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Il deficit commerciale della Germania con la Cina supererà i 100 miliardi di euro, crolla l'avanzo dell'automotive

Quest'anno il deficit commerciale della Germania con la Cina supererà per la prima volta i 100 miliardi di euro (112.000.000.000 di dollari), più di sette volte il livello del 2019, pari a 14.100.000.000 di euro: è la previsione dell'Istituto di economia tedesca (IW), diffusa il 15 ottobre [6]. Nella stessa stima, l'avanzo dell'automotive tedesco verso la Cina scende da oltre 23.000.000.000 di euro nel 2019 a circa 1.000.000.000 di euro [6].

CongiunturaAnalisiDott. Elena RicciPubblicato: 7 novembre 20265 min di letturaFonti 38
Il deficit commerciale della Germania con la Cina supererà i 100 miliardi di euro, crolla l'avanzo dell'automotive

L'avanzo dell'automotive, passato da oltre 23.000.000.000 di euro nel 2019 a circa 1.000.000.000 di euro quest'anno, è la misura più netta di quanto la concorrenza cinese sia entrata nei settori chiave dell'export tedesco [6]. Lo stesso andamento emerge ora nella meccanica e nelle apparecchiature elettriche [6]. Resta aperta la questione se il nuovo sostegno di Berlino agli strumenti commerciali dell'UE si tradurrà in misure operative alle frontiere [5].

Un deficit sette volte quello del 2019

La previsione dell'IW si basa sui flussi commerciali del primo semestre. Nei primi sei mesi del 2026 la Germania ha importato dalla Cina quasi 2,5 volte quanto ha esportato [6].

Se la tendenza proseguirà, il deficit annuo supererà il precedente record di circa 90.000.000.000 di euro, stabilito nel 2025 [6]. Le esportazioni tedesche di merci verso la Cina dovrebbero risultare inferiori di circa il 25% rispetto al 2019, mentre le importazioni dalla Cina sarebbero superiori di circa il 62% [6]. L'industria automobilistica pesa per quasi il 24% dell'aumento previsto del deficit dal 2019, secondo l'istituto, ed è il maggiore contributore singolo [6]. Tra il 2019 e il 2025 sono andati persi circa 420.000 posti di lavoro nell'industria manifatturiera, secondo uno studio dello ZOE Institute for Future-fit Economies di Colonia [9]. Lo studio definisce strutturale, e non congiunturale, la caduta della produzione e dell'occupazione tedesca [9].

Crolla l'avanzo dell'automotive

È nel commercio di auto che l'inversione è più netta. L'avanzo tedesco dell'automotive verso la Cina dovrebbe scendere da oltre 23.000.000.000 di euro nel 2019 a circa 1.000.000.000 di euro quest'anno [6].

Le esportazioni del settore verso la Cina sono previste in calo del 54% nello stesso periodo, mentre le importazioni di veicoli e componenti cinesi crescono di oltre il 475% [6]. I dati di Rhodium Group citati da DW indicano le esportazioni tedesche di auto verso la Cina in calo del 66% tra il 2022 e il 2025 [5]. In direzione opposta, nei primi sette mesi dell'anno le importazioni di auto nuove prodotte in Cina sono aumentate del 121%, secondo Destatis [5]. I veicoli di fabbricazione cinese rappresentano quasi il 14% delle importazioni totali di veicoli [5]. Dal 2021 la Cina è scesa dal secondo al nono posto tra i mercati di export della Germania, secondo i dati di Germany Trade & Invest per il primo semestre del 2026 [5].

Un mese di produzione migliore non inverte la tendenza. Il 6 novembre Destatis ha comunicato che a settembre la produzione industriale è cresciuta dello 0,7% rispetto ad agosto, con la produzione di auto in aumento del 17,1% dopo due mesi deboli [12].

Oltre le auto: apparecchiature elettriche e meccanica

Il fenomeno non riguarda più solo le auto. Il deficit delle apparecchiature elettriche è previsto oltre 24.000.000.000 di euro, contro 4.800.000.000 di euro nel 2019 [6].

La meccanica dovrebbe registrare il suo primo deficit commerciale con la Cina, a poco più di 1.000.000.000 di euro, invertendo un avanzo di quasi 10.000.000.000 di euro nel 2019 [6]. I settori a forte consumo di energia, tra cui chimica, carta, vetro e metalli, spiegano solo circa 4.000.000.000 di euro dell'allargamento del divario, secondo l'IW [6]. L'istituto sostiene che i costi energetici più alti spiegano solo in piccola parte il peggioramento [6]. Attribuisce gran parte del cambiamento ai progressi tecnologici della Cina e a quelli che definisce fattori di distorsione della concorrenza, tra cui sussidi e una valuta fortemente sottovalutata [6]. A livello UE, Eurostat ha stimato il deficit commerciale di beni del blocco verso la Cina in circa 360.000.000.000 di euro lo scorso anno, in pratica 1.000.000.000 di euro al giorno, e il disavanzo è aumentato ancora nel primo semestre del 2026 [5].

