I ministri di Cambogia e Thailandia si incontrano in Cina, nessun risultato annunciato sul confine
La Cina ha aperto il 4 novembre l'undicesima riunione dei ministri degli Esteri della cooperazione Mekong-Lancang. C'erano Prak Sokhonn per la Cambogia e Sihasak Phuangketkeow per la Thailandia. Non è stato annunciato alcun esito ufficiale e più di 20.000 cambogiani restano sfollati lungo il confine.

Colloqui in Cina, nessun risultato annunciato
La riunione si è aperta sul tema "Rafforzare la costruzione di una comunità con un futuro condiviso: avviare un nuovo capitolo per il Mekong-Lancang 2.0".
Un comunicato del ministero degli Esteri cambogiano non dice se la disputa di confine sia stata sollevata. Prak Sokhonn ha usato il suo intervento per celebrare dieci anni di cooperazione e per fissare le priorità del Mekong-Lancang 2.0: mantenere la pace, gestire le risorse idriche, combattere la criminalità transnazionale e rafforzare i legami tra i popoli. Alla riunione hanno partecipato anche i ministri di Laos, Myanmar e Vietnam.
Kin Phea, direttore generale dell'Istituto di relazioni internazionali della Royal Academy of Cambodia, ritiene che il ministro degli Esteri cambogiano abbia sollevato davvero la questione del confine, perché pace e stabilità rientrano tra gli obiettivi del quadro. I ministri degli Esteri dei tre Paesi si erano già incontrati nel dicembre 2025 all'incontro di Fuxian, nella provincia dello Yunnan, da cui era emerso il consenso di Fuxian. Secondo Phea, la riunione attuale potrebbe offrire un'altra occasione di dialogo.
Il giorno prima della riunione, il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul ha dichiarato che il suo governo non cercherà di ripristinare rapporti normali con la Cambogia, citando dispute sui confini terrestri e marittimi e preoccupazioni per la sicurezza. Phea ha affermato che la posizione di Anutin serve ai suoi interessi politici e che il partito al governo Bhumjaithai ha tratto vantaggio dal crescente sentimento nazionalista in Thailandia.
I numeri degli sfollati non coincidono
Il ministero della Difesa cambogiano ha reso noto il 3 novembre che 7.873 persone di 1.869 famiglie, tra cui 1.847 bambini, non possono ancora tornare a casa vicino al posto di controllo di Boeung Trakuon, nella provincia di Banteay Meanchey. Quel dato riguarda una sola area; secondo la Cambogia, più di 20.000 persone restano sfollate lungo l'intera frontiera.
Le cifre sono state diffuse mentre la squadra di osservatori dell'ASEAN visitava la zona. Il ministero ha contato più di 10 mesi di sfollamento dal cessate il fuoco concordato dai vicini il 27 dicembre 2025 dopo scontri mortali. Phnom Penh ha sostenuto che, dalla tregua, le truppe thailandesi hanno installato filo spinato, scavato trincee, costruito fortificazioni e danneggiato proprietà civili.
La Thailandia ha respinto accuse simili la settimana precedente, affermando che le sue barriere sono misure di sicurezza all'interno di un territorio che rivendica. Il maggiore generale Winthai Suvaree, portavoce dell'esercito thailandese, ha detto che le truppe non sono state schierate per stabilire una nuova linea di confine. Ha indicato in circa 4.600 il numero di persone legate a tre aree di confine. I due conteggi non sono direttamente confrontabili: quello thailandese riguarda tre comunità esaminate, mentre la cifra cambogiana di oltre 20.000 si riferisce all'intera frontiera. Il ministro della Difesa thailandese Adul Boonthumjaroen ha dichiarato il 2 novembre che le discussioni a livello militare proseguono.
I campi diventano permanenti
Il primo ministro Hun Manet ha annunciato il 30 ottobre che i sei villaggi di attesa, che ospitano circa 21.000 sfollati, diventeranno insediamenti permanenti. L'annuncio è arrivato durante una cerimonia per la distribuzione di semi di riso e cibo alle famiglie colpite dalle inondazioni nella provincia di Battambang.
Circa 10.000 delle persone nei campi sono donne e 6.000 sono bambini, ha riferito UCA News. In pochi mesi sono sorte quasi 6.000 case, tra cui circa 3.000 nella provincia di Banteay Meanchey e altre a Oddar Meanchey e Preah Vihear. I residenti riceveranno la piena proprietà delle loro abitazioni e un appezzamento di terreno su circa 400 ettari di campi. Il governo ha anche avviato programmi di sostentamento, tra cui la coltivazione di ortaggi, l'allevamento e piccole imprese.
