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In Sudan la carenza di carburante fa salire il costo degli aiuti contro la fame

La carenza di benzina e diesel in Sudan sta facendo salire il costo degli interventi di soccorso in un paese dove quasi 19.500.000 persone, più del 40% della popolazione, soffrono di insicurezza alimentare acuta, ha riferito il Rio Times il 6 novembre.

MondoNotiziaDott. Elena RicciPubblicato: 7 novembre 20265 min di letturaFonti 15
In Sudan la carenza di carburante fa salire il costo degli aiuti contro la fame

La carenza di carburante rallenta le consegne di cibo e medicine

A metà settembre 2026 i distributori di Khartoum chiudevano per mancanza di benzina e diesel, e nessun rapporto successivo indica che la carenza sia finita. I camion portano cibo e medicine alle famiglie sfollate, le pompe a diesel sollevano l'acqua verso i campi. Senza carburante si fermano entrambe le cose.

Il paese è diviso tra le Forze armate sudanesi (SAF) e le Forze di supporto rapido (RSF). Una valuta debole rende caro il carburante importato, e la carenza rallenta le consegne a persone che hanno già poco. I soccorsi dipendono dai donatori internazionali, quindi ogni carenza fa salire il costo di qualsiasi intervento.

Il carburante scarso aumenta il costo di ogni consegna e può significare che meno persone ricevono da mangiare. Resta da sapere quanto carburante ha in scorta il Sudan, quando arriveranno nuove forniture a Port Sudan e quale quota delle consegne di aiuti si sia fermata per la carenza.

Due camion noleggiati dal Programma alimentare mondiale (WFP) sono finiti sotto il fuoco il 2 e 3 ottobre 2026, e almeno una persona è morta. All'8 ottobre era finanziato meno della metà dell'appello umanitario per il Sudan, ha riferito il Rio Times.

Il monitor della fame cita Darfur e Kordofan

L'Integrated Food Security Phase Classification (IPC), un sistema di monitoraggio della fame sostenuto dalle Nazioni Unite, ha avvertito lunedì 12 ottobre 2026 che il rischio di carestia cresce nel Darfur settentrionale e nel Kordofan settentrionale. Secondo l'IPC una siccità grave legata a El Niño copre ormai più della metà del paese. Nel Darfur del Nord il 64% dei terreni coltivati mostra una crescita delle piante scarsa.

Da febbraio a maggio 2026 l'IPC ha contato quasi 19.500.000 persone, più del 40% della popolazione sudanese, in insicurezza alimentare acuta, tra cui 135.000 in Fase 5, il livello più grave. In una dichiarazione congiunta 32 paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania, hanno citato le valutazioni dell'IPC e indicato la cifra in circa il 41% della popolazione, affermando che quasi 5.000.000 di persone vivono a livello di emergenza. I firmatari hanno avvertito che senza un intervento urgente il numero di bambini con malnutrizione acuta grave potrebbe superare 825.000 nel corso del 2026.

L'IPC aveva già avvertito che le condizioni di carestia potrebbero emergere o peggiorare in parti del Darfur del Nord, del Darfur del Sud e del Kordofan del Sud se l'accesso umanitario resta limitato e i combattimenti continuano. In molte parti del paese gli agricoltori non hanno potuto coltivare né raccogliere per via dei combattimenti, e la siccità prolungata ha ridotto ulteriormente i raccolti, si legge nella dichiarazione congiunta.

Convogli attaccati e accessi ostruiti

Il 3 settembre 2026 la Sudan Doctors Network ha riferito che le RSF hanno attaccato un convoglio di aiuti umanitari dell'ONU a Dilling mentre era diretto a Kadugli, capoluogo del Kordofan del Sud. Una persona è stata uccisa e due autisti di camion sono rