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Taiwan, la commissione esamina il disegno di legge che rende reato esportare chip AI in Cina senza licenza

Il 2 novembre la commissione economia dello Yuan legislativo di Taiwan ha ascoltato le testimonianze su un disegno di legge del Partito democratico progressista che renderebbe reato esportare chip AI in Cina senza licenza, con pene fino a 10 anni di carcere. L'obiettivo è colmare una lacuna che finora lasciava ai pubblici ministeri solo il ricorso al falso documentale.

TecnologiaSpiegatoChiara RomanoPubblicato: 6 novembre 20263 min di letturaFonti 33
Taiwan, la commissione esamina il disegno di legge che rende reato esportare chip AI in Cina senza licenza

L'audizione su un nuovo reato

Il disegno di legge è un emendamento al Foreign Trade Act presentato dal Partito democratico progressista, con il deputato Chung Chia-pin come primo firmatario. Vieterebbe l'esportazione verso la Cina continentale di circuiti integrati specifici, materiali chiave per wafer, componenti e macchinari per la produzione di chip senza autorizzazione del governo. Coprirebbe anche le merci controllate che passano per un paese terzo e prevedrebbe la confisca dei profitti illeciti. Funzionari e commentatori taiwanesi hanno detto che l'emendamento colmerebbe una lacuna, rendendo l'esportazione non autorizzata di chip, materiali e macchinari elencati un reato a sé stante. L'approvazione deve ancora arrivare e il governo non ha fissato una data di entrata in vigore.

I trasgressori rischierebbero fino a 10 anni di carcere e multe da 5.000.000 a 10.000.000 di dollari taiwanesi, ossia circa 155.000-310.000 dollari statunitensi. Il massimo di 10 anni è il doppio del limite di cinque anni previsto dalle norme vigenti sui beni strategici ad alta tecnologia. William Liu, direttore generale dell'International Trade Administration del ministero dell'Economia, ha detto all'audizione che lo scopo dei controlli sulle esportazioni è cambiato.

"I controlli sulle esportazioni sono passati dal prevenire la proliferazione delle armi a diventare uno strumento strategico con cui i paesi proteggono il proprio vantaggio tecnologico e la sicurezza nazionale."

La lacuna che i pubblici ministeri si sono trovati davanti

Con la legge attuale, una spedizione di chip AI verso la Cina senza licenza non è reato a Taiwan. I pubblici ministeri ripiegano su altre norme nazionali.

Ad agosto i pubblici ministeri di Keelung hanno incriminato nove persone, tra cui il direttore generale di Flying Tiger Technology e dipendenti delle unità locali di Nvidia e Super Micro Computer. Il gruppo avrebbe dirottato 74 server Nvidia B300 verso acquirenti cinesi, con un profitto di oltre 600.000.000 di dollari taiwanesi, pari a 18.500.000 dollari statunitensi. Le autorità hanno intercettato 56 dei 130 server coinvolti nel caso, ha riferito Yahoo News. Nessuno dei nove ha dovuto rispondere di esportazione illegale; i pubblici ministeri hanno costruito l'accusa sull'abuso di fiducia e sul falso documentale.

Le critiche e i limiti

Tseng Chih-chao, vicesegretario generale dell'Association for Chinese Economic and Financial Research, ha detto che l'emendamento potrebbe non bastare, perché riguarda solo i chip e i relativi macchinari e materiali. Si è chiesto perché prenda di mira soltanto la Cina continentale, quando l'accordo commerciale con gli Stati Uniti copre anche Corea del Nord, Iran e Russia. Secondo lui il governo dovrebbe correggere il meccanismo generale di controllo invece di approvare una legge che è solo una dichiarazione di intenti.

Wang Guo-chen, ricercatore associato alla Chung-Hua Institution for Economic Research, ha detto che l'emendamento è in linea con l'accordo commerciale reciproco tra Stati Uniti e Taiwan e con gli interessi di sicurezza nazionale di Taiwan. Ha avvertito che le aziende taiwanesi in Cina potrebbero finire nel fuoco incrociato: rischiano multe cinesi se rispettano la legge statunitense e smettono di vendere chip nel paese, oppure i controlli statunitensi sulle esportazioni se danno retta a Pechino.

Liu ha elencato anche quattro metodi usati dai contrabbandieri:

  • riciclare l'origine delle merci attraverso paesi terzi;
  • costituire società di comodo nel Sud-est asiatico e in Medio Oriente;
  • dichiarare chip AI di fascia alta come normali chip di consumo;
  • smontare gli strumenti per la produzione di chip e rimontarli all'estero.

Nessuna data di avvio

Il disegno di legge deve ancora essere approvato dal parlamento. Il ministro dell'Economia Kung Ming-hsin ha rifiutato di dire quando il governo attuerà misure separate per aggiungere server AI e semiconduttori avanzati all'elenco dei beni controllati. Il ministero sta studiando un pacchetto completo per i chip di fascia alta. Non è stato pubblicato né un quadro sanzionatorio né un elenco definitivo dei prodotti.

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Fonti

33
  1. 01Taiwan to criminalize Nvidia AI chip smuggling to ChinaEN
  2. 02Taiwan to curb AI chip exports to China as part of US trade dealEN
  3. 03Taiwan to Curb AI Chip Exports to China as Part of US Trade DealEN
  4. 04Taiwan Moves to Criminalize AI Chip Smuggling to China Under Foreign Trade ActEN
  5. 05Smuggling Nvidia Chips Into China Is About to Become a Crime in TaiwanEN
  6. 06Taiwan to Join US China Chip Curbs, Seek Criminal Penalties for AI Chip SmugglingEN
  7. 07China’s AI chipmakers report first profits, but will the trend continue?EN
  8. 08Chinese AI lab Moonshot turned to Europe for Nvidia Blackwell access amid U.S. China curbs, sources tell CNBCEN
  9. 09Chip Industry Week In ReviewEN
  10. 10 Nvidia tightens tracking of AI GPUs in Southeast Asia as Chinese chip smuggling draws scrutiny, report claims EN
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  32. 32 Nintendo ROM chip supplier Macronix quits to focus on chips for AI data centers, reports indicate EN
  33. 33Accelerating Plug-And-Play Prototyping In Chiplet-Based DesignsEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Chiara Romano

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IA, modelli e tecnologie

Chiara Romano scrive di tecnologia, IA e modelli, media e internet per FLASH24, partendo da documentazione tecnica, repository e specifiche invece che da comunicati stampa. Per ogni modello o piattaforma che segue controlla versioni, licenze, parametri e benchmark, e verifica i numeri confrontandoli con i dati originali o con test indipendenti. Confronta le schede tecniche tra fornitori, parla con sviluppatori e amministratori di sistema, e tiene d'occhio le finestre di rilascio e le modifiche ai termini d'uso. Fuori dalla redazione gestisce self-hosting e reti domestiche, esperienza che le serve per capire come funzionano davvero i servizi che racconta. Non pubblica una notizia se la fonte primaria non è verificabile.

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