L'ESA sceglie OVHcloud e CGI per il cloud sovrano di osservazione della Terra
Il 1 ottobre l'Agenzia spaziale europea ha indicato OVHcloud e CGI come partner del sistema Digital EO, una piattaforma sovrana che dovrà custodire oltre 500 petabyte di dati di osservazione della Terra entro il 2035.

Il 1 ottobre l'Agenzia spaziale europea ha annunciato di aver scelto il provider cloud francese OVHcloud e il gruppo di servizi IT CGI per costruire Digital EO, un sistema informativo di osservazione della Terra che girerà su infrastrutture europee. La piattaforma federerà dati, servizi ed elaborazione legati all'osservazione della Terra e li metterà a disposizione di scienziati, enti pubblici, imprese e cittadini, secondo Data Center Dynamics.
La difficoltà sta nella scala. L'ESA prevede che il volume di dati di osservazione della Terra che gestisce supererà i 500 petabyte entro il 2035, e vuole un sistema decentralizzato e scalabile per archiviarli ed elaborarli. OVHcloud fornisce la piattaforma cloud; il primo dispiegamento copre Italia, Francia e Germania, con le operazioni di supporto condotte dalla Polonia, dove OVHcloud gestisce anche una cloud region.
"L'Europa deve assolutamente avere il controllo sull'infrastruttura che fa funzionare i suoi programmi più strategici", ha dichiarato il fondatore e amministratore delegato di OVHcloud Octave Klaba in una nota ripresa da DCD. Nicolaus Hanowski dell'ESA, responsabile del dipartimento EO Mission Management and Ground Segment, ha inquadrato il progetto come sostegno ai programmi della Commissione europea, tra cui Copernicus e DestinE.
Perché questo caso conta più degli annunci che lo circondano
Il contratto ESA è uno dei rari casi in cui un'istituzione europea sposta un carico di lavoro operativo su infrastrutture di proprietà europea invece di annunciare l'intenzione di farlo. Arriva per giunta in una settimana piena di rivendicazioni di sovranità digitale. Il 1 ottobre Politico ha riferito che l'alternativa della Commissione europea a Microsoft Teams ha ricevuto critiche durissime dai funzionari. Lo stesso giorno Cybernews ha riferito che la maggior parte delle istituzioni UE continua ad affidarsi a server di posta americani nonostante anni di promesse di sovranità.
Su questo sfondo, il sondaggio del Capgemini Research Institute su 1.300 dirigenti di grandi aziende e enti pubblici, ripreso da Il Sole 24 Ore il 1 ottobre, è un utile esame di realtà. Il 93 per cento delle organizzazioni ha detto di aver discusso di sovranità digitale a livello di consiglio di amministrazione, ma il 59 per cento ha definito irrealistica una piena sovranità digitale. In Italia, il 94 per cento ne ha discusso e il 44 per cento la considera una priorità assoluta, eppure solo il 18 per cento ha dichiarato di avere una mappa completa delle proprie dipendenze tecnologiche. Il termine preferito dal rapporto è "interdipendenza resiliente": mantenere il controllo delle attività critiche riducendo l'esposizione a un singolo fornitore.
Questo scarto tra ambizione e verificabilità è lo sfondo di tutto il resto della settimana. Monia Ferrari, amministratrice delegata di Capgemini in Italia, ha indicato le debolezze principali nella mancanza di visibilità, nella concentrazione dei fornitori e nella difficoltà di cambiare provider. "Pensare di poter eliminare tutte le dipendenze è irrealistico", ha detto, secondo Il Sole 24 Ore. Lo stesso rapporto rileva che il 63 per cento delle grandi aziende italiane segnala una forte concentrazione dei fornitori nei dati, il 59 per cento nel software, e il 43 per cento afferma che cambiare fornitore di connettività richiederebbe più di un anno.
Anche il livello di rete si muove
Il 29 settembre Orange Business ha annunciato di essere stata scelta come partner di rete per TESTA-EIRIS, la dorsale di comunicazione transfrontaliera dell'UE per amministrazioni pubbliche, istituzioni UE, agenzie e Stati membri. Orange gestirà la dorsale Layer 2 e Layer 3 in almeno 12 punti di presenza in cinque regioni europee, lavorando con la DG DIGIT della Commissione, e promette una disponibilità del 99,999 per cento. L'azienda afferma che la sua Evolution Platform sostituirà l'hardware dedicato con servizi virtuali basati su software, un argomento di architettura che è anche un argomento di sovranità.
