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L'ufficio di revisione britannico: i costi del rischio climatico sono stimati male, mentre si accumulano studi su meteo e IA

Gli enti pubblici britannici si aspettano costi operativi ed energetici più alti per il cambiamento climatico, ma raramente riescono a quantificarli. Lo scrive il National Audit Office in un rapporto pubblicato il 3 novembre. Lo stesso giorno sono usciti studi e analisi separati su eventi meteorologici estremi, modelli di IA aperti e comunicazione dei rischi climatici.

ScienzaAnalisiSara GalloPubblicato: 3 novembre 20265 min di letturaFonti 10
L'ufficio di revisione britannico: i costi del rischio climatico sono stimati male, mentre si accumulano studi su meteo e IA

Il National Audit Office ha pubblicato le sue conclusioni il 3 novembre. Il dato principale non è un numero, ma un'assenza. Gli enti pubblici del Regno Unito prevedono costi operativi e bollette energetiche più alte man mano che il clima cambia e il Paese passa a un'energia a basse emissioni di carbonio. Pochi, però, hanno un quadro chiaro dei rischi, ha riferito The Register lo stesso giorno.

Il rapporto riguarda il primo ciclo di informative finanziarie legate al clima dei principali enti del governo centrale per l'esercizio 2025-26, secondo le regole fissate da Sua Maestà il Tesoro. Per alcuni enti gli obblighi di informativa erano in vigore dal 2022. Il NAO ha rilevato una scarsa comprensione dei rischi fisici. Tra questi ci sono temperature in aumento, alluvioni, venti più forti e siccità più lunghe. La conoscenza dei costi della transizione a basse emissioni era ancora più debole.

Che cosa ha rilevato l'organo di controllo

Secondo il rapporto, gli enti prevedevano costi legati ai danni ad asset e infrastrutture, agli eventi meteorologici estremi e ai cambiamenti cronici verso temperature più alte e maggiori precipitazioni. Si aspettavano anche bollette di manutenzione e riparazione più salate, possibili aggiornamenti degli asset e costi di transizione. Gli enti che controllano immobili o infrastrutture significative erano particolarmente preoccupati per i costi di decarbonizzazione e adattamento, si legge nel rapporto.

Gli enti non hanno descritto i rischi di transizione con la stessa chiarezza dei rischi fisici nelle informative strategiche. Nelle informative che abbiamo esaminato erano elencati diversi rischi di transizione, ma con pochi dettagli, a differenza dei rischi fisici, spiegati in modo più approfondito.

La citazione viene dal rapporto del NAO, come riportato da The Register. Gareth Davies, responsabile del NAO, ha detto: "I servizi pubblici britannici dovranno adattarsi agli impatti del cambiamento climatico. Il Parlamento ha bisogno di informazioni chiare sulla resilienza delle infrastrutture, sull'erogazione dei servizi e sulle finanze rispetto al cambiamento climatico, e su come questi rischi vengono gestiti". Ha definito l'obbligo per il 2025-26 un primo passo importante. Si aspetta che la rendicontazione diventi più utile nel tempo.

Il divario conta perché i numeri non sono piccoli. The Register ha anche ricordato che all'inizio dell'anno un rapporto dell'organizzazione benefica Global Action Plan sosteneva che l'84 per cento dei progetti di datacenter proposti si trovava in aree a rischio di alluvione. Quel dato viene dal rapporto dell'organizzazione stessa, non dal NAO. Il documento dell'ufficio di revisione non lo conferma né lo smentisce.

Le previsioni sono un problema a parte

Lo stesso giorno è arrivato un gruppo di ricerche su previsioni e rischio. Il 3 novembre Tom's Hardware ha riferito che Gemini 4 Carbon di Google ha conquistato la vetta dell'Artificial Analysis Intelligence Index V5 con un punteggio di 59, un punto davanti a Claude Opus 5.5 e due davanti a GPT-6 Astra di OpenAI. Il modello ha guidato anche il test di allucinazione AA-Omniscience v 1.1, anche se il miglior punteggio è stato 54 su una scala da -100 a +100.

Non è un risultato sul clima, ma alimenta lo stesso dibattito sulla fiducia nelle previsioni automatiche. Il 3 novembre The Register ha riferito che gli analisti Gartner Mark Petty e Raymond Paquet sostengono che i modelli a pesi aperti possono gestire circa nove passaggi su dieci dei flussi di lavoro agentici di routine a un quarto del prezzo del modello chiuso più economico. Si scende fino a un ventesimo rispetto a un modello di frontiera usato su ogni passaggio.

Gli analisti ammettono che i modelli aperti attuali possono essere più prolissi e ritentare più spesso. Il risparmio per attività rispetto a un modello di frontiera si avvicina quindi a cinque o sei volte. La loro ipotesi di pianificazione: entro il 2030, il 90 per cento dei passaggi dei flussi di lavoro operativi agentici aziendali sarà eseguito su modelli a pesi aperti. Il risparmio sui costi, scrivono, è un bonus; il punto è il controllo.

