Energia e raffreddamento dei data centre: i regolatori stringono il cerchio, il segreto si consolida
Mercoledì i giudici amministrativi del Texas hanno raccomandato di approvare la centrale a gas da 366 megawatt di El Paso Electric per il data centre da 10.000.000.000 di dollari di Meta, ma solo a condizione che i clienti finali siano protetti dalla bolletta. È il segnale più netto finora che gli accordi su energia e raffreddamento dei data centre stanno passando da problema tecnico a problema regolatorio.

La decisione proposta è stata diffusa mercoledì dai giudici amministrativi della Public Utilities Commission of Texas. El Paso Electric, secondo i giudici, non ha valutato adeguatamente le alternative alla centrale a gas, chiamata McCloud, e non ha mai pubblicato una richiesta di offerte. I giudici hanno raccomandato l'approvazione solo a condizione che la utility non scarichi sui clienti finali i costi di capitale e di esercizio. Senza quella condizione, hanno detto, la domanda andrebbe respinta. L'ultima parola spetta ai cinque commissari della PUCT e nessun voto è stato calendarizzato, secondo Inside Climate News.
I numeri non sono piccoli. L'impianto McCloud utilizzerebbe 813 generatori modulari a gas naturale forniti da Enchanted Rock, ciascuno da 450 kilowatt, per un costo stimato di 499.000.000 di dollari. Per i primi cinque anni rifornirebbe in esclusiva Meta, prima di collegarsi alla rete di trasmissione più ampia. Meta coprirebbe i costi per quel periodo, dopo il quale ai clienti finali si potrebbe chiedere di accollarseli.
Inizialmente El Paso Electric aveva detto che il data centre sarebbe stato alimentato a solare. A dicembre ha chiesto di costruire a gas.
Il raffreddamento è l'altra metà del problema
La battaglia regolatoria in Texas riguarda la generazione, ma il dibattito più ampio del settore verte sempre più sul calore. Gli operatori dei data centre stanno introducendo il raffreddamento a liquido diretto sul chip, refrigeratori progettati per tensioni più alte e sistemi a circuito chiuso, mentre la densità dei rack cresce. Lo si ricava dalla stampa di settore sulle presentazioni di LG, Trane Technologies e UL Solutions di fine settembre. Quelle dichiarazioni sono affermazioni dei fornitori, non dati sulle prestazioni verificati in modo indipendente. Quello che è verificabile è che il carico di raffreddamento viene dimensionato sugli stessi contratti di fornitura elettrica che i regolatori stanno ora esaminando.
In Europa la stessa tensione ha prodotto un reclamo legale formale. Lighthouse Reports, organizzazione non profit con sede nei Paesi Bassi, ha presentato lunedì un reclamo contro la Commissione europea ai sensi della Convenzione di Aarhus, accusando Bruxelles di aver costruito un "muro di silenzio" sui consumi energetici e idrici dei data centre. POLITICO, che ha riferito per primo della presentazione, ha scritto che la sfida affronta il suo primo esame a novembre, quando il comitato di conformità della Convenzione di Aarhus deciderà se è ammissibile. La Commissione non ha risposto alla richiesta di commento di POLITICO.
I dati di fondo sono parziali per scelta. Secondo la Commissione, i data centre europei hanno consumato 20,7 terawattora di elettricità e più di 8.000.000 di metri cubi d'acqua nel 2025, con un aumento del 26% per l'elettricità e del 52% per l'acqua rispetto al 2024. Quei totali provengono da dati incompleti e sono pubblicati solo in forma aggregata, in seguito a una legge del 2024 che ha vietato la divulgazione di informazioni e indicatori chiave di prestazione per i singoli data centre. Il responsabile dell'energia dell'UE, Dan Jørgensen, ha detto a POLITICO che se i grandi consumatori di energia non sono allineati con gli obiettivi complessivi del blocco, "rischieranno di minare la nostra capacità di rispettare i nostri stessi obiettivi".
Le lacune nelle comunicazioni nazionali
Il quadro olandese è più dettagliato ma non più completo. NL Times ha riferito mercoledì che meno di un quarto dei data centre olandesi di grandi dimensioni pubblica cifre sul consumo di elettricità e acqua potabile. Secondo la Dutch Datacenter Association, l'Agenzia per le imprese dei Paesi Bassi ha dati solo su 104 dei 186 data centre commerciali con una capacità di almeno 500 kilowatt alla fine dello scorso anno. Esistono cifre pubbliche per il consumo elettrico di 44 strutture e per il consumo idrico di 47.
Statistics Netherlands stima il consumo elettrico dei data centre olandesi in 5.100.000.000 di kilowattora nel 2024, pari al 4,6% del consumo nazionale, quasi il doppio rispetto a cinque anni prima. L'operatore di rete TenneT prevede il 10% al 15% entro il 2030. I dati dell'RVO hanno rivelato quest'estate che il più grande data centre olandese di Microsoft da solo rappresenta l'1% del consumo elettrico nazionale; Google, che gestisce due grandi strutture nel paese, non divulga il dato.
L'acqua è il numero più difficile da definire. Si stima che i data centre olandesi rappresentino circa lo 0,1% del consumo nazionale, poco in aggregato ma politicamente caldo in un paese che ha affrontato una siccità prolungata.
Battaglie sulla trasparenza a Washington e Londra
Martedì il deputato Jamie Raskin, capogruppo democratico nella Commissione giudiziaria della Camera, ha inviato lettere ad Amazon, Google, Meta e Oracle per chiedere informazioni sugli accordi di riservatezza che quelle aziende hanno firmato con funzionari governativi sulla costruzione dei data centre, secondo copie visionate dal Wall Street Journal. Le lettere sono l'ultimo tentativo di aumentare la supervisione sulle strutture che alimentano l'IA in vista delle elezioni di metà mandato.
Nel Regno Unito più di 44.000 persone hanno presentato obiezioni legali al trattamento dei loro dati sanitari da parte della Federated Data Platform gestita da Palantir, ha riferito mercoledì The Guardian. Le obiezioni citano l'articolo 21 del GDPR britannico. Palantir afferma che la piattaforma sta aiutando a ridurre le liste d'attesa, con i trust che registrano 117.000 interventi in più, una riduzione del 14,3% dei ritardi nelle dimissioni per i pazienti a degenza prolungata e un miglioramento del 5,6% nella diagnosi dei tumori entro 28 giorni. NHS England ha detto che tutte le organizzazioni del NHS mantengono il controllo dei propri dati all'interno della FDP.
Ciò che collega la centrale a gas del Texas, il reclamo di Bruxelles e le obiezioni al NHS non è la tecnologia. Sono le condizioni. Un impianto da 366 megawatt costruito per un solo cliente, un'etichetta di trasparenza che valuta l'efficienza senza pubblicare i consumi, un contratto dati di sette anni con una clausola di recesso in arrivo a febbraio 2027: ognuno è una decisione su chi sopporta il costo e chi può vedere i numeri. I sistemi di raffreddamento annunciati a fine settembre non risolveranno la questione. Lo faranno i commissari della PUCT, il comitato di Aarhus e chi presenta le obiezioni.
Fonti
5- 01Texas Electric Utility Only Considered Gas to Power $10B Meta Data CenterEN
- 02EU accused of hiding environmental impact of data centersEN
- 03Most data centers refusing to say how much water, electricity they useEN
- 04Tech Giants Face Questions Over Secret AI Data-Center DealsEN
- 05More than 44,000 file legal objections to Palantir NHS platform handling their dataEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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