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Il vincitore del Goncourt Philippe Jaenada ammette: ho usato ChatGPT tre volte nel mio romanzo

Philippe Jaenada, vincitore del Prix Goncourt 2026, ha dichiarato il 4 novembre su France Inter di aver usato ChatGPT tre volte in L'Inconnue du quai de Javel, poche settimane dopo che l'accademia aveva escluso un altro romanzo per l'uso dell'IA.

CulturaSpiegatoFrancesca MorettiPubblicato: 6 novembre 20263 min di letturaFonti 8
Il vincitore del Goncourt Philippe Jaenada ammette: ho usato ChatGPT tre volte nel mio romanzo

Jaenada, 62 anni, ha vinto il premio il 3 novembre al primo turno, battendo De l'autre côté du lac di Sylvain Prudhomme con sei voti contro tre. Il libro è uscito da Flammarion.

Tre usi, una frase nascosta

Su France Inter ha raccontato di essersi rivolto all'IA tre volte. La prima è una frase scritta da ChatGPT e inserita nel testo per giocare con il lettore. La seconda riproduce uno scambio con ChatGPT che dava risposte assurde su un dettaglio tecnico. L'ha tenuto per prendere in giro lo strumento. La terza è stata la ricerca. "Non credo che si possa fermare l'IA. Non possiamo fingere che non esista", ha detto. "Bisogna usarla, ma prima bisogna riconoscerla e soprattutto addomesticarla. Deve essere utile."

Ha detto di aver rivelato quale frase fosse generata solo ai giurati del Goncourt, il giorno del premio. "Se salta fuori, so da chi arriverà", ha scherzato su France Inter.

Le pagine da 237 a 240 del romanzo descrivono già i suoi scambi con ChatGPT e Claude. Contengono domande su un dettaglio tecnico della sua indagine, come ha fatto notare 20 Minutes.

Jaenada aveva difeso l'uso dell'IA prima del premio. "Un regista nasconderebbe il fatto di usare gli effetti speciali?", ha chiesto in un'intervista a 20 Minutes, prevedendo che presto sarà impossibile dire che un testo è scritto al 100% da un essere umano. Ha insistito che l'IA "non sarà mai in grado di scrivere un libro con il cuore, l'anima, i ricordi".

Il libro che la giuria ha buttato fuori

L'Académie Goncourt ha tolto C'était ça ou mourir di Thélyson Orélien dalla seconda selezione il 25 settembre, come ha riportato Euronews; il Guardian ha descritto la stessa lista come una longlist. L'esclusione è arrivata 39 giorni prima che l'accademia assegnasse il premio a Jaenada. L'esordio dello scrittore canadese-haitiano aveva venduto più di 35.000 copie e vinto il Prix du roman Fnac. Poi il giornalista Samuel Fitoussi lo ha passato al rilevatore di IA Pangram e ha concluso che gran parte era generata dalla macchina. L'accademia ha detto che le analisi mostravano che il romanzo era con ogni probabilità in larga misura prodotto di un'intelligenza artificiale. Ha aggiunto di voler proteggere un premio che onora "la letteratura scritta da donne e uomini" e di voler mandare "un messaggio chiaro": non avalla testi generati con l'aiuto dell'IA. L'affidabilità dei software di rilevamento dell'IA è essa stessa messa in discussione.

Orélien ha negato. Ha definito le accuse calunnie ed eresia. Ha detto che nemmeno una frase è stata creata da una macchina, pur ammettendo il plagio in lavori precedenti.

Il suo editore canadese Boréal ha poi affermato che nuove prove dimostravano l'uso dell'IA, contrariamente alle assicurazioni dell'autore. Ha chiuso il rapporto con lui. Il libro non sarà ristampato.

Per alcuni lettori è un doppio standard

Il contrasto ha suscitato accuse di doppio standard razziale online. "Quindi quando è un vecchio bianco va bene, ma quando è un giovane scrittore di colore viene lapidato sulla pubblica piazza?", ha scritto un utente su X, secondo il Guardian. Un altro ha detto che Jaenada non ha subito "nessun linciaggio mediatico, nessun bando" per il suo uso dell'IA, "una clemenza negata a Thélyson Orélien".

I casi non sono identici. Uno riguarda una sperimentazione limitata e dichiarata apertamente; l'altro accuse contestate di una paternità macchina estesa.

Quanto vale il premio

Il Goncourt paga 10 € simbolici e il libro vincitore ha ogni probabilità di sparire dagli scaffali prima di Natale. I quattro finalisti, svelati il 27 ottobre, erano tutti pubblicati da case del gruppo Madrigall, una dominanza che Euronews ha riportato come polemica sull'indipendenza e la bibliodiversità. Qualunque fosse il nome del vincitore, il gruppo guidato da Antoine Gallimard era sicuro di raccogliere i benefici commerciali, ha scritto Euronews. Il vincitore dell'anno scorso, La maison vide di Laurent Mauvignier, ha venduto quasi 640.000 copie.

Il libro di Jaenada conta 528 pagine. Ricostruisce l'omicidio irrisolto di Louise Cansot, una modella di 29 anni trovata morta a Parigi. Ci ha lavorato due anni. Circa diciotto mesi sono serviti a raccogliere e organizzare il materiale storico, ha detto in un'intervista pubblicata il 3 novembre.

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Fonti

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  1. 01Winner of the Prix Goncourt literary prize admits to using AIEN
  2. 02Winner of France's top literary prize admits using AI for novelEN
  3. 03Philippe Jaenada wins 2026 Prix Goncourt for novel 'L'Inconnue du quai de Javel'EN
  4. 04Goncourt Prize winner admits using AI in novelEN
  5. 05Prix Goncourt 2026 Winner Philippe Jaenada Admits Using AI To Write His Award-Winning NovelEN
  6. 06AI book prize judges face a major speed-reading challenge - AOL.co.ukEN
  7. 07 Open source project renders your Windows 11 desktop using the NPU rather than the GPU EN
  8. 08Erling Haaland, Ilona Maher and Lewis Hamilton among winners of inaugural Meta x SportsPro Athlete HonoursEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Francesca Moretti

Francesca Moretti

Cultura, cucina e stile di vita

Francesca Moretti si occupa di cultura, cucina, moda e design, stili di vita e storia per FLASH24, partendo da comunicati, archivi e fonti primarie e verificando ogni data o attribuzione prima di scrivere. Per i servizi su mostre e rassegne controlla cataloghi, schede tecniche e bilanci stagionali, confrontando i numeri con le serie storiche degli anni precedenti. Intervista curatori, chef e artigiani, e in calendario attende l'apertura dei festival e le settimane del design per incrociare programmi e anteprime. Segue maratone di festival, cinema indipendente e archivi filmici, e da lì ricava spesso spunti per articoli su memoria e costume. Non pubblica ricostruzioni senza almeno due fonti indipendenti.

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