La Cina stringe i controlli sull'export tecnologico, l'Occidente ripensa i trasferimenti
La Cina vuole aggiungere controlli sull'esportazione della tecnologia per preparare i materiali catodici delle batterie e inasprire le restrizioni sull'estrazione di gallio e litio. Lo prevede un avviso del ministero del Commercio del 2 gennaio 2025, che ha aperto una consultazione pubblica fino al 1 febbraio.

L'avviso, riportato dal China Daily il 4 gennaio, aggiungerebbe una voce al catalogo delle tecnologie soggette a divieti o restrizioni all'esportazione, ne rivedrebbe una e ne eliminerebbe tre. Pechino presenta l'adeguamento come un allineamento alla prassi internazionale. Ad avviarlo sono stati il ministero del Commercio e il ministero della Scienza e della Tecnologia.
Ding Rijia, professore di economia industriale alla China University of Mining and Technology di Pechino, ha spiegato al China Daily che la revisione punta a tenere insieme due esigenze: proteggere le tecnologie critiche e le risorse minerarie, senza chiudersi all'innovazione e agli scambi globali. Cui Fan, professore di commercio internazionale alla University of International Business and Economics, ha aggiunto che le aziende straniere possono ancora accedere alle tecnologie in elenco ottenendo un'autorizzazione all'esportazione dal governo cinese.
Questo è il lato cinese di una stretta che corre in due direzioni. Anche l'Occidente si muove, e non solo con i controlli sulle esportazioni.
Un'analisi del CSIS sostiene che le misure di negazione della tecnologia, come i controlli sulle esportazioni, da sole non bastano. Il documento afferma che il vantaggio maggiore verrebbe da un approccio collettivo: negare alla Cina la capacità di esportare prodotti ottenuti con tecnologia acquisita illecitamente, affiancandovi una diplomazia costante. Raccomanda di estendere ad altre tecnologie la logica del "fornitore affidabile" sviluppata durante il dibattito sul 5G e di creare meccanismi per chiamare la Cina a rispondere delle sue azioni.
Il CSIS indica quattro presupposti alla base delle sue raccomandazioni. La Cina resterà un concorrente e ignorerà le norme internazionali quando le farà comodo. Nessuna delle due parti può disaccoppiarsi, perché l'economia globale è troppo interconnessa. La Cina avanzerà tecnologicamente a prescindere dai vincoli occidentali, e al massimo l'Occidente può rallentare quel progresso. La sfiducia globale verso la Cina continuerà a crescere, anche se non ancora abbastanza da contrastare l'influenza e gli incentivi cinesi in molti Paesi.
Sul fronte legislativo, il deputato Mark Green (R-TN-7) ha presentato il China Technology Transfer Control Act il 7 febbraio 2025, secondo un'analisi pubblicata sul blog commerciale dello studio legale Husch Blackwell. Il disegno di legge limiterebbe le esportazioni verso la Cina di "tecnologie di interesse nazionale" e proprietà intellettuale. Rientrano nel testo le tecnologie che contribuiscono in modo significativo al potenziale militare cinese, quelle usate dal governo cinese per violare i diritti umani o le libertà religiose e i componenti di prodotti sostenuti nell'ambito di Made in China 2025.
Il testo imporrebbe inoltre al presidente di applicare sanzioni con congelamento degli asset a persone straniere che vendono alla Cina o acquistano dalla Cina uno di questi elementi. Le sanzioni colpirebbero anche persone cinesi che li usano consapevolmente dopo averli ricevuti in violazione dei controlli statunitensi sulle esportazioni. Versioni del disegno di legge sono state presentate negli ultimi tre Congressi e non sono andate oltre la fase di commissione.
Il regime cinese non riguarda solo le restrizioni in uscita. Una revisione separata di China Gateway 360 rileva che le Regolazioni rivedute sull'importazione e l'esportazione di tecnologia sono entrate in vigore a gennaio 2025, il primo aggiornamento importante dal 2002. Il catalogo delle tecnologie soggette a restrizioni è passato da 182 categorie nel 2023 a 346 nel 2025, con un aumento del 90 per cento. Le sanzioni per la non conformità sono salite da un massimo di 500.000 RMB a 2.500.000 RMB.
In base a queste regole, le licenze firmate prima di gennaio 2025 devono essere registrate di nuovo entro luglio 2025, altrimenti vengono automaticamente sospese. Gli accordi di licenza per le tecnologie soggette a restrizioni sono limitati a 10 anni, rinnovi compresi. La pubblicazione afferma che stime di settore indicano che almeno il 60 per cento degli accordi di licenza preesistenti manca delle clausole di sub-licenza richieste.
Entrambe le direzioni della politica ora trattano il trasferimento di tecnologia come una questione di sicurezza, non commerciale. Il test di breve periodo è se tutto questo produrrà un cambiamento misurabile, o solo più carte su entrambi i fronti.
Fonti
4- 01Nation plans tech export rule changes - Chinadaily.com.cnEN
- 02Rethinking Technology Transfer Policy toward China - CSISEN
- 03China Technology Transfer Control Act Introduced to Strengthen Export Controls vis-à-vis ChinaEN
- 04China's Updated Technology Import and Export Regulations ReviewEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
Commenti
0- Nessun commento — sii il primo.