici standard di correzione degli errori quantistici. ScienceDaily ha pubblicato il suo resoconto il 27 settembre.
Il DOE vuole utilità scientifica entro il 2028
Lo stesso fine settimana ha portato un documento politico con una scadenza allegata. Fermilab ha annunciato il 27 settembre che il Department of Energy aveva pubblicato una roadmap nazionale per il calcolo quantistico. Il testo è stato scritto da un sottocomitato dell'Office of Science Advisory Committee e presieduto da Anna Grassellino, chief technology officer di Fermilab, con Supratik Guha, professore dell'Università di Chicago, come vicepresidente.
Il rapporto, intitolato «SCAC Quantum Committee Report: Path to an Integrated Quantum Future», delinea tre fasi. La Fase I va dal 2026 al 2028 e fissa sfide competitive e multidisciplinari che mettono insieme laboratori nazionali, università e industria. La Fase II prevede una DOE Quantum Computing User Facility, che il rapporto descrive come uno strumento scientifico aperto e non come un servizio cloud commerciale. La Fase III, dal 2030 in poi, immagina co-processori quantistici, simulatori e sensori intrecciati nelle reti AI e di calcolo ad alte prestazioni del DOE.
L'obiettivo dichiarato non è il computer quantistico più grande, ma problemi altrimenti intrattabili: prevedere proprietà molecolari per la scoperta di farmaci, progettare catalizzatori, simulare materiali rilevanti per la fusione e modellare la fisica del primo universo. L'annuncio di Fermilab dice che la roadmap punta a dimostrare entro il 2028 un computer quantistico con correzione degli errori scientificamente rilevante.
Hardware e modellazione continuano a muoversi sotto
IBM ha riferito il 19 agosto di aver unito e raffreddato due moduli criogenici in un unico ambiente, un passo verso il collegamento di centinaia di chip quantistici. Secondo il comunicato stampa di IBM, i due moduli sono alti più di 8 piedi e larghi 8 piedi, si raffreddano a 4 Kelvin in meno di cinque giorni e raggiungono valori sotto i 15 millikelvin poco dopo. IBM dice che il progetto offre fino a 12 volte più spazio per il cablaggio rispetto ai suoi sistemi quantistici più diffusi, e ripete un obiettivo di roadmap: una macchina fault-tolerant, IBM Quantum Starling, nel 2029.
«Il collegamento e il funzionamento riusciti di questi moduli criogenici segnalano un balzo in avanti in quella direzione», ha detto Jay Gambetta, direttore di IBM Research e IBM Fellow, nel comunicato. IBM dice che installerà i processori Nighthawk nei moduli più avanti quest'anno.
Più lontano dai titoli, un post sponsorizzato su SemiEngineering datato 24 settembre descrive un collo di bottiglia diverso: l'elettronica di controllo e lettura che sta accanto ai wafer di qubit a temperature criogeniche. Il post, di Keysight, cita un tasso di crescita annuo composto del 41,8% per il mercato del calcolo quantistico dal 2025 al 2030, attribuito a MarketsandMarkets, e descrive un approccio ibrido che adatta un modello compatto BSIM-BULK a temperatura ambiente, poi usa reti neurali per apprendere il comportamento residuo a 4 Kelvin che il modello basato sulla fisica non riesce a catturare.
Questi sono problemi di ingegneria, non annunci. Decideranno se qualcosa di quanto sopra arriverà nei tempi previsti.
Il dossier non dice quando il paper su Nature è apparso online, solo che ScienceDaily lo ha trattato il 27 settembre. Non fornisce nemmeno un tasso di errore per la dimostrazione a 54 qubit, quindi la distanza pratica tra un gate set universale su H2 e una macchina utile qui resta non quantificata. L'obiettivo 2028 della roadmap DOE è una tappa verso l'utilità scientifica, non l'affermazione che essa esista oggi.
Fonti
4- 01Quantum computing's "dark horse" just proved it can go universalEN
- 02DOE releases national quantum computing roadmap following field-wide effort led by SCAC subcommitteeEN
- 03AI-Driven Device Modeling For Next Generation Quantum ApplicationsEN
- 04IBM Connects Its First Modular Cryogenic Systems in Milestone Toward Fault-Tolerant Quantum ComputingEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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