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L'Artist Rights Institute chiede controlli sui caricamenti prima della divisione dei royalty dello streaming

L'Artist Rights Institute vuole che i distributori verifichino chi carica un brano prima che arrivi a un servizio di streaming, non dopo che è entrato nel monte royalty. InterSpace Music Distribution ha riferito il 3 novembre che ARI ha depositato osservazioni presso l'Ufficio Copyright degli Stati Uniti.

CulturaAnalisiAlessandra ManciniPubblicato: 4 novembre 20264 min di letturaFonti 12
L'Artist Rights Institute chiede controlli sui caricamenti prima della divisione dei royalty dello streaming

Un controllo prima del caricamento, non dopo

Le osservazioni di ARI rispondono a un'indagine pubblica richiesta dal rappresentante statunitense Scott Fitzgerald, che ha sollevato preoccupazioni sulle politiche che riguardano gli autori. Secondo il gruppo, il problema è più ampio degli streaming fraudolenti: registrazioni generate dall'IA, copie non autorizzate e identità di artisti dirottate arrivano attraverso distributori che non verificano abbastanza.

Se i distributori devono verificare chi carica e chi riceve i royalty, il denaro si sposta verso i titolari dei diritti che possono documentare le proprie pretese, e si allontana da chi carica in massa. Artisti ed etichette piccole guadagnano una traccia documentale. Distributori e aziende di musica IA affrontano nuovi costi e ritardi. Nessuno ha pubblicato quanto del monte venga effettivamente dirottato.

L'approccio proposto è: "Conosci il cliente. Conosci il contenuto. Segui il denaro." In pratica, i distributori verificherebbero chi carica, le pretese di proprietà e chi riceve infine i royalty prima di accettare una registrazione. Questo sostituisce algoritmi o soglie di royalty presso il servizio. ARI afferma che i distributori a tariffa fissa non hanno alcun incentivo a controllare gli utenti, e sostiene che la struttura potrebbe giustificare un'indagine ai sensi dello statuto RICO. Propone un royalty meccanico per stream per allineare gli incentivi alla prevenzione delle frodi. Il periodo di commenti resta aperto fino al 23 novembre.

Perché il monte è il terreno di scontro

Lo sfondo è un settore che continua a crescere in cima. Universal Music Group ha riportato ricavi di 3.394.000.000 di euro nel terzo trimestre 2026 il 29 ottobre, in aumento del 12,3% su base annua. I ricavi degli account a pagamento nella musica registrata sono saliti del 19,2%. Universal Music Group ha attribuito l'aumento a prezzi all'ingrosso più alti e a più abbonati.

Il Global Music Report 2026 di IFPI, pubblicato il 18 marzo 2026, ha indicato i ricavi della musica registrata del 2025 in 31.700.000.000 di dollari. Erano in aumento del 6,4% e rappresentavano l'undicesimo anno consecutivo di crescita. Lo streaming ha contribuito per più di 22.000.000.000 di dollari, ossia il 69,6% del totale. Il segmento dei servizi a pagamento ha riportato 837.000.000 di abbonati nel mondo. Streamshare divide quel monte. ARI afferma che gli streaming fraudolenti riducono le quote degli artisti legittimi senza necessariamente aumentare i costi dei servizi.

La battaglia sul subpoena per i dati IA

Universal Music Group, Sony Music e DistroKid hanno dichiarato di "stare lavorando a una soluzione" nella loro controversia sui dati di musica IA di DistroKid. Lo hanno detto in un deposito congiunto approvato da un tribunale federale di Manhattan il 28 ottobre. Le etichette hanno dato a DistroKid tempo fino al 6 novembre per rispondere, spostando la scadenza dal 4 novembre, come ha riferito Digital Music News il 29 ottobre.

Le etichette vogliono cifre mensili su quanti brani DistroKid ha consegnato ai servizi di streaming. Vogliono anche sapere quanti sono stati segnalati come generati dall'IA, quanti di questi sono stati attribuiti a Suno, e il totale di stream e royalty sulle registrazioni segnalate. DistroKid afferma di distribuire dal 30 al 40% di tutta la nuova musica nel mondo.

Il subpoena appartiene alla causa per copyright delle etichette contro Suno. Le etichette hanno depositato quella causa per la prima volta a giugno 2024, e copre 560 registrazioni. Le etichette chiedono fino a 150.000 dollari per opera, un massimo teorico di circa 84.000.000 di dollari. Una seconda causa è seguita a settembre, con altre 60.202 registrazioni. Allo stesso tetto, si tratta di un massimo teorico di poco superiore a 9.000.000.000 di dollari. Suno sta separatamente lottando per far testimoniare un teste di Apple sui negoziati di licenza di Apple Music con le major e sulle frodi di streaming lì presenti.