L'esposizione è cresciuta, non diminuita. Un'analisi del Global Public Policy Institute mostra che la Germania è passata dal decimo posto tra i paesi più esposti alla Cina nel 2013 al terzo, dopo Corea del Sud e Russia [7].

Berlino cambia fronte sulla difesa commerciale

La politica tedesca ha cambiato rotta. Ancora nel 2024 Berlino faceva pressione sulle altre capitali UE contro i dazi sulle auto elettriche cinesi [8].

La scorsa settimana il cancelliere Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno scritto una lettera congiunta alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen [5]. Chiedevano un nuovo strumento per escludere un partner commerciale dal mercato unico UE se proseguono quelle che definiscono pratiche sleali [5]. La lettera era rivolta a Pechino. Il ministero del Commercio cinese ha avvertito che l'Europa ne subirebbe le conseguenze se adottasse un simile meccanismo di esclusione [5]. Germania e Francia hanno anche spinto per rafforzare lo strumento anti-coercizione esistente, rendendolo più rapido, più efficace e più facile da attivare, ha riferito MENAFN il 7 ottobre [10]. Noah Barkin, senior adviser della practice Cina di Rhodium Group, ha detto a DW che le minacce al modello esportativo tedesco "hanno convinto Merz e i suoi consiglieri più stretti che i benefici dell'azione superano i costi dell'inazione" [5].

La svolta è recente. The Epoch Times ha rilevato che a maggio Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Lituania sostenevano misure più dure contro la Cina, mentre il sostegno della Germania è arrivato più tardi [8].

Cosa succede ora

La lettera Merz-Macron è stata inviata in coincidenza con i colloqui commerciali UE-Cina a Pechino la scorsa settimana [5]. Jurgen Matthes, esperto di commercio estero dell'IW, chiede misure più rapide: riforme interne più dazi compensativi ampi, da attuare in tempi brevi [6]. Ha anche sollecitato il Consiglio europeo a chiedere alla Commissione di sviluppare un nuovo strumento commerciale [6].

Il Centre for European Reform sostiene che Bruxelles dovrebbe favorire le auto elettriche prodotte in Europa tramite sussidi ai consumatori [4]. Si oppone all'allentamento della scadenza del 2035 per l'eliminazione progressiva dei motori a combustione [4]. La Commissione ha già approvato l'eco-bonus francese come aiuto di Stato ammissibile, e il CER lo definisce il modello più pratico per gli Stati membri [4]. La Germania si è impegnata a reintrodurre i sussidi per le auto elettriche, mentre Italia e Spagna riesamineranno i propri il prossimo anno [4]. Il modello francese assegna un punteggio alle filiere in base alle emissioni di carbonio, il che secondo il CER esclude i modelli costruiti in Cina [4].

La previsione dell'IW presuppone che le tendenze commerciali del primo semestre proseguano per il resto dell'anno [6].

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Fonti

38
  1. 01Germany's trade deficit with China set to hit record as automotive surplus collapsesEN
  2. 02Why Germany is backing tougher EU trade defenses against ChinaEN
  3. 03With Exports Down, Germany Is Finally Tougher on ChinaEN
  4. 04Germany's most promising industries depend on China, clashing with Berlin's derisking push, study findsEN
  5. 05German Exports Weakened Further Over The SummerEN
  6. 06How buy-European rules can help save Europe's car industryEN
  7. 07German carmakers drive surprise rise in industrial outputEN
  8. 08Germany's battle to break its economic addiction to China turns existentialEN
  9. 09Germany’s long industrial decline - GIS ReportsEN
  10. 10China’s Next-Generation Industrial Policy - Rhodium GroupEN
  11. 11The world's carmakers are struggling to compete with China - BBCEN
  12. 12Industry experts discuss China blocking SoftBank acquisition of ABB RoboticsEN
  13. 13German Industry Surprises with Production Growth ᐉ News from Fakti.bg - Business - Fakti.bgEN
  14. 14China aluminium rod margins squeezed by capacity ramp-up, flat orders - AL CircleEN
  15. 15Solar Industry Shows Hope After US Election, Focuses On Key MessageEN
  16. 16China reportedly recruited AI exec to spy on Jensen HuangEN
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  18. 18How a Blue Wave midterm might reshape the AI industryEN
  19. 19Chinese AI lab Moonshot turned to Europe for Nvidia Blackwell access amid U.S. China curbs, sources tell CNBCEN
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  36. 36How China’s Naval-Air Reach Is Offsetting the Malacca DilemmaEN
  37. 37Mbappe’s Mao Mess: The Expansion of China’s Emotional AssertivenessEN
  38. 38China’s AI chipmakers report first profits, but will the trend continue?EN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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