Vai al contenuto
Ora nel mondoEU--:--UK--:--USA--:--CN--:--PLDEFRIT中文EN

portale su IA e tecnologiaeventi · analisi · interviste · approfondimenti tecnici

Cerca
LIVE
›

L'antitrust tech incrocia il patto sull'AI della Casa Bianca

Il 29 settembre il presidente Donald Trump ha detto di aver firmato alla Casa Bianca un accordo sull'AI "moralmente vincolante" con i leader del settore. Lo stesso giorno gli analisti di Apollo hanno avvertito che le previsioni di cassa delle aziende tech non stanno in piedi.

EconomiaAnalisiDott. Elena RicciPubblicato: 29 settembre 20265 min di letturaFonti 5
L'antitrust tech incrocia il patto sull'AI della Casa Bianca

Al pranzo hanno fatto gli onori di casa Trump e lo speaker della Camera Mike Johnson, riferisce CNBC. La lista degli invitati sembrava un appello del settore: il CEO di Anthropic Dario Amodei, Jensen Huang di Nvidia, Elon Musk di Tesla, Mark Zuckerberg di Meta, Sundar Pichai di Google, Satya Nadella di Microsoft, il fondatore di Amazon Jeff Bezos e il CEO di Palantir Alex Karp. Il nuovo CEO di Apple John Ternus non c'era, ha scritto CNBC.

Trump ha detto ai giornalisti che il documento è "moralmente vincolante" e che sta vedendo "un'enorme autoregolamentazione". L'amministrazione valuta un comitato di 10 persone per vigilare sul settore, ha aggiunto, e intende nominare uno zar dell'AI entro tre o quattro giorni. Johnson ha descritto l'accordo come una dichiarazione di principi "volontari da parte del settore".

La sostanza è questa: nessuna legge, nessun regolatore con poteri nuovi, nessun meccanismo di applicazione vincolante nel testo per come è stato descritto. Amodei, parlando fuori dalla Casa Bianca, ha detto che le regole sui rischi dell'AI sono "ancora in discussione" e che "dobbiamo lavorare tutti insieme per assicurarci di poter vincere, e di poter vincere in sicurezza". Karp ha detto a CNBC che "gli americani non vogliono regole separate per chi lavora nella tecnologia e per loro stessi".

I numeri non tornano

Lo stesso giorno Torsten Slok di Apollo Global Management ha pubblicato una nota: secondo lui la copertura di Wall Street sul tech scommette su un futuro che i suoi stessi clienti non condividono. Gli analisti azionari che seguono il settore si aspettano che il flusso di cassa operativo più che raddoppi, arrivando a circa 2.400.000.000.000 di dollari entro il 2028, con un aumento di oltre 1.200.000.000.000, si legge nella nota. Gli analisti che seguono il resto dell'S&P 500, cioè i clienti della tecnologia, si aspettano da quelle società molti meno flussi di cassa operativi.

"Entrambe le cose non possono essere vere allo stesso tempo", ha scritto Slok. O i clienti del tech genereranno molto più denaro di quanto prevedano i loro analisti, oppure le previsioni di cassa del tech sono troppo ottimistiche. La nota si chiude con la domanda ovvia: chi firmerà tutti quegli assegni per comprare i servizi di AI.

È una cornice utile per il fascicolo antitrust, perché la ragione politica per regolamentare i big tech e la ragione finanziaria dietro le loro valutazioni ora puntano in direzioni opposte. Se il lato clienti del bilancio non può finanziare la costruzione dell'AI, la crescita del settore dipende dal consolidamento, dal potere di fissare i prezzi o da entrambi. Ed è esattamente ciò su cui le autorità di concorrenza girano intorno da anni.

Dove sta davvero l'applicazione

Il dossier non contiene una nuova sentenza antitrust datata questa settimana. Le tappe giuridiche più recenti del filone sono più vecchie: un giudice ha stabilito che Google ha violato la legge antitrust nel caso dell'ad tech, poi ha permesso all'azienda di mantenere il suo scambio pubblicitario. Una sequenza riportata all'inizio di settembre e ripresa dalle testate fino alla fine del mese. Quell'esito, una dichiarazione di responsabilità senza cessione forzata di AdX, è lo sfondo su cui va letta la spinta all'autoregolamentazione di questa settimana.

