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La nave da ricognizione cinese resta vicino al cavo sottomarino filippino nonostante le richieste di Manila

Una nave da ricerca cinese ha ignorato le richieste delle Filippine di allontanarsi dalle acque vicine a un cavo sottomarino, come ha riportato Tom's Hardware il 3 novembre. È l'ultimo punto di attrito in una contesa che si allarga sulle linee dati del Pacifico.

TecnologiaNotiziaGiulia FerrariPubblicato: 3 novembre 20264 min di letturaFonti 13
La nave da ricognizione cinese resta vicino al cavo sottomarino filippino nonostante le richieste di Manila

Secondo il resoconto di Tom's Hardware su episodi riportati per la prima volta da Nikkei Asia, la nave avrebbe interrotto i contatti radio e trasmesso un'identità falsa. Ha anche manovrato per sfuggire alla cattura. Manila ha risposto inviando la sua nave più grande. La nave è stata avvistata a 37 miglia nautiche dalla provincia di Batanes, che le Filippine amministrano e che la Cina rivendica.

Una motovedetta della guardia costiera cinese è intervenuta nello stesso episodio. Pechino in seguito si è lamentata di molestie, ha riferito il South China Morning Post secondo Tom's Hardware. Non ci sono stati attacchi confermati ai cavi.

Il rapporto del 3 novembre arriva in una serie di articoli che hanno trasformato i fondali in un tema caldo per la sicurezza. Ars Technica ha scritto il 28 ottobre dello spionaggio cinese attorno ai cavi del Pacifico, che aumenta i rischi per le grandi aziende tecnologiche. The Australian ha riferito la stessa settimana che il ministro della Difesa Richard Marles aveva segnalato 15 cavi critici. Avvertiva che i fondali stanno diventando un campo di battaglia. Nessuno di questi articoli stabilisce un'intenzione, e nessuno sostiene che un cavo sia stato tagliato. Hanno in comune il momento: un gruppo di storie nella stessa settimana, tutte puntate sullo stesso tratto di mare. Ognuna si ferma prima della stessa conclusione. Lo schema è suggestivo. Non è una prova, e i resoconti non fingono il contrario.

Che cosa fanno davvero le navi da ricerca

L'evidenza più chiara è un conteggio. Un rapporto del Center for Strategic and International Studies ha rilevato che le navi da ricerca cinesi passano più tempo a sostare vicino ai cavi rispetto alle imbarcazioni di qualsiasi altra nazione. Descriveva lo sforzo come sproporzionato, secondo Tom's Hardware. È una misura della presenza, non del danno.

Lo scopo di questa attività non è chiaro, ma il rapporto precisava che gli sforzi erano "sproporzionati".

Il lavoro di ricognizione ha usi civili, e la mappatura dei fondali è uno di questi. La preoccupazione è che gli stessi scafi possano tracciare dove passano i cavi, a che profondità si trovano e dove arrivano a riva. Sono le informazioni che un avversario vorrebbe prima di qualsiasi interferenza. I resoconti non mostrano quali dati abbiano raccolto le navi né chi li abbia ricevuti.

La tendenza regionale è verso il rafforzamento. Australia, Regno Unito e Stati Uniti hanno intensificato l'impegno per la sicurezza dei cavi sottomarini nell'Indo-Pacifico. L'Australia ha aumentato pubblicamente le difese per quella che chiama infrastruttura sottomarina critica. Il quadro registra anche la spinta dell'UE per un cavo diretto verso la Groenlandia, con un piano di collegamento che coinvolge Canada, Corea del Sud e Giappone. Registra una mossa europea verso il primo collegamento via cavo sottomarino con la Groenlandia mentre i rapporti con gli Stati Uniti si incrinano. La Thailandia, da parte sua, sta accelerando quella che la stampa locale chiama sovranità sui cavi sottomarini.

Il contesto commerciale

I cavi contano perché il traffico che trasportano cresce. Il nuovo cavo di Meta da 4.300 miglia è progettato per trasferire dati a 1 milione di gigabit al secondo, secondo i resoconti. È infrastruttura privata che trasporta carichi di lavoro AI privati, e si trova nelle stesse acque dell'attività di ricognizione.

