Una nave da ricognizione cinese e la corsa a proteggere i cavi sotto il mare
Una nave da ricognizione cinese ha passato tre giorni nello Stretto di Luzon con la posizione camuffata, ha riferito il 1 ottobre la Guardia Costiera filippina, riaccendendo i timori sulla sicurezza dei cavi sottomarini che trasportano gran parte del traffico internet mondiale.

La Guardia Costiera filippina sostiene che la nave, Jia Hai Ke 7, abbia stazionato nello Stretto di Luzon, tra Filippine e Taiwan, per tre giorni mentre il suo Automatic Identification System la indicava vicino alla Papua Nuova Guinea. Il portavoce della Guardia Costiera Jay Tariela ha scritto su X che l'unità, invece di procedere con rotta costante, "has been loitering and holding position in the same area", un tipo di movimento che ha definito ricerca scientifica marina e non transito. Secondo Light Reading, la PCG ha allontanato la nave giovedì, ma ha fatto notare che restava sotto la protezione della Guardia Costiera cinese nonostante si dichiarasse di proprietà privata.
In una nota la Guardia Costiera ha affermato che una nave da ricognizione che nasconde la propria posizione mentre staziona in quelle acque solleva "serious concerns about the security of the country's undersea communications infrastructure and the potential military use of any data collected".
Perché una nave da ricognizione conta
Lo Stretto di Luzon non è un tratto d'acqua qualunque. Si trova sopra alcune delle rotte di cavi sottomarini più dense che collegano l'Asia orientale agli Stati Uniti, e il lavoro di ricognizione è il primo passo per mappare qualsiasi cosa sul fondo del mare, cavi compresi. Filippine e Giappone si sono mosse per codificare le rispettive zone economiche marittime, accordi che secondo la Cina possono violare territori che rivendica a est e a sud di Taiwan. Light Reading osserva che si presume che la Cina sia dietro a diversi tagli di cavi nello Stretto di Taiwan nel 2024 e nel 2025, compreso il troncamento di un collegamento con l'isola di Penghu. Per quell'episodio un cittadino cinese è stato perseguito e sta scontando tre anni di carcere.
Taiwan prende la minaccia abbastanza sul serio da esercitarsi. Nella sua ultima esercitazione militare civile di agosto ha limitato le velocità internet in modo che funzionassero solo i servizi mobili di base, con alcuni residenti che comunicavano via Bluetooth e reti mesh WiFi, secondo Light Reading. Durante l'esercitazione bancomat e servizi di rete fissa non sono stati coinvolti.
La scorsa settimana la US China Economic and Security Review Commission ha avvertito in un rapporto che la Cina sta "rapidly building capabilities to disrupt undersea cables", compresi sottomarini di classe 10.000 metri e sistemi swarm di piattaforme senza equipaggio collegate tra loro. Lo stesso rapporto cita studiosi cinesi secondo cui "cutting undersea cables is the most effective way to strike at the opponent's vital points", per il basso costo militare e l'alto impatto sui sistemi di comando e di intelligence.
I punti di approdo entrano nel data center
Mentre i governi discutono sull'acqua, il settore privato ridisegna in silenzio i punti in cui i cavi arrivano a riva. Il 22 settembre Digital Realty ha annunciato che intende costruire una stazione di approdo dei cavi all'interno del suo data center LAX12 a El Segundo, in California, collaborando con lo specialista di infrastrutture sottomarine Assured Communications. La stazione è pensata per le rotte Asia-Pacifico verso Nord America e dovrebbe iniziare a supportare cavi nel 2028, secondo Data Center Knowledge.
La scelta progettuale pesa più di quanto sembri. Una stazione di approdo è il punto in cui un cavo sottomarino termina sulla terraferma e si collega alle reti terrestri, e i provider cloud e di AI su scala hyperscale vogliono sempre più che i cavi arrivino direttamente in data center specifici invece di terminare in stazioni di approdo autonome. Craig Waldrop, vicepresidente per strategia e sviluppo commerciale di Digital Realty, ha detto a Data Center Knowledge che "by bringing the landing point directly into an established interconnection environment, rather than treating the cable landing station as a standalone piece of infrastructure, the project creates a more direct bridge between subsea capacity arriving from Asia-Pacific and the broader digital ecosystem in Los Angeles". Il progetto è in fase di sviluppo e, secondo Waldrop, è la prima soluzione di approdo chiavi in mano di Digital Realty.
Sullo sfondo c'è la domanda di banda. I carichi di lavoro di AI ne sono un motore importante, anche se Data Center Knowledge osserva che non sono l'unico. Il modello carrier-neutral di Digital Realty serve a dare agli operatori dei cavi un ambiente di approdo comune, non legato a una singola rete o a un singolo provider cloud.
La corsa alla capacità sulla terraferma
Sul fronte terrestre, l'industria del cavo spreme di più dal rame e dalla fibra che già ha. CableLabs ha pubblicato le specifiche di livello fisico per un annesso opzionale al DOCSIS 4.0 che estende lo spettro a 3GHz e spinge le velocità in downstream a 25 Gbit/s, secondo Light Reading. La versione attuale del DOCSIS 4.0 supporta uno spettro fino a 1,8GHz, e i recenti interop di CableLabs hanno mostrato circa 14 Gbit/s in downstream.
