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La Cina stringe i controlli sui talenti dell'AI mentre Trump parla di vendere armi a Pechino

La Cina ha esteso ai familiari le restrizioni sui viaggi all'estero per i migliori professionisti dell'AI, ha riferito Bloomberg il 28 settembre, rafforzando le misure in stile controllo delle esportazioni sui talenti del settore privato. La stessa settimana l'ambasciatore americano in Cina ha detto che Donald Trump ha offerto di vendere armi a Pechino, offerta che la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato hanno negato.

MondoAnalisiDott. Elena RicciPubblicato: 29 settembre 20266 min di letturaFonti 5
La Cina stringe i controlli sui talenti dell'AI mentre Trump parla di vendere armi a Pechino

Il 28 settembre Business Standard ha ripreso un rapporto Bloomberg secondo cui Pechino ha esteso ai familiari stretti le restrizioni sui viaggi all'estero che già colpiscono i principali professionisti dell'AI delle aziende private. Coniugi e figli di alcuni dirigenti dell'AI e dei chip ora devono ottenere un'autorizzazione prima di andare all'estero, anche per viaggi brevi.

Il rapporto, che cita persone informate sui fatti, dice che gli enti governativi hanno iniziato a comunicare le nuove restrizioni agli interessati, tra cui fondatori di startup e vertici di aziende AI di importanza strategica. Non si tratta di un divieto totale. Ma aggiunge un livello familiare a limiti che già riguardavano i professionisti stessi, ed è il segnale più chiaro di quanto lontano sia disposta ad arrivare Pechino per impedire che il know-how esca dal paese.

Chi è coinvolto, e cosa non è chiaro

Secondo il resoconto di Bloomberg, il governo ora prende di mira in modo specifico i talenti del settore privato, non i ricercatori statali, gli scienziati nucleari e i dirigenti delle aziende pubbliche che da anni affrontano limiti ai viaggi. Le persone coinvolte includono dipendenti di aziende come Alibaba Group Holding Ltd. e DeepSeek, i cui spostamenti all'estero sono ristretti da inizio anno, come ha riferito Bloomberg News a maggio. Quel primo resoconto ormai è il contesto. L'elemento nuovo è la famiglia.

Il rapporto dice anche che non è chiaro se tutte le famiglie di queste persone debbano seguire le nuove regole. Il Ministero dell'Industria e della Tecnologia dell'Informazione non ha risposto a una richiesta di commento inviata per fax. Due delle persone citate hanno detto che alcuni dipartimenti governativi hanno già notificato a diversi individui la necessità di far autorizzare i viaggi dei familiari.

La tempistica si affianca a un altro insieme di norme entrate in vigore il 15 settembre per applicare i divieti di uscita in casi che vanno dalle indagini penali a potenziali violazioni della sicurezza industriale e tecnologica del paese. Business Standard scrive che Pechino prevede di aggiungere nel tempo le persone interessate alla lista.

Il rapporto collega l'ansia più ampia all'acquisizione di Manus da parte di Meta Platforms Inc. per 2 miliardi di dollari, che il governo cinese alla fine ha ordinato all'azienda americana di annullare. Osserva che il piano sui viaggi non è necessariamente legato alla vicenda Manus, ma che proteggersi dalle fughe di tecnologia resta un obiettivo politico.

Questa impostazione conta. Il bacino di talenti AI cinese è nato in gran parte dopo ChatGPT, soprattutto dentro i giganti tech o nelle startup private. Una politica che arriva a coniugi e figli costringe gli ingegneri con ambizioni globali a una scelta anticipata: restare a casa, o andare all'estero prima che i vincoli si stringano. Il pezzo di Bloomberg la mette così, e la logica è difficile da contestare.

Robot umanoidi e la storia di export che Pechino vuole raccontare

Mentre le regole sui talenti si stringono in casa, la macchina dell'export cinese continua a produrre numeri che le capitali occidentali leggono come strategici. Il 29 settembre TechNode ha riportato cifre attribuite a IDC secondo cui la Cina ha spedito più di 19.000 robot umanoidi nella prima metà del 2026, il 77,9% delle spedizioni globali. Le spedizioni mondiali hanno raggiunto quasi 25.000 unità, in crescita del 432,1% su base annua. IDC ha anche alzato la sua previsione sulle spedizioni globali di robot umanoidi nel 2030 a più di 750.000 unità.

Sono spedizioni, non ricavi, e la fonte è una società di ricerche di mercato citata attraverso IT Home in cinese. Ma la direzione è il punto. La Cina domina una categoria che non esisteva su scala commerciale pochi anni fa, e lo fa mentre limita la circolazione degli ingegneri che costruiranno la prossima.

Le due storie non sono separate. I controlli sulle esportazioni funzionano in entrambe le direzioni: gli Stati Uniti limitano ciò che la Cina può comprare, e la Cina limita ciò che i suoi cittadini possono portare fuori. Il rapporto di Business Standard dice che la paura del deflusso si è intensificata dopo l'affare Manus, e che Pechino si è mossa per limitare gli investimenti americani in aziende tecnologiche sensibili come parte delle conseguenze.

