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Masdar ed Endesa avviano la costruzione di 60 MW di batterie negli impianti solari spagnoli

Masdar ed Endesa hanno annunciato il 5 novembre 2026 che a ottobre è partita la costruzione di tre progetti di batterie in Spagna, per 60,16 MW e 25,2 milioni di euro. È il primo sviluppo di accumulo nell'ambito della partnership avviata nel 2024.

CongiunturaSpiegatoDott. Elena RicciPubblicato: 6 novembre 20265 min di letturaFonti 29
Masdar ed Endesa avviano la costruzione di 60 MW di batterie negli impianti solari spagnoli

Tre siti di batterie in costruzione

Masdar ed Endesa hanno avviato la costruzione di tre progetti di accumulo a batterie in Spagna. Lo hanno comunicato le due società il 5 novembre 2026; i lavori sono iniziati a ottobre 2026. Gli impianti di Ardila, La Vega I e La Vega II aggiungeranno 60,16 MW di potenza e 120,34 MWh di capacità di accumulo a centrali solari già in esercizio in Estremadura e Andalusia. L'investimento complessivo è di 25,2 milioni di euro, pari a 28,3 milioni di dollari, secondo Masdar.

Endesa ha precisato che il progetto Ardila si trova a Fregenal de la Sierra, nella provincia di Badajoz, mentre i due sistemi La Vega sono a Teba, nella provincia di Málaga. Ardila avrà 36,10 MW e 72,20 MWh distribuiti su 12 container da 6,02 MWh ciascuno e ibridizzerà un impianto solare da 44 MWp. La Vega I e La Vega II avranno ciascuno 12,03 MW e 24,07 MWh, con quattro container da 6,017 MWh ciascuno. Insieme forniscono 24,06 MW e 48,14 MWh.

I sistemi useranno celle al litio ferro fosfato e inverter grid-forming. Secondo Masdar, il progetto può fornire inerzia sintetica e rispondere rapidamente alle variazioni delle condizioni di rete. Endesa ha dichiarato che si tratta dei suoi primi sistemi a batterie al litio progettati per ibridizzare impianti solari nella Spagna peninsulare.

Finanziamenti pubblici e costi

Endesa valuta Ardila 14,3 milioni di euro, di cui 4,6 milioni di fondi pubblici. La coppia La Vega costa 10,9 milioni di euro, di cui 4,4 milioni di fondi pubblici. Il denaro pubblico ammonta quindi a 9 milioni di euro sui 25,2 milioni totali, circa il 36%.

Il contributo per Ardila arriva dal primo bando per l'accumulo innovativo ibridizzato con la generazione rinnovabile, previsto dal Piano spagnolo di ripresa, trasformazione e resilienza. I contributi per La Vega provengono dallo stesso bando, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-2027 e gestito da IDAE, l'istituto spagnolo per la diversificazione e il risparmio energetico.

Masdar stima che la costruzione coinvolgerà 50 posti di lavoro. Endesa prevede picchi di 25 lavoratori ad Ardila e 25 complessivi nei due siti La Vega. Tutti e tre dovrebbero essere operativi entro la fine del 2027.

Perché le batterie contano

Le batterie immagazzinano energia quando la domanda è bassa e la rilasciano nelle ore di punta, contribuendo a bilanciare la produzione intermittente degli impianti solari. I tre sistemi sono aggiunte a centrali già in funzione, non siti di accumulo autonomi. Alla massima potenza, 120,34 MWh equivalgono a circa due ore di erogazione.

La Spagna punta all'81% di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030, con 62 GW di capacità eolica e 76 GW di solare. Il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima aggiornato fissa per lo stesso anno un obiettivo di accumulo di 22,5 GW. I 60,16 MW ora in costruzione restano ben sotto l'1% di quell'obiettivo.

Ibraheem Almansouri, chief operating officer facente funzioni di Masdar, ha detto che la Spagna è una delle principali economie europee in più rapida crescita. Secondo Almansouri, questa crescita richiede energia sicura e resiliente. "Questi progetti aiuteranno a integrare più energia pulita nella rete e a rafforzare la stabilità del sistema elettrico", ha affermato.

La partnership del 2024

I tre progetti sono i primi sviluppi di accumulo nell'ambito della partnership di Masdar con Endesa. A dicembre 2024 Masdar ha completato l'acquisto di una quota del 49,99% nella società che detiene un portafoglio da 2 GW di impianti solari spagnoli in esercizio di Endesa. Endesa ha mantenuto il controllo e la gestione degli asset.

L'accordo originale, annunciato a luglio 2024, prevedeva un investimento di Masdar di 817 milioni di euro per la quota, su un enterprise value di 1,7 miliardi di euro. Al momento dell'annuncio, le due società avevano indicato l'obiettivo di aggiungere fino a 0,5 GW di accumulo a batterie a un portafoglio di 48 impianti solari in esercizio. I 60,16 MW ora in costruzione sono circa il 12% di quell'obiettivo di 0,5 GW.

Cosa succede ora

La costruzione è iniziata a ottobre 2026 e le società prevedono l'entrata in esercizio entro la fine del 2027. CIRCE e l'Istituto di ricerca tecnologica dell'Università Pontificia Comillas parteciperanno alla ricerca e alla validazione tecnologica, con test sul campo e studi sulle prestazioni delle apparecchiature in modalità grid-forming.

I test esamineranno come le apparecchiature funzionano in modalità grid-forming, progettata per rispondere rapidamente alle condizioni della rete e contribuire a mantenere la stabilità della rete.

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Fonti

29
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  2. 02Endesa and Masdar build 120 MWh of solar-linked batteries in SpainEN
  3. 03Masdar and Endesa Start Spain Battery Projects With €9 Million in Public FundingEN
  4. 04Endesa Starts Building 120 MWh of Batteries at Three Existing Solar Plants in SpainEN
  5. 05Endesa kicks off construction of 60 MW of BESS projects in SpainEN
  6. 06Masdar Partners with Endesa in €1.7 Billion Renewable Energy Transaction in SpainEN
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  29. 29Massachusetts sets big battery goals — and the policies to back them upEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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