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L'Armenia: le cause con l'Azerbaigian potrebbero essere ritirate dopo l'accordo di pace

L'Armenia e l'Azerbaigian potrebbero ritirare le rispettive cause davanti ai tribunali internazionali una volta concluso l'accordo di pace, ha detto il 3 novembre il capo di gabinetto di Pashinyan. Un'esperta di diritto internazionale avverte però che solo i tribunali possono chiudere i procedimenti e che il ritiro consoliderebbe l'impunità.

MondoNotiziaDott. Elena RicciPubblicato: 5 novembre 20263 min di letturaFonti 11
L'Armenia: le cause con l'Azerbaigian potrebbero essere ritirate dopo l'accordo di pace

L'Armenia e l'Azerbaigian potrebbero ritirare le cause che li oppongono davanti ai tribunali internazionali una volta concluso l'accordo di pace. Lo ha detto il 3 novembre il capo di gabinetto del primo ministro Nikol Pashinyan.

"Naturalmente, il ritiro delle cause può far parte del processo di pace", ha dichiarato Lilit Makunts ai giornalisti.

L'articolo XV dell'accordo siglato impone alle due parti di ritirare, respingere o comunque chiudere entro un mese dall'entrata in vigore tutte le rivendicazioni e i procedimenti interstatali legati a questioni precedenti alla firma. Secondo CIVILNET, la clausola è stata inserita su insistenza dell'Azerbaigian.

A cosa li vincola il testo

La sigla a Washington ha confermato la formulazione, ma non rende l'accordo giuridicamente vincolante. Entrambi i paesi devono ancora firmarlo e ratificarlo. Pashinyan il 3 novembre ha detto che i ministri degli Esteri hanno siglato il testo e che "ora dobbiamo firmare l'accordo e ratificarlo".

Siranush Sahakyan, esperta di diritto internazionale che rappresenta gli interessi dei prigionieri armeni davanti alla Corte europea di giustizia, ha affermato che la clausola "è già diventata un obbligo convenzionale" perché compare esplicitamente nel testo siglato. È la sua lettura di un testo che le parti hanno accettato ma che non è ancora in vigore. Secondo l'esperta, le parti si impegnano anche a non intervenire in altri procedimenti come terzi e a non presentare nuove rivendicazioni su controversie anteriori all'accordo.

Sahakyan avverte che ritirare le cause porrebbe fine alla ricerca di giustizia. "L'Azerbaigian cerca in sostanza di legittimare i crimini internazionali commessi contro gli armeni etnici assicurandosi l'impunità", ha detto. Ha aggiunto che l'assenza di responsabilità potrebbe favorire nuove violazioni, perché uno degli scopi della giustizia internazionale è prevenire crimini futuri.

Le cause in gioco

L'Armenia e l'Azerbaigian hanno presentato ricorsi reciproci per misure provvisorie alla Corte europea dei diritti dell'uomo durante la guerra del Nagorno-Karabakh del 2.020. I ricorsi sono stati depositati il 27 settembre e il 27 ottobre. In seguito l'Armenia ha chiesto misure sul corridoio di Lachin.

Nel settembre 2.021 i due paesi hanno presentato cause reciproche alla Corte internazionale di giustizia, accusandosi a vicenda di violare la convenzione sulla discriminazione razziale.

Il ricorso dell'Armenia denunciava discriminazioni sistemiche e uccisioni di massa. Il controricorso dell'Azerbaigian, depositato una settimana dopo, parlava di pulizia etnica e incitamento all'odio. Entrambe le cause sono ancora pendenti.

Secondo Sahakyan la clausola va oltre i fascicoli aperti: vieta anche nuove rivendicazioni su controversie più antiche e impedisce a ciascuna parte di intervenire come terzo in altri procedimenti. Ha detto che non è chiaro lo stato della causa separata dell'Armenia contro la Turchia, che riguarda la guerra del 2.020.

Perché il ritiro potrebbe non chiudere una causa

"Gli Stati possono dichiarare l'intenzione di ritirarsi dai procedimenti interstatali, ma le cause già avviate possono essere chiuse solo con una decisione del tribunale", ha detto Sahakyan. Ha aggiunto che i precedenti sono troppo pochi per prevedere come si pronuncerebbero i tribunali internazionali.

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha mantenuto aperte alcune cause dopo il ritiro dei singoli ricorrenti, quando ha ritenuto che gli interessi della giustizia e la tutela dei diritti umani richiedessero un esame ulteriore. Secondo Sahakyan la stessa logica potrebbe valere per i cittadini armeni i cui diritti non sono stati ripristinati, e la Corte potrebbe decidere di non archiviare.

Cosa succede ora

Pashinyan il 3 novembre ha detto che la pace con l'Azerbaigian "è diventata una realtà sul terreno" dopo gli accordi di Washington dell'8 agosto 2.025, ma che va ancora formalizzata sul piano giuridico.

Il ministro degli Esteri azero Jeyhun Bayramov, al vertice dell'Organizzazione degli Stati Turchi ad Ankara, ha detto che Baku si aspetta che l'Armenia compia i passi politici e giuridici necessari alla firma.

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Fonti

11
  1. 01Azerbaijan Wants Impunity by Forcing Withdrawal of International Lawsuits, Legal Expert SaysEN
  2. 02Sahakyan warns of serious risks in withdrawing Armenia-Azerbaijan lawsuits (PAN.am)EN
  3. 03Armenia confirms it is ready for reciprocal withdrawal of lawsuits after peace deal with BakuEN
  4. 04Pashinyan: Azerbaijan and Armenia have already established peace, now it needs to be consolidatedEN
  5. 05Bayramov: Azerbaijan awaits Armenian steps to sign peace agreementEN
  6. 06Mirzoyan Rejects Possibility of New Preconditions for Armenia-Azerbaijan Peace AgreementEN
  7. 07Forest destruction tests Armenia-Azerbaijan peace push - eNCAEN
  8. 08Armenia to begin designing Trump Route infrastructure, Pashinyan says - OC MediaEN
  9. 09Armenia’s TRIPP debate exposes contradictions of its regional isolation - AzerNewsEN
  10. 10Yerevan ratifies TRIPP, lacks two-thirds for constitutional changes - The Armenian WeeklyEN
  11. 11Armenia ratifies agreement on TRIPP projectEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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