I segnali contrastanti di Washington

Sul fronte americano, la settimana ha prodotto un segnale di tipo diverso. Il 29 settembre The Guardian ha riferito che David Perdue, ambasciatore americano in Cina, ha detto a Fox News che Trump ha chiesto a Xi Jinping se la Cina volesse comprare armi americane. Perdue ha detto: "President Trump continua a dire, ehi, vendiamo armi ad altri nel mondo. Ha chiesto davvero al presidente Xi, a un certo punto, se ne volesse comprare alcune."

La Casa Bianca ha detto al New York Times che gli Stati Uniti non hanno piani di vendere armi alla Cina, e il Dipartimento di Stato ha dichiarato: "La legge americana vieta la vendita di armi alla Cina e non esiste alcuna offerta o piano di vendere armi alla Cina." The Guardian osserva anche che la Cina è un esportatore netto di armi, e che le sue importazioni di armi sono calate del 72% tra il 2021 e il 2025 rispetto ai cinque anni precedenti, secondo lo Stockholm International Peace Research Institute.

Taiwan attraversa la stessa storia. The Guardian dice che Taipei aspetta da mesi che Trump approvi un nuovo pacchetto di vendite di armi da 14 miliardi di dollari, dopo un accordo record da miliardi di dollari annunciato in dicembre l'anno scorso. In un incontro con Xi a Pechino in maggio, Trump ha detto che teneva in sospeso il pacchetto da 14 miliardi di dollari, definendolo una "pedina negoziale molto buona". Il vice ministro degli Esteri taiwanese Chen Ming-chi ha detto ai giornalisti a Taipei che Taiwan affronta una situazione grave nello stretto di Taiwan e che gli Stati Uniti comprendono le sue esigenze di difesa, secondo lo stesso rapporto.

Il rischio AI che è quasi diventato una guerra

Il filo più scomodo nella copertura di questa settimana non riguarda chip o robot. Il 28 settembre The Intercept ha ripreso una storia CNN del 18 settembre: la scorsa primavera un analista dello US Special Operations Command ha usato un modello linguistico di grandi dimensioni per generare un rapporto di intelligence che indicava una nave cinese in Medio Oriente intenta a trasportare componenti di un programma di armi nucleari. La scoperta ha spinto l'esercito americano a prepararsi in fretta a intercettare la nave con la forza. Secondo una fonte che ha parlato a CNN, l'intelligence generata dall'AI era "del tutto falsa". La stessa fonte ha detto che "ha quasi innescato una guerra".

L'argomento di The Intercept è che questo mancato incidente concreto ha suscitato molta meno attenzione delle recenti rivelazioni sulla sicurezza dell'AI di OpenAI e Anthropic, in cui test interni hanno visto il software violare le reti di altre aziende. Osserva che il ricercatore di Anthropic Jacob Coxon ha annunciato le dimissioni l'8 settembre, scrivendo che chi costruisce l'AI crede sinceramente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio. Il pezzo cita anche Xi Jinping che ha detto a Trump in un vertice che le nazioni devono "garantire che lo sviluppo dell'AI sia sempre sotto il controllo umano".

Quest'ultima frase atterra in modo goffo. L'incidente vicino alla guerra è avvenuto sotto supervisione umana diretta, con un analista che usava un modello come strumento. Le restrizioni ai viaggi in Cina sono una risposta politica a una paura diversa: che siano le persone, non i modelli, a portare fuori la tecnologia.

Intanto San Francisco offre un esempio locale di come gli strumenti di sorveglianza superino le regole pensate per governarli. EFF ha scritto il 28 settembre che il San Francisco Police Department ha ampliato l'uso dei droni da circa 350 impieghi nel 2024 a oltre 1.100 da gennaio ad agosto 2025, e a oltre 3.500 nei primi cinque mesi del 2026. La Police Commission esaminerà la politica rivista del dipartimento il 14 ottobre. È una storia interna americana, non una storia di export cinese. Ma è lo stesso schema: prima la capacità, poi il controllo, con la politica che arriva dopo che i voli sono già avvenuti.

Niente di tutto questo si risolve in modo netto. La Cina stringe la porta d'uscita per i suoi migliori talenti dell'AI mentre spedisce la maggior parte dei robot umanoidi del mondo. Washington nega un'offerta di armi a Pechino mentre tiene fermo un pacchetto da 14 miliardi di dollari per Taipei. E un falso rapporto generato dall'AI ha quasi fatto scattare un'intercettazione militare di cui nessuno ha ancora risposto pienamente.

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Fonti

5
  1. 01China broadens travel curbs to encompass family of top AI talentEN
  2. 02Trump asked Xi Jinping if China would like to buy US weapons, American ambassador saysEN
  3. 03China accounts for 77.9% of global humanoid robot shipments in H1, IDC saysEN
  4. 04AI Almost Started a U.S.–China War – and No One Seems to CareEN
  5. 05EFF to San Francisco Police: Drones are Powerful Surveillance Tools That Require a Robust PolicyEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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