Che cosa aggiungono gli articoli

Sul fronte della ricerca, arXiv ha pubblicato diversi articoli pertinenti a fine ottobre, tutti inviati il 29 o il 30 ottobre. Uno, "Beyond Plausible Prediction: Safety Sufficiency in Web World Models", riporta una valutazione umana appaiata di 3.000 previsioni di dieci modelli aperti congelati. L'86,1 per cento è stato giudicato semanticamente plausibile. Gli autori hanno però trovato diversi modelli con un comportamento di autorizzazione molto asimmetrico. Univano una bassa esecuzione falsamente sicura a una scarsa capacità di riconoscere i casi che avrebbero dovuto richiedere una domanda di chiarimento. Plausibile non significa sicuro.

Un altro, "Do Transaction Prices Reflect Visual Preference?", usa 266 set di confronto da sei immagini con prezzi di transazione e classifiche umane senza conoscenza dei prezzi. Solo il 24,2 per cento delle coppie di immagini aveva una direzione di prezzo non in parità. Di queste, il 34,7 per cento concordava con la maggioranza umana. In quella fascia, HPSv2 ha guidato con un'accuratezza recuperabile del 66,4 per cento. Gli autori concludono che i prezzi di transazione codificano preferenze visive recuperabili solo in condizioni limitate. Vanno trattati come indicatori incerti, non come verità assoluta.

Un terzo, "The psychophysics of affect in large language models", ha testato come i modelli anticipavano esiti di scommesse o di trading azionario. Valutati in isolamento, i modelli mostravano una sensibilità alla grandezza decrescente, come le funzioni di valore umane. Ma valutavano i guadagni con più intensità delle perdite equivalenti, un'inversione dell'avversione alla perdita che gli autori chiamano amplificazione del guadagno al silicio. Quando gli esiti venivano valutati insieme, i giudizi si linearizzavano e l'asimmetria guadagno-perdita spariva in gran parte. L'articolo conta 64 pagine, con codice e dati resi disponibili.

Altri due articoli arXiv completano il quadro. "Agentic World Modeling for Agent Test-time Scaling without Environment Replica" propone di simulare le azioni degli agenti su interfacce sicure di sola lettura invece di riprodurre gli ambienti. Riporta guadagni del 40,07 per cento in media rispetto a una simulazione di base a colpo singolo su tau-bench, AppWorld e OfficeBench, e del 12,36 per cento rispetto a una base con modello del mondo addestrato. "ChatGPT as a Surveillance Assistant?" riferisce che ChatGPT ha fornito indicazioni sostanziali sulla sorveglianza per 40 di 55 prompt di jailbreak e per 33 di 55 prompt diretti in linguaggio semplice senza alcun prefisso. Le risposte conformi raramente menzionavano policy o alternative che tutelano la privacy.

Contesto, non il pretesto

Il materiale più vecchio è più povero sulla modellistica climatica. Il 29 ottobre ScienceDaily ha riferito che il ghiaccio di 128.000 anni in Tibet potrebbe riscrivere la storia del clima, un titolo ripreso senza altri dettagli. Il 27 ottobre CnEVPost ha riferito che Volkswagen sta considerando di portare sui modelli europei un'architettura sviluppata con Xpeng. Nessuno dei due cambia la vicenda del NAO.

Il filo conduttore è più stretto. A governi e aziende viene chiesto di pianificare contro eventi meteorologici estremi e un clima che cambia. Ma gli strumenti che usano per prevedere, valutare e decidere sono essi stessi sotto esame. Il NAO dice che la stima dei costi non c'è ancora. Gli articoli arXiv dicono che previsioni plausibili e segnali di prezzo non bastano da soli. La nota di Gartner dice che i modelli economici sono abbastanza buoni per la maggior parte dei passaggi di routine, il che è un'affermazione sui costi, non sulla certezza.

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Fonti

10
  1. 01UK.gov lacks understanding of climate impact, says watchdogEN
  2. 02Open models can do 90% of agentic work at a twentieth of the cost of a frontier LLM: GartnerEN
  3. 03Google reveals new Gemini 4 Carbon AI model, narrowly beating Claude Opus 5.5EN
  4. 04Beyond Plausible Prediction: Safety Sufficiency in Web World ModelsEN
  5. 05Do Transaction Prices Reflect Visual Preference? A Diagnostic Study with Multimodal Language ModelsEN
  6. 06The psychophysics of affect in large language modelsEN
  7. 07Agentic World Modeling for Agent Test-time Scaling without Environment ReplicaEN
  8. 08ChatGPT as a Surveillance Assistant? An Exploratory Case Study of AI-Assisted Surveillance RisksEN
  9. 09128,000-year-old ice in Tibet could rewrite climate historyEN
  10. 10VW considers bringing Xpeng co-developed architecture to European models, report saysEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Sara Gallo

Sara Gallo

Scienza e salute

Sara Gallo scrive di scienza e salute per FLASH24, partendo da studi originali, comunicati di enti di ricerca e dati di agenzie sanitarie, senza fermarsi ai titoli. Per ogni articolo controlla campioni, intervalli di confidenza e conflitti di interesse, confrontando i numeri con le serie storiche di ISS ed Eurostat. Segue le revisioni sistematiche in uscita e attende i briefing del ministero della Salute, parlando con ricercatori e clinici prima di pubblicare. La sua formazione in fisica dei materiali e il telescopio che usa nel tempo libero si ritrovano nella cura con cui legge misure e immagini. Non pubblica stime senza fonte primaria.

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