L'espansione dell'AI sulla terraferma sta incontrando le proprie battaglie, il che rende più difficile separare lo strato sottomarino dal resto. OpenAI ha ribattezzato i suoi data center "compute campus", un cambiamento riportato da The Verge il 3 novembre. I critici citati da The Verge lo hanno definito un rebranding più che una soluzione. Tom's Hardware ha riferito il 2 novembre che oltre il 90% dei 10.202 commenti pubblici sui data center era negativo. I commenti provenivano da 417 riunioni di amministrazioni locali in 48 stati.

L'energia è l'altro vincolo. L'analisi di Ember di ottobre, ripresa da pv magazine il 3 novembre, ha rilevato che i data center rappresentano già circa il 19% della domanda di elettricità di picco in Irlanda. Prevedeva che quella quota salirà al 24% entro il 2030. Lo stesso studio stimava lo spostamento dei carichi a circa l'1,5% del sollievo di picco in Irlanda, contro quasi cinque volte tanto dalla generazione dietro il contatore.

Nel Regno Unito, il proprietario di Drax ha concluso un accordo da 20 miliardi di sterline con Brookfield e Radiant. L'accordo prevede di sviluppare un data center da oltre 1 gigawatt sul sito della centrale di Drax. L'operatività è possibile entro l'inizio del 2028, con fino a 100MW di capacità di calcolo nel primo trimestre di quell'anno, ha riferito il Guardian il 3 novembre. National Grid progetta separatamente la più grande sottostazione del Regno Unito vicino a un data center previsto a Teesside, ha riferito il Guardian il 1 novembre.

Perché il dossier sui cavi resta aperto

L'ultimo elemento sui cavi è il rapporto su un singolo episodio. Non risolve la questione più ampia se le ricognizioni siano spionaggio o scienza di routine. Mostra però che Manila è disposta a inviare la sua nave più grande per contestare la presenza di una nave da ricerca. Pechino è disposta a rispondere con una motovedetta della guardia costiera e una lamentela.

Gli analisti citati nei resoconti descrivono l'attività come pressione nella zona grigia più che come un attacco. Questa lettura conta. Le azioni nella zona grigia sono pensate per restare sotto la soglia che scatenerebbe una risposta militare, cambiando comunque i fatti sull'acqua. Non c'è un caso confermato di una nave cinese che danneggia un cavo, e nessuna conclusione ufficiale su a cosa servissero le ricognizioni.

Ciò che il quadro contiene è il volume. Ci sono episodi ripetuti vicino alle acque giapponesi e filippine. Un conteggio di un think tank mette le navi cinesi davanti a ogni altra nazione vicino ai cavi. Un gruppo di governi occidentali sta ora stanziando fondi per la protezione. Il prossimo sviluppo datato andrà seguito con la stessa attenzione di questo.

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Fonti

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  1. 01Chinese survey ship loitering near undersea cable ignores Philippine demands to withdrawEN
  2. 02OpenAI is quietly renaming data centers 'compute campuses'EN
  3. 03'America hates data centers' — New data highlights public sentimentEN
  4. 04Behind-the-meter generation could deliver five times more grid relief than data center load shiftingEN
  5. 05UK's most polluting power plant could power country's largest AI datacentreEN
  6. 06National Grid to site biggest substation in UK near planned Teesside datacentreEN
  7. 07Supersonic airliner in doubt as company shifts to powering AI data centersEN
  8. 08OpenAI considers rebranding data centers to 'AI compute campuses' as data center backlash intensifiesEN
  9. 09Google data center wins approval in Minnesota after protests delay council vote twiceEN
  10. 10SpaceX loses bid to dismiss lawsuit over xAI data center pollutionEN
  11. 11SpaceX loses bid to toss NAACP lawsuit over Memphis data center air pollutionEN
  12. 12Putin demands Russian data centers supply capacity to the state in wake of Ukraine drone attacksEN
  13. 13Data center, gli operatori italiani chiedono tempi certiEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Giulia Ferrari

Giulia Ferrari

IA, modelli e tecnologie

Giulia Ferrari scrive di tecnologia, IA e modelli e media e internet per FLASH24, partendo da dataset pubblici, preprint e registri di versioni dei modelli. Controlla ogni numero confrontando benchmark dichiarati e risultati riproducibili, e scarta le stime senza fonte. Segue le audizioni in calendario, parla con ricercatori e ingegneri, e mette a confronto release e changelog prima di pubblicare. Fuori dalla redazione smonta stampanti 3D, recupera vecchi computer e studia come i modelli imparano dai rifiuti del web. Non pubblica un dato se non può ricostruirne il percorso.

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