UCA News ha riferito che, per molti sfollati, accettare titoli permanenti significa ammettere la perdita delle terre ancestrali e dei mezzi di sussistenza che le forze thailandesi occupano ancora.
Hun Manet ha detto che i villaggi resteranno anche se la disputa sarà risolta e le persone torneranno sulle loro terre d'origine, perché parte del terreno è già stata assegnata.
Ha respinto l'idea che cercare una soluzione pacifica equivalga a debolezza. "Chi vuole chiamarci codardi lo faccia", ha detto. "Non stiamo fuggendo dal problema". Thong Mengdavid, docente alla Royal University of Phnom Penh, ha detto a UCA News che i villaggi sono una risposta pratica alla realtà del confine, ma un compromesso doloroso più che un rimedio completo.
Perché Bangkok tiene chiusi i valichi
Il primo ministro Anutin Charnvirakul ha dichiarato il 31 ottobre che i valichi non riapriranno finché non saranno affrontate le preoccupazioni thailandesi in materia di sicurezza e territorio. "Non so ancora quando li riapriremo", ha detto. In un intervento televisivo del 1 novembre ha affermato di non avere una tempistica per la riapertura del confine, ha riferito UCA News.
Ha elencato tra le questioni irrisolte le aree terrestri e marittime contese che contengono risorse naturali, oltre alla criminalità transfrontaliera, comprese le operazioni di truffa online. Ha detto che ripristinare i rapporti richiederà di ricostruire la fiducia e che la sicurezza nazionale deve avere la precedenza sull'attività economica.
Anutin ha citato la criminalità transfrontaliera, comprese le truffe online, come motivo per tenere chiusi i valichi. Un rapporto di Amnesty International di questo mese ha collegato cinque società di sicurezza cambogiane a complessi di truffa, conclusioni che potrebbero pesare su Phnom Penh mentre preme per la riapertura del commercio.
Amnesty ha intervistato più di 150 sopravvissuti da 86 complessi e ha usato più di 25.000 video e foto dai profili social delle guardie, immagini satellitari e documenti societari. Ha affermato che le società sono legate a uomini d'affari con legami politici e a membri dell'esercito e della polizia cambogiani in almeno 22 complessi. Ha fatto i nomi di Leap Somnang Security, Security Response, ZD Security, Dara Security Service e Best (Cambodia) Security Service, chiedendo un'indagine.
Cosa succede ora
Resta aperto se la disputa di confine sia stata discussa formalmente alla riunione Mekong-Lancang. La dichiarazione di cessate il fuoco del 27 dicembre 2025 chiedeva a entrambe le parti di mantenere gli schieramenti esistenti, evitare provocazioni e riprendere rilievi e demarcazione tramite la Commissione congiunta sui confini.
Hun Manet ha detto che la Cambogia continuerà a perseguire negoziati diplomatici e meccanismi legali invece di una nuova contrapposizione militare. La Cambogia ospita a metà novembre il vertice della Francofonia dei Paesi di lingua francese.
Fonti
13- 01Can China support Cambodia-Thailand border talks through Mekong-Lancang cooperation?EN
- 02Nearly 8,000 Cambodians remain displaced along Thai border despite ceasefire, Cambodia saysEN
- 03Cambodia makes 'waiting villages' permanent amid border stalemateEN
- 04Cambodian PM pledges permanent status for 'waiting villages', even after border dispute resolutionEN
- 05Thailand-Cambodia border to stay shut until demands metEN
- 06Thai army rejects Cambodia's claims over border barriers and displaced residentsEN
- 07Rights Groups Links Cambodian Security Companies to Scam CompoundsEN
- 08Is Thailand Waging Its Own ‘Three Warfares’ Against Cambodia? – OpEd - Eurasia ReviewEN
- 09Cambodia, Denmark Pledge to Strengthen Ties - CambodianessEN
- 10Leapmotor launches A10 in Thailand, with updated C10 to follow this yearEN
- 11EU lawmakers slam new border force powers to surveil social mediaEN
- 12Thailand hits back at Cambodia over two templesEN
- 13Thailand tightens checks on cash deposits over 5 million baht - ThaigerEN
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