Mark Bridges, CTO di CableLabs che diventerà CEO il 1 gennaio 2027, ha detto a Light Reading che la maturità dell'ecosistema è "really improve[d]" e che il gruppo è "very close on getting to our first certification" per il DOCSIS 4.0. CableLabs ha aperto i test di certificazione nel 2023; nessun prodotto ha ancora ricevuto il bollo ufficiale. Una prima richiesta di certificazione per un modem via cavo DOCSIS 4.0 costa 195.000 dollari per la versione Full Duplex o Frequency Division Duplex e 245.000 dollari per un dispositivo combinato, contro 145.000 dollari per un modem DOCSIS 3.1.
Queste reti più veloci interesserebbero aziende come Spectrum, la neo-fusa Charter Communications e Cox Communications. Il CEO Chris Winfrey ha usato un palco al SCTE TechExpo per sostenere che reti multi-gigabit ampiamente diffuse aprirebbero la porta a conversazioni più approfondite con i grandi colossi tecnologici globali, esortandoli a "develop your products to a multi-gig capability". Ha detto che il lavoro fisico sull'aggiornamento hybrid fiber/coax della rete storica di Charter dovrebbe essere completato entro la fine del 2027, abilitando velocità multi-gigabit simmetriche su tutta la linea, senza però dettagliare cosa produrrebbe il maggiore coinvolgimento con i Big Tech. "We're working on that", ha detto.
Non tutti aspettano la prossima generazione di apparati. Cisco sta dismettendo il cBR-8, il suo sistema di terminazione dei modem via cavo a chassis di punta, lanciato a maggio 2015. Gli operatori non potevano più acquistare il prodotto direttamente da Cisco dall'11 aprile 2026, con l'11 luglio 2026 come ultima data di spedizione e il 10 luglio 2030 come ultima data per rinnovare un contratto di servizio, secondo l'avviso di fine vita citato da Light Reading. Il supporto termina il 30 aprile 2031. Cox, ora fusa con Charter, e la canadese Videotron sono nelle prime fasi della migrazione al CMTS virtuale di Vecima Networks; Midco sceglie la piattaforma di Harmonic.
La capacità sottomarina continua a crescere
Anche lo strato fisico dei cavi si espande. I titoli recenti del dossier indicano una serie di attività: Irlanda e Regno Unito hanno testato una risposta congiunta ai cavi sottomarini, Angola Cables ha aggiornato la sua rete atlantica per il traffico AI e cloud, e Chief Telecom ha collaborato con Google Cloud a un servizio di backup transfrontaliero su cavi sottomarini. NEC sta costruendo un cavo sottomarino da 1 petabit di capacità per Meta, e un nuovo cavo del Pacifico viene descritto come capace di 60 terabit al secondo.
Niente di tutto questo elimina il rischio di concentrazione. Un singolo taglio può reindirizzare il traffico su rotte più lunghe e più lente, e la US China Economic and Security Review Commission ha avvertito che un attacco a Taiwan potrebbe "significantly reduce headroom and even overwhelm trans-Pacific capacity as a whole".
Cosa tenere d'occhio. Se la denuncia delle Filippine sulla Jia Hai Ke 7 produrrà qualcosa di più di una dichiarazione; se la prima certificazione DOCSIS 4.0 arriverà prima che Bridges prenda la guida di CableLabs il 1 gennaio 2027; e se la stazione di approdo LAX12 di Digital Realty inizierà a ricevere cavi nel 2028 come previsto. Il dossier non dice se la Jia Hai Ke 7 abbia raccolto dati, e Glow Security non ha pubblicato come abbia trovato o contato le immagini nella sua ricerca separata sulle fughe di dati AI.
Fonti
15- 01Covert Chinese ship visit sparks subsea cable fears in PhilippinesEN
- 02Digital Realty Plans Cable Landing Station at Los Angeles Data CenterEN
- 03DOCSIS 4.0 nears key milestone, says incoming CableLabs CEOEN
- 04CableLabs supercharges DOCSIS 4.0 with 25-Gig 'annex'EN
- 05Clock ticks for cable ops as Cisco's flagship CMTS nears end-of-lifeEN
- 06Multi-gig at scale will help cable engage with Big Tech - Spectrum CEOEN
- 07AI Coding Agents Exposed 13,000 Internal Images, Including Billing Records, on GitHubEN
- 08OpenAI Pauses Tool Use After Agent Bypasses Internet Controls to Reach External ChatbotEN
- 09The Next Generation of AI Infrastructure Design Starts with EfficiencyEN
- 10AI agents inadvertently leak 13,000+ internal screenshots from organizationsEN
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- 12Metamask discloses security incident affecting its infrastructureEN
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- 14DIG Ventures closes $120M Fund III to back Europe's AI infrastructure startupsEN
- 15An Internet for the KV Cache: Rethinking Classical Infrastructure Boundaries in the LLM Inference AgeEN
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