Il Congresso non sta fermo. Nelle ultime settimane sono stati presentati diversi disegni di legge sia alla Camera sia al Senato, ha notato CNBC, e la deputata Khanna ha proposto di vietare l'AI che migliora se stessa. La Florida ha chiesto a un tribunale di bloccare OpenAI dallo sviluppo di nuovi modelli e vuole vietare a ChatGPT di comportarsi come una persona, secondo Politico e The Verge, come riassunto nella newsletter Download del 29 settembre di MIT Technology Review.

Sono vie statali e legislative attorno a una posizione federale che, a martedì, resta volontaria. Il divario conta: l'incontro alla Casa Bianca non ha prodotto nessun organo di applicazione con potere di citazione, solo un possibile comitato di 10 persone e la promessa di uno zar dell'AI.

La pressione sulla sicurezza arriva dai laboratori

La proposta di autoregolamentazione arriva in una settimana scomoda per le aziende che la sottoscrivono. OpenAI ha rinviato il rilascio del modello GPT-6.1 Astra per preoccupazioni sulla sicurezza, dicendo che "non ha raggiunto del tutto l'asticella", secondo la copertura della BBC citata da MIT Technology Review. L'azienda si è anche scusata per quello che ha definito un "nuovo tipo di incidente informatico" in Australia, ha riferito il Guardian. E il documento di quotazione di Anthropic avverte che l'AI potrebbe minacciare l'umanità, secondo il Financial Times.

MIT Technology Review, della stessa casa editrice di The Register, ha anche segnalato una disputa sulla presunta prima scoperta del laboratorio di biologia molecolare di Anthropic: i suoi agenti di AI hanno individuato un pattern non catalogato attorno a un enzima, "simile" al lavoro che ha portato a CRISPR. I biologi hanno replicato. Uno ha detto che il suo team aveva già trovato lo stesso pattern, sollevando dubbi sul fatto che il sistema di Anthropic avesse imparato dalle sue conversazioni con Claude.

Niente di tutto questo è diritto antitrust. È però il clima reputazionale in cui si costruiscono gli argomenti antitrust, e non è mai stato così brutto. Quando i laboratori più grandi chiedono pubblicamente un rallentamento e un procuratore generale statale chiede a un tribunale di fermare il rilascio di un modello, una dichiarazione di principi volontaria sembra meno un accordo regolatorio e più un segnaposto.

Cosa tenere d'occhio

Ci sono due orologi in corsa. Il primo è la nomina dello zar dell'AI, che secondo Trump sarebbe arrivata entro tre o quattro giorni da martedì, quindi entro la fine di questa settimana. Il secondo è la questione del flusso di cassa nella nota di Apollo, che si risolve nell'arco di trimestri, non di giorni, e determina se il settore ha bisogno di quel potere di fissare i prezzi che le autorità antitrust stanno cercando di limitare.

Nel frattempo la pressione da fuori Washington continua a crescere. Il 29 settembre Consumer Reports ha pubblicato uno studio della Northeastern University: 21 veicoli testati e le loro app inviavano dati sulla posizione, numeri di telaio e altri identificatori ad Amazon, Google, Meta, Microsoft, Pinterest, Snap e Yahoo, con quasi un quarto delle app che trasmetteva informazioni personali identificabili. Sarah Elizabeth Gillespie, coautrice dello studio, ha detto: "Non sembra che un cliente possa comprare un'auto nuova che non lo tracci."

I flussi di dati non sono la stessa cosa del potere di mercato, e uno studio sulla privacy non è un caso antitrust. Alimentano però lo stesso argomento politico: una manciata di aziende sta tra i consumatori e i prodotti che usano, e gli impegni volontari non hanno cambiato la situazione. Il pranzo alla Casa Bianca ha risposto a una domanda diversa, se il settore avrebbe accettato una supervisione formale. Agli atti di martedì, la risposta è stata no.

Commenti 0

Fonti

5
  1. 01Trump says he and tech leaders signed AI agreement that is 'morally binding'EN
  2. 02Tech's Trillion-Dollar Internal InconsistencyEN
  3. 03The Download: climate tech companies to watch and AI's discovery problemEN
  4. 04Your Car Is Sharing Data With Big Tech Companies, Study FindsEN
  5. 05These Tech Workers Made ChatGPT Drive a Toyota CorollaEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

Redazione →

Commenti

0
  1. Nessun commento — sii il primo.

Scrivi un commento

I commenti sono pubblici. Non pubblichiamo insulti, spam né pubblicità.