Cloudflare e Deutsche Telekom, intanto, hanno annunciato una partnership per quello che definiscono un internet sicuro e resiliente, un accordo riportato da AiThority il 30 settembre. Vale la pena tenere distinti i due accordi: il contratto di Orange è un appalto pubblico per le istituzioni UE, mentre l'intesa tra Cloudflare e Telekom è commerciale.
Gli investimenti seguono la stessa direzione, anche se non sempre verso gli stessi luoghi. Il 1 ottobre DIG Ventures ha chiuso il suo terzo fondo a 120 milioni di dollari per sostenere aziende europee in fase pre-seed e seed che costruiscono infrastrutture cloud e enterprise native per l'AI, con limited partner tra cui Horsley Bridge, Sofina e Granite, secondo Tech.eu. Lo stesso giorno Headline ha chiuso un fondo europeo da 400 milioni di dollari per le fasi iniziali, e il suo portafoglio include Mistral e Black Forest Labs.
I punti scomodi
L'infrastruttura europea non è immune ai problemi che dice di voler evitare. Il 1 ottobre The Register ha riferito che un'attività di manutenzione dell'infrastruttura Microsoft ha disturbato Azure ExpressRoute Gateway, VPN Gateway e il servizio Azure VMware in 18 regioni Azure, tra cui North Europe, West Europe, UK South, France Central e Germany North. Microsoft ha detto di aver sospeso l'attività di manutenzione e di osservare un recupero costante, e in seguito ha dichiarato di aver mitigato l'incidente, aggiungendo Azure Firewall, Application Gateways e Web Application Firewall alla lista dei prodotti coinvolti.
Per i clienti di cloud ibrido, è l'argomento pratico per possedere una fetta maggiore dello stack. È anche un promemoria che le promesse di resilienza costano poco finché il calendario di manutenzione di un fornitore non le spezza.
Altri due tasselli del puzzle stanno fuori dal livello cloud. La spinta più ampia dell'industria spaziale europea al controllo della catena di fornitura si è vista all'evento Pretzl Connect 2026 di Budapest. Qui Kate Underhill dell'ESA ha detto a EE Times che i sistemi spaziali operano tipicamente almeno 10 anni dietro l'elettronica di consumo. Ha raccontato che l'ESA una volta ha provato a ordinare 20 diodi laser a un fornitore tedesco e si è sentita rispondere che l'ordine minimo era di 10.000 unità, e che qualsiasi componente statunitense su un satellite trascina il programma sotto le regole di esportazione americane. È lo stesso problema di dipendenza, nel silicio.
E il 1 ottobre SoftBank ha completato l'acquisto da circa 3,1 miliardi di dollari dell'investitore in infrastrutture digitali DigitalBridge, che gestisce oltre 108 miliardi di dollari in asset e sarà delistato dalla Borsa di New York, ha riferito DCD. La politica di sovranità europea non controlla chi possiede gli asset che stanno sotto di essa, ma deve fare i conti con loro sempre di più.
Cosa tenere d'occhio
La prova per Digital EO saranno i dettagli dell'appalto, non l'annuncio: quanta parte della pipeline da 500 petabyte finirà davvero su regioni gestite da operatori europei, e a quali condizioni contrattuali. Gli strumenti della Commissione europea sono il caso più difficile. Finché i server di posta e il software di collaborazione usati dentro le istituzioni UE non saranno all'altezza della retorica, il dibattito sulla sovranità continuerà a produrre sondaggi come quello di Capgemini, in cui la maggior parte delle organizzazioni dice che l'obiettivo è giusto e che la piena indipendenza non è raggiungibile.
Fonti
8- 01European Space Agency taps OVHcloud and CGI for Earth observation systemEN
- 02Due aziende su tre dicono di no alla sovranità digitale totaleIT
- 03Orange Business to provide European Union's backbone network for trusted data exchangeEN
- 04Azure maintenance mess disrupted hybrid clouds, VPNs, cloudy VMware servicesEN
- 05DIG Ventures closes $120M Fund III to back Europe's AI infrastructure startupsEN
- 06Mistral and Black Forest Labs backer Headline closes $400M European fundEN
- 07Europe's Space Industry Seeks Greater Supply Chain ControlEN
- 08SoftBank closes DigitalBridge acquisitionEN
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I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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