Crusoe rinuncia alle turbine Boom, Google prepara il data centre orbitale
Crusoe ha rinunciato a un piano da 1,25 miliardi di dollari per alimentare i data centre per l'IA con le turbine della Boom Supersonic. È l'ultimo segnale che i problemi di energia e raffreddamento del settore si risolvono accordo per accordo, non tutti insieme.

Crusoe, azienda di Denver che costruisce data centre per l'IA, ha chiuso il piano di usare una nuova linea di centrali elettriche stazionarie della concittadina Boom Supersonic. Lo ha riferito TechCrunch il 25 settembre. L'accordo valeva 1,25 miliardi di dollari per 29 turbine Superpower da 42 megawatt di Boom, con le prime consegne previste nel 2027.
Blake Scholl, amministratore delegato di Boom, ha scritto su X che le due aziende non portano più avanti la partnership per il lancio delle turbine. Ha aggiunto che altri clienti sono in arrivo. Andrew Schmitt, portavoce di Crusoe, ha detto a TechCrunch che i piani energetici dell'azienda "non sono cambiati" e che intende ancora usare turbine, "solo non quelle di Boom".
La rottura pesa perché Crusoe è tra i maggiori costruttori di data centre per l'IA. Tra i suoi impianti c'è un campus ad Abilene, in Texas, che fornisce capacità di calcolo a OpenAI. Il primo data centre da 1,2 gigawatt è alimentato dalla rete, con un impianto a turbina a gas usato solo come riserva. Una seconda struttura da 900 megawatt ad Abilene, per Microsoft, funzionerà con turbine a gas installate sul posto. Per Boom perdere il cliente del lancio è una battuta d'arresto: l'anno scorso l'azienda ha raccolto 300 milioni di dollari in gran parte per commercializzare il business delle centrali stazionarie.
La rete è il collo di bottiglia
Lo stesso giorno, The Register ha riferito che il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ha annunciato 5,25 miliardi di dollari per migliorare la rete: 1,9 miliardi di fondi federali e 3,35 miliardi in compartecipazione ai costi. Il programma copre 31 progetti in 26 stati. Dovrebbe aggiungere almeno 23 gigawatt di capacità ricostruendo o rinnovando più di 1.500 miglia di linee di trasmissione e installando tecnologie per potenziare la rete su 21.000 miglia di infrastrutture.
Il segretario all'Energia Chris Wright ha dichiarato che gli investimenti "faranno rendere di più l'infrastruttura che già abbiamo" e aiuteranno a fornire energia affidabile e a prezzi accessibili. The Register ha però osservato che il programma potrebbe non bastare. A settembre Moody's aveva avvertito che la costruzione dei data centre supera la capacità della rete di aggiungere potenza. La società stima che il consumo elettrico dei data centre statunitensi arriverà a 426 TWh entro il 2030, quasi il doppio del dato del 2025.
Dove la rete non arriva, gli operatori guardano in alto. Google si prepara a lanciare il 1° ottobre un satellite sperimentale chiamato MVP a bordo di un Falcon 9 di SpaceX. Fa parte del progetto Suncatcher, con cui l'azienda vuole testare data centre per l'IA in orbita, ha riferito Ars Technica il 24 settembre. Il satellite, grande più o meno come un frigorifero, porta quattro acceleratori TPU personalizzati di Google e pannelli solari che forniscono circa un kilowatt di potenza. Lo riferisce il New York Times, citato sia da Ars Technica sia da Tom's Hardware.
Il raffreddamento è la parte difficile. Il sistema di Google usa un materiale termico malleabile che collega i chip a tubi di calore in alluminio e rame. I tubi conducono il calore verso un radiatore che lo proietta nello spazio. Anche così, le TPU possono funzionare solo a raffiche di circa 15 minuti prima di doversi spegnere per far recuperare i radiatori. Google eseguirà modelli Gemini sull'hardware per i test.
James Manyika, vicepresidente senior della ricerca di Google, ha detto al Times che l'azienda non si aspetta "nulla di utilmente operativo nei prossimi anni". Ha paragonato lo sforzo al programma di auto senza conducente di Google, testato circa 15 anni prima che qualcosa arrivasse sul mercato.
Autorità e residenti frenano
Sul terreno i controlli si fanno più severi. Il New Jersey ha ordinato a DataOne, gestore di uno dei più grandi data centre previsti sulla costa orientale, di pagare una multa da 1,1 milioni di dollari. L'azienda aveva installato e fatto funzionare di nascosto 62 generatori a gas, in violazione dell'Air Pollution Control Act statale. Lo ha riferito Ars Technica il 24 settembre. L'inchiesta del Guardian e di Floodlight News si è basata su riprese termiche con droni che mostravano 45 generatori in funzione. Nessuno aveva permessi, nonostante operassero a capacità di 1.982 kilowatt, più di 50 volte la soglia statale.
A DataOne sono stati dati 45 giorni per chiedere i permessi o cessare l'attività. L'azienda può però continuare a far funzionare i motori mentre li richiede. Nichole Gardner, dell'organizzazione locale no profit Sustain SJ, ha detto ad Ars che la sanzione era "insufficiente, sia nell'importo sia nell'applicazione". L'azienda ha detto al New York Times che "non era d'accordo" con la multa e che avrebbe chiesto i permessi per l'aria.
Il fenomeno non riguarda solo gli Stati Uniti. Nel Devon, in Inghilterra, documenti ottenuti con richieste di accesso agli atti mostrano che il consiglio distrettuale di Torridge ha appoggiato il campus per l'IA da 1,5 GW proposto da Xlinks più di un anno prima che il pubblico ne sapesse qualcosa. Lo riporta un articolo del Guardian ripreso da The Next Web il 27 settembre. Il consiglio ha inviato una lettera di sostegno nell'aprile 2025, prima di qualsiasi studio ambientale o consultazione pubblica. Xlinks stima il costo in fino a 13,8 miliardi di sterline.
In Australia i funzionari sostengono che la reazione contraria sia un'importazione americana. Belinda Dennett di Data Centres Australia ha detto a marzo che "il dibattito australiano sui data centre si combatte sui fatti americani". Ha osservato che gli Stati Uniti hanno 5.400 data centre con 53,7 gigawatt di capacità, contro 252 in Australia con 1,4 gigawatt. Il Guardian ha notato cosa Dennett ha omesso: pro capite, l'Australia ha poco meno di un data centre ogni 100.000 persone, contro 1,5 negli Stati Uniti.
Fonti
7- 01Crusoe abandons $1.25B plan to use Boom turbines at AI data centersEN
- 02Uncle Sam coughs up $1.9B for grid upgrades as datacenters hit a power wallEN
- 03Google's first Suncatcher orbital data center test launches October 1EN
- 04Google's orbital AI data center test packs four TPUs and 1,000W of solar powerEN
- 05New Jersey fines data center $1.1M after drone pics expose 62 gas generatorsEN
- 06Council backed Devon AI datacentre before it went public, Guardian reportsEN
- 07Australian backlash to datacentres is faux import from US, officials say: 'We are not the United States'EN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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