Crescita in cima, erosione sotto

Non ogni angolo dello streaming si sta espandendo. Gli utenti attivi mensili di Pandora sono scesi a 38.810.000 alla fine di settembre, in calo del 6,6% rispetto a 41.560.000 un anno prima. È quanto emerge dai risultati del terzo trimestre della controllante SiriusXM pubblicati il 29 ottobre. Gli abbonati self-pay sono calati di 177.000 unità su base annua a 5.510.000. Le ore di ascolto sostenute dalla pubblicità sono diminuite del 10% a 2.250.000.000.

I costi per quote di ricavi e royalty di SiriusXM sono aumentati di 5.000.000 di dollari a 726.000.000 di dollari. Erano il 33,7% dei ricavi totali, in crescita dal 33,4% di un anno prima. I ricavi consolidati sono scesi a 2.153.000.000 di dollari da 2.159.000.000 di dollari. L'azienda ha attribuito il calo a un ribasso del 16% nei ricavi delle apparecchiature.

Il divario è più ampio in India. Il riepilogo pubblico di settembre 2026 di Ormax Media stima 227.300.000 ascoltatori mensili di audio in streaming nel paese. Di questi, 15.000.000 pagano, circa il 6,6%.

Dati migliori, e chi li paga

PRS for Music ha collaborato con Soundtrack, un servizio di streaming per le aziende, per ricevere dati brano per brano da circa 7.000 sedi nel Regno Unito. Tra queste sedi ci sono Uniqlo, Dr Martens e Four Seasons Hotels and Resorts. PRS inizierà a inserire quei dati nelle distribuzioni dei royalty da dicembre 2026.

Anche le società di raccolta differiscono in ciò che trattengono. COSOTA, la società per il copyright della Tanzania, dichiara che il 70% delle tariffe di licenza raccolte va ai titolari dei diritti e il 30% ai costi amministrativi. Le sue classi di distribuzione coprono la radiodiffusione, l'esecuzione pubblica in locali commerciali, e la proiezione cinematografica e il noleggio commerciale di registrazioni video.

Il filo comune è la misurazione prima del pagamento.

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Fonti

12
  1. 01Streaming Music Fraud: ARI Calls for Pre-Upload Checks - InterSpace Music DistributionEN
  2. 02UMG, Sony, and DistroKid tell court they are 'working on a resolution' in dispute over AI music data for Suno case - Music Business WorldwideEN
  3. 03DistroKid to Respond to UMG Subpoena Demand by November 6th - Digital Music NewsEN
  4. 04Suno fights to make Apple testify on whether Apple Music could survive without UMG and Sony - Music Business WorldwideEN
  5. 05When streaming becomes a 'gold mine' for the music industry - Vietnam.vnEN
  6. 06Pandora's monthly user base fell by 2.75m YoY in Q3, while SiriusXM's total revenue share and royalty costs rose to $726M - Music Business WorldwideEN
  7. 07PRS partners with Soundtrack to improve distribution of public performance royalties - Headliner MagazineEN
  8. 08India's Audio Streamers and the Paying Pool - InterSpace Music DistributionEN
  9. 09Hit Songs, Empty Pockets? The Debate Over Music Royalties in Tanzania - MabumbeEN
  10. 10Chip Industry Technical Paper Roundup: Nov. 3EN
  11. 11AI, fuelled by advanced chips, set to power semiconductor manufacturing: industry veteranEN
  12. 12Advice for optimizing the space industry with Laura CrabtreeEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Alessandra Mancini

Alessandra Mancini

Cultura, cucina e stile di vita

Alessandra Mancini scrive di cultura, cucina, moda e design, stili di vita e storia per FLASH24, partendo da fonti primarie, cataloghi e documenti d'archivio, e non lascia passare nulla senza riscontro. Per ogni articolo di cucina verifica dosi, tempi e temperature con prove dirette in cucina, confrontando almeno due edizioni dello stesso ricettario. Per le pagine di moda e design intervista artigiani e curatori, e in calendario attende le settimane delle collezioni e le nuove uscite editoriali di saggistica. Fuori redazione impasta pane fatto in casa, gira per mercati e colleziona vecchi libri di cucina, da cui spesso ricava spunti per le ricette. Non pubblica una ricetta senza averla provata almeno una volta.

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