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Extreme Networks paga 975.721,84 dollari: sanzioni Usa e Cina si scontrano

Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha annunciato il 27 ottobre che Extreme Networks pagherà 975.721,84 dollari di sanzioni penali nell'ambito di un accordo di non perseguimento, per aver venduto apparecchiature di rete a un produttore di armi russo. È il primo caso di "near miss" del dipartimento. Sei giorni dopo, il 2 novembre, Norton Rose Fulbright ha pubblicato l'analisi di una sentenza del Tribunale marittimo di Shanghai: la legge cinese contro le sanzioni straniere prevale sulle clausole contrattuali che richiamano sanzioni estere.

MondoNotiziaDott. Elena RicciPubblicato: 4 novembre 20264 min di letturaFonti 9
Extreme Networks paga 975.721,84 dollari: sanzioni Usa e Cina si scontrano

Il DOJ ha firmato l'accordo di non perseguimento con Extreme Networks il 27 ottobre, in base alla Corporate Enforcement and Voluntary Self-Disclosure Policy del 2026. L'azienda dovrà rinunciare a 487.860,92 dollari di proventi e pagare un'ammenda penale di 487.860,92 dollari, per un totale di 975.721,84 dollari. Secondo il dipartimento la comunicazione non è arrivata in tempo, perché è stata fatta quando una testata giornalistica stava per rivelare il caso. Extreme Networks ha comunque collaborato pienamente e ha corretto la condotta, e per questo il caso è stato classificato come autodenuncia volontaria "Near Miss" e non come declinazione. Il DOJ lo definisce il primo accordo di non perseguimento in un caso di near miss previsto dalla policy.

Per qualsiasi fornitore tecnologico che vende in Russia o in Cina, la lezione pratica è che controllare un nome su una lista non basta. Contano le catene di proprietà, e contano i servizi oltre all'hardware. Un'autodenuncia tardiva qui ha comunque comportato una multa, non un via libera. Nessuna delle due agenzie ha detto se altri fornitori di apparecchiature di rete siano esposti a rischi simili.

Le vendite sono andate ad Avangard, produttore russo di armi controllato da Almaz-Antey, che l'OFAC ha inserito nella lista sanzioni nel luglio 2014.

Tra circa marzo 2018 e marzo 2022 Extreme Networks ha gestito ed evaso 11 ordini di acquisto tramite la sua allora controllata con sede in Russia, Extreme Networks Rus LLC, secondo il DOJ. Roman Rozhavsky, vicedirettore della divisione Counterintelligence and Espionage dell'FBI, ha presentato l'esito come un avvertimento. "Questo annuncio sia un avvertimento chiaro: se cercate di armare i nostri avversari violando la legge statunitense, la giustizia vi troverà", ha detto. La designazione di Almaz-Antey risale al luglio 2014, e l'ultimo ordine di acquisto citato dal DOJ cade nel marzo 2022.

Il conto parallelo dell'OFAC

L'accordo parallelo con l'OFAC è il conto più salato. L'agenzia ha riferito che Extreme Networks ha accettato di pagare 1.529.685 dollari per chiudere le presunte violazioni. Si tratta di nove spedizioni di apparecchiature e servizi di rete dagli Stati Uniti tra settembre 2018 e marzo 2022. L'OFAC ha valutato le violazioni come autodenunciate volontariamente e gravi. Questa combinazione tiene alta la sanzione anche quando è l'azienda stessa a segnalare i fatti. Il DOJ ha precisato che Extreme Networks chiuderà anche l'azione amministrativa parallela dell'OFAC.

I due resoconti non coincidono sui volumi. L'OFAC conta nove spedizioni a partire da settembre 2018; il DOJ conta 11 ordini di acquisto a partire da circa marzo 2018.

Nessuno dei due annunci spiega il divario, e la differenza conta per chi cerca di valutare l'esposizione partendo da questo caso. Un fornitore che legge il comunicato del DOJ inquadrerebbe il problema in modo diverso da uno che legge la pagina dell'OFAC.

Perché i controlli sono diventati più difficili

Avangard era bloccata per effetto di legge in quanto controllata di maggioranza di una società designata, non perché comparisse come controparte nominata in una verifica della transazione. È il punto che gli esportatori tendono a trascurare. Il caso rafforza lo scrutinio sui controlli degli utenti finali, sulle verifiche della titolarità effettiva e sui controlli relativi ai servizi oltre che all'hardware.

Jeremy Pierczynski, agente speciale incaricato facente funzioni presso Homeland Security Investigations a Detroit, ha detto che le leggi "impediscono che prodotti e servizi di origine statunitense sostengano le capacità militari degli avversari".

La stessa condotta ha prodotto due conti: 975.721,84 dollari di sanzioni penali e un accordo OFAC da 1.529.685 dollari.

L'altra direzione: Shanghai

La pressione va anche nella direzione opposta. Il Tribunale marittimo di Shanghai ha ordinato a un vettore di Singapore di pagare circa 5.000.000 di RMB più gli interessi. Il vettore si era rifiutato di consegnare una partita di prodotti elettronici e aveva riportato il carico a Shanghai senza il consenso del caricatore. Aveva citato la Entity List statunitense e sostenuto di avere il diritto di abbandonare il trasporto per il rischio sanzioni. Il tribunale ha stabilito che l'articolo 12 della legge cinese contro le sanzioni straniere si applica in modo obbligatorio e prevale sulla scelta di legge contrattuale delle parti. Ha respinto la domanda riconvenzionale del vettore e nessuna delle parti ha presentato appello, quindi la sentenza è definitiva.

Norton Rose Fulbright, che ha pubblicato l'analisi il 2 novembre, descrive la decisione come la prima sentenza cinese nota che confermi espressamente l'applicazione obbligatoria dell'articolo 12.

Che cosa resta aperto

In Europa la questione è chi cede quando le norme statunitensi e quelle locali si scontrano. Osvaldo Zavala Giler è il cancelliere della Corte penale internazionale. In un'intervista pubblicata da POLITICO il 23 ottobre ha detto che la Commissione europea dovrebbe agire "il prima possibile" per dare indicazioni chiare sulle sanzioni statunitensi contro la Corte. La Corte è passata dall'essere colpita miratamente su procuratori e giudici nel febbraio 2025 a sanzioni generalizzate il 9 ottobre di quest'anno. L'UE ha più volte sostenuto la Corte ma ha resistito alle richieste di attivare un meccanismo che vieterebbe alle imprese di conformarsi alle leggi statunitensi.

Ora entrambi i regimi vengono applicati, ed entrambi vengono applicati contro le aziende che si trovano nel mezzo.

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Fonti

9
  1. 01National Security Division Announces First "Near Miss" Non-Prosecution Agreement Under the Department-wide Corporate Enforcement PolicyEN
  2. 02Extreme Networks settles OFAC export violations case for $1.53 millionEN
  3. 03Between two masters: Landmark Shanghai Maritime Court ruling reshapes cross-border sanctions riskEN
  4. 04Top ICC official urges EU to act 'as soon as possible' on US sanctionsEN
  5. 05Chinese automakers reportedly head to Beijing for talks on EU hybrid export quotasEN
  6. 06Chery October sales rise 5.3% as NEVs hit record and exports top 200,000 againEN
  7. 07Inside Automotive DMS & OMS: Technology, Challenges & Power Solutions EN
  8. 08How Beta Technologies Is Clearing the Runway for Electric FlightEN
  9. 09TechnoMile Recognized as a 2026 Inc. Power Partner Award WinnerEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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