Una revisione di 489 esperimenti: con un riscaldamento oltre i 10°C gli omega-3 nel pesce potrebbero dimezzarsi
Una revisione pubblicata su Global Change Biology, che analizza 489 esperimenti su 132 specie marine, ha rilevato che con un riscaldamento superiore ai 10°C gli omega-3 nel pesce potrebbero calare del 50%, mettendo a rischio un nutriente essenziale dei prodotti ittici.

Cosa ha trovato la revisione
La revisione ha raccolto e analizzato i dati di 489 esperimenti su 132 specie marine, tra alghe, invertebrati e pesci. Il riscaldamento è stato suddiviso in basso (da 0 a 6°C), medio (da 6 a 10°C) e alto (oltre 10°C).
Un riscaldamento da 0 a 6°C, che può già verificarsi durante le ondate di calore marine, ha ridotto del 19% gli acidi grassi omega-3 nei pesci negli esperimenti durati tra 24 ore e sei mesi. Il dato non tiene conto dell'effetto aggiuntivo del riscaldamento sulla qualità nutrizionale del cibo che i pesci mangiano, che secondo lo studio si verificherebbe in natura.
Con un riscaldamento elevato, oltre i 10°C, gli omega-3 sono calati del 50% nei pesci, del 34% nelle alghe e del 51% negli invertebrati. I livelli di grassi saturi sono aumentati fino al 22%. La revisione segnala inoltre che le temperature degli oceani potrebbero salire di 4,1°C entro il 2100. Dal 1980 le temperature oceaniche sono aumentate di 0,6°C e il numero di ondate di calore è raddoppiato, scrivono gli autori.
La revisione spiega il meccanismo: l'acqua più calda rende le membrane cellulari più fluide, così gli organismi sostituiscono gli omega-3 con grassi saturi più rigidi per stabilizzarle. Il processo si chiama adattamento omeoviscoso. Gli autori hanno anche rilevato che l'acidificazione degli oceani incide sugli acidi grassi meno del riscaldamento, il che suggerisce che l'aumento della temperatura sia il fattore dominante.
Perché la perdita conta
I prodotti ittici sono la principale fonte di EPA e DHA per la maggior parte delle persone, scrivono gli autori su The Conversation. L'organismo può produrli anche dall'ALA, un grasso omega-3 presente in piante come il lino e le noci. EPA e DHA sostengono lo sviluppo del cervello, degli occhi e del cuore, riducono l'infiammazione cronica e possono ridurre il rischio di parto prematuro. Gli autori scrivono che questi acidi grassi sono fondamentali per i processi biologici degli organismi marini e dei vertebrati terrestri e sono essenziali per la salute umana.
Le alghe marine, comprese le macroalghe e le diatomee, sono tra le uniche forme di vita che producono EPA e DHA. Le alghe costituiscono la base delle reti alimentari marine e sono fonti di micronutrienti per tutti gli animali. Gli invertebrati come i granchi e le stelle marine ottengono EPA e DHA mangiando alghe marine. I grassi passano poi ai pesci e infine alle persone. Se i grassi vengono alterati in un qualsiasi anello della catena, ne arrivano meno agli animali che stanno più in alto, esseri umani compresi.
Gli autori notano anche che nelle regioni tropicali le persone hanno spesso diete di qualità peggiore e non consumano abbastanza di questi grassi omega-3, mentre anche nei paesi sviluppati se ne mangia troppo poco. Il problema sarà più difficile da risolvere se il cambiamento climatico ridurrà gli omega-3 nei prodotti ittici, tanto più che gli stock ittici sono già sotto pressione per la pesca eccessiva e altri impatti umani.
Cosa dovrebbe cambiare secondo gli autori
Gli autori scrivono che gli esperti hanno chiesto tagli urgenti alle emissioni di gas serra per limitare gli effetti peggiori del cambiamento climatico. Sostengono che i risultati possono orientare la gestione della pesca, l'acquacoltura e le politiche di salute pubblica volte a garantire le forniture future di questi micronutrienti. Quanto agli scarti, notano che la lavorazione del pesce elimina fino all'80% delle parti del pesce. Quel materiale potrebbe diventare olio di pesce ricco di omega-3 o mangime per l'acquacoltura.
Fonti
6- 01Climate change may halve omega-3 fatty acids in fish and the organisms they eatEN
- 02Warming oceans could halve the omega-3s that make seafood so healthy, study findsEN
- 03The 4 Best Fish for Protein and Omega-3s, According to a DietitianEN
- 04Sharks and tuna are overheating and running out of options - Science DailyEN
- 05Gene Variant Linked to Omega-3 Building Blocks Fails to Explain Variable EPA Response - Bioengineer.orgEN
- 06Skip Expensive Sea Bass: The Cheaper Fish Alternative With More Omega-3 - www.foodrepublic.comEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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