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Arriva l'AI Act europeo, ma il vero problema è il divario negli investimenti

Gli obblighi dell'AI Act per i modelli di IA generici sono scattati il 2 agosto 2026, ma il dibattito in Europa si è spostato su un numero più scomodo: la regione pesa per appena l'8% delle scaleup mondiali, contro il 60% del Nord America.

MondoAnalisiDott. Elena RicciPubblicato: 28 settembre 20264 min di letturaFonti 1
Arriva l'AI Act europeo, ma il vero problema è il divario negli investimenti

Bruxelles ha ottenuto le sue regole. Ora deve convivere con le conseguenze, e con un divario negli investimenti che nessun quadro di mercato unico ha colmato in cinquant'anni.

L'AI Act avrebbe dovuto introdurre le regole chiave per i modelli di IA generici il 2 agosto. Da mesi si accumulavano gli avvertimenti sul costo per la competitività europea. Ne avevano parlato il primo ministro svedese Ulf Kristersson, l'amministratore delegato di Bosch Stefan Hartung e il gruppo di lobby tecnologica CCIA Europe, tra i cui membri figurano Alphabet, Meta e Apple, secondo The Next Web. La Commissione europea, da parte sua, ha detto di voler curare i dettagli invece di correre. "Questa è una tecnologia grande e sofisticata, e vogliamo farla bene", ha detto Eoghan O'Neill, senior policy officer presso l'AI Office della Commissione europea, alla TNW Conference di Amsterdam il 20 giugno. "Ci servono obblighi specifici per coprire alcuni dei modelli più impattanti o potenzialmente dannosi previsti dall'AI Act."

O'Neill ha detto che le linee guida sono state redatte da un ampio gruppo per il codice di condotta. Ne facevano parte fornitori di modelli, organizzazioni della società civile, ONG, accademici, esperti di sicurezza dell'IA, PMI e grandi aziende industriali europee. Lo ha descritto come "un grande contenitore con tutte quelle voci dalla comunità degli stakeholder".

Questa è la tesi della Commissione: consultazione ampia, obblighi mirati, nessun passo indietro sul principio. Gli operatori europei non contestano l'AI Act in linea di principio. Dicono che arriva su un mercato troppo frammentato e troppo poco finanziato per assorbirlo.

"L'Europa non sono gli Stati Uniti"

Fabrizio Del Maffeo, amministratore delegato dell'azienda olandese di chip Axelera AI, ha messo il problema della frammentazione in termini brutali alla stessa conferenza. "L'Europa non sono gli Stati Uniti", ha detto. "Abbiamo molte lingue, molti mercati e molte regolamentazioni, sia europee sia locali. E queste soffocano la crescita perché creano confini, rendendo difficile per le aziende espandersi."

Del Maffeo ha detto che Axelera ha firmato la petizione per "EU Inc", una proposta per creare una persona giuridica standardizzata per le startup. Servirebbe a operare più facilmente tra gli Stati membri. L'idea rientra nel 28esimo regime del blocco, un quadro giuridico paneuropeo pensato per aiutare le startup a crescere. In un discorso a Davos a gennaio, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha detto che le regole avrebbero combinato "diritto societario, insolvenza, diritto del lavoro, tassazione" in "un unico e semplice quadro".

Ma la regolamentazione, ha sostenuto Del Maffeo, è solo una parte del problema. L'ossessione di lanciare nuove startup va bilanciata con l'attenzione a far crescere quelle esistenti, ha detto, e per questo serve più capitale che politiche. I numeri che ha citato non sono lusinghieri. L'Europa rappresenta appena l'8% delle scaleup mondiali, contro il 60% del Nord America, e nessuna startup fondata nell'UE negli ultimi 50 anni ha superato una valutazione di 100 miliardi di euro. "Se guardiamo ai costruttori di macchine, siamo leader nel mondo", ha detto. "Nell'automotive siamo ottimi, ma stiamo perdendo terreno. Nella robotica facciamo bene, ma stiamo perdendo terreno anche lì."

Il quadro dei finanziamenti è altrettanto sbilanciato. Le startup europee hanno raccolto circa 52 miliardi di dollari (44 miliardi di euro) in capitale di rischio l'anno scorso. Le loro controparti statunitensi ne hanno attirati 209 miliardi di dollari (177 miliardi di euro).

Capitale, non solo conformità

Peter van der Putten, direttore dell'AI Lab e lead scientist presso la software house Pegasystems, ha sostenuto che l'Europa dovrebbe corteggiare il denaro invece di limitarsi a scrivere regole per esso. "Gli investimenti potrebbero arrivare dall'UE, ma anche dagli Stati Uniti", ha detto. "Le regolamentazioni potrebbero essere adattate per rendere più facile e più attraente per i fondi che lasciano gli Stati Uniti affluire verso l'Europa."

Questa impostazione ribalta il consueto dibattito sulla conformità. La questione non è solo cosa devono fare le aziende europee di IA per vendere nel mercato unico. È anche se il carico della conformità cambia chi è disposto a finanziarle mentre lo fanno.

Non tutti alla conferenza erano pessimisti. Elise de Reus, co-fondatrice di Cradle, ha indicato una tendenza crescente di ingegneri europei che tornano da lavori nelle Big Tech negli Stati Uniti, attratti da un lavoro con uno scopo e da una migliore qualità della vita. "Accogliamo ingegneri europei che lavoravano in aziende Big Tech come Facebook negli Stati Uniti, perché tornino a contribuire a risolvere problemi sociali e globali come il cambiamento climatico", ha detto. Ha poi aggiunto una cautela contro l'imitazione: "Forse siamo anche un po' troppo modesti. Dovremmo misurare la felicità, non il PIL, che non è una metrica sostenibile. Non credo che dovremmo copiare e incollare il sistema americano."

Qui due cose sono vere allo stesso tempo. L'AI Act è ormai l'ambiente operativo per chiunque venda IA generica in Europa, e la Commissione ha detto di voler far rispettare obblighi specifici sui modelli più potenti o rischiosi. Ma l'AI Act non produrrà da solo le scaleup, il capitale di fase avanzata o la semplicità giuridica transfrontaliera che i fondatori europei chiedono da tempo.

È su questo secondo fronte che si gioca la vera partita. Il 28esimo regime, EU Inc e lo sforzo di attrarre capitali sia interni sia di ritorno sono tutti tentativi di rispondere. Nessuno di essi si muove alla velocità del rilascio di un modello.

I regolatori europei hanno passato l'ultimo anno a sostenere di saper scrivere regole attente senza uccidere il mercato. I dati di mercato suggeriscono che il problema più difficile non sono mai state le regole. Era la scala.

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Fonti

1
  1. 01'Europe is not the US': Tech insiders call for smarter AI rulesEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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