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Le reti di disinformazione colpiscono elezioni, crisi e critici

Oltre l'85% delle persone nel mondo teme l'impatto della disinformazione online e l'87% dice che ha già danneggiato la politica del proprio paese. È quanto emerge da un sondaggio Ipsos commissionato dall'Unesco su 8.000 persone in 16 paesi.

Media e internetNotiziaChiara RomanoPubblicato: 27 settembre 20263 min di letturaFonti 4
Le reti di disinformazione colpiscono elezioni, crisi e critici

Oltre l'85% delle persone nel mondo teme l'impatto della disinformazione online e l'87% dice che ha già danneggiato la politica del proprio paese. Sono i dati di un sondaggio Ipsos commissionato dall'Unesco su 8.000 persone in 16 paesi, pubblicato a novembre 2023. Il sondaggio ha riguardato i paesi che nel 2024 avrebbero tenuto elezioni nazionali, per un totale di 2,5 miliardi di elettori.

Il 56% degli utenti di internet si informava soprattutto sui social media, contro il 44% della televisione e il 29% dei siti di informazione. La fiducia nei social media era più bassa che nei mezzi tradizionali: 50% contro 66% della televisione, 63% della radio e 57% dei siti e delle app di informazione. Nei 16 paesi, il 68% ha indicato i social media come il luogo in cui le notizie false sono più diffuse.

Southport: come si è diffuso un nome falso

Dopo l'uccisione di tre bambine a Southport nel luglio 2024, nel giro di poche ore sono comparse affermazioni false sul nome, la religione e lo status migratorio dell'attentatore. Gruppi di estrema destra hanno organizzato proteste anti-migranti e anti-islamiche, degenerate in giorni di rivolte nel Regno Unito, con attacchi a moschee, centri per l'immigrazione e hotel che ospitavano richiedenti asilo.

Hannah Rose, analista di odio ed estremismo presso l'Institute for Strategic Dialogue, ha detto a CNBC via email che un post su X indicava falsamente l'autore come "Ali al-Shakati", descritto come un migrante di fede musulmana. Alle 15 del giorno successivo il nome falso aveva oltre 30.000 menzioni solo su X. Altre affermazioni false sostenevano che l'attentatore fosse su una lista di controllo dei servizi segreti, fosse arrivato con un piccolo natante nel 2023 o fosse noto ai servizi sanitari mentali locali. La polizia ha smentito le affermazioni il giorno dopo la loro comparsa, dichiarando che il sospetto era nato in Gran Bretagna, ma la narrazione aveva già preso piede.

Joe Ondrak, responsabile ricerca e tecnologia per il Regno Unito presso Logically, ha detto a CNBC che le notizie false sono servite a razionalizzare e rafforzare pregiudizi e preconcetti già esistenti prima che potesse emergere una verità accertata. Rose dell'ISD ha detto che account con centinaia di migliaia di follower, comprese spunte blu a pagamento, hanno condiviso le informazioni false, che gli algoritmi delle piattaforme hanno poi spinto verso altri utenti. Ha aggiunto che quando gli utenti cercavano Southport su TikTok, il nome falso veniva promosso nella sezione dei consigli della piattaforma per otto ore dopo che la polizia aveva confermato che era errato.

Operazioni legate a stati

Altre reti non sono spontanee. CNN ha riferito a novembre 2023, sulla base di documenti giudiziari e dichiarazioni pubbliche delle aziende dei social media, che il governo cinese aveva costruito la più grande operazione di disinformazione online conosciuta al mondo e la usava per molestare residenti, politici e imprese statunitensi, a volte minacciando di violenza gli obiettivi. Le vittime hanno descritto ondate di decine di migliaia di post. Meta ha dichiarato ad agosto 2023 di aver rimosso un gruppo di quasi 8.000 account attribuiti all'organizzazione nel secondo trimestre di quell'anno. Google ha detto a CNN di aver chiuso più di 100.000 account associati negli anni recenti, mentre X aveva bloccato centinaia di migliaia di account sostenuti o legati allo stato cinese, secondo i blog aziendali.

Una ricerca pubblicata a settembre 2023 dalla Union of Concerned Scientists citava dati del Center for Countering Digital Hate, secondo cui X continuava a ospitare quasi l'86% di un insieme di 300 post di odio una settimana dopo che erano stati segnalati. Lo stesso post citava la ricercatrice Abbie Richards, che ha rilevato come i tweet negazionisti sul clima fossero in media circa 30.000 a settimana tra dicembre 2021 e luglio 2022, per poi quasi triplicare a 110.000 a settimana dopo luglio 2022.

Le regole arrivano in modo frammentario. L'Online Safety Act britannico, pensato per combattere l'incitamento all'odio, entra in vigore solo all'inizio del prossimo anno, ha riferito CNBC ad agosto 2024, e l'autorità di regolamentazione dei media Ofcom ha scritto alle piattaforme dicendo che non dovrebbero aspettare. L'Unesco, che a novembre 2023 ha pubblicato un piano di governance in sette principi, ha detto che più di 50 paesi stavano già regolando i social media, spesso al di fuori delle norme internazionali sulla libertà di espressione e sui diritti umani, e prevede una World Conference of Regulators nel 2024.

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Fonti

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  1. 0185% of people worry about online disinformation, global survey findsEN
  2. 02Online disinformation sparked a wave of far-right violence in the UKEN
  3. 03China is using the world's largest online disinformation operation to harass AmericansEN
  4. 04For Online Disinformation and Hate, X Marks the SpotEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Chiara Romano

Chiara Romano

IA, modelli e tecnologie

Chiara Romano scrive di tecnologia, IA e modelli, media e internet per FLASH24, partendo da documentazione tecnica, repository e specifiche invece che da comunicati stampa. Per ogni modello o piattaforma che segue controlla versioni, licenze, parametri e benchmark, e verifica i numeri confrontandoli con i dati originali o con test indipendenti. Confronta le schede tecniche tra fornitori, parla con sviluppatori e amministratori di sistema, e tiene d'occhio le finestre di rilascio e le modifiche ai termini d'uso. Fuori dalla redazione gestisce self-hosting e reti domestiche, esperienza che le serve per capire come funzionano davvero i servizi che racconta. Non pubblica una notizia se la fonte primaria non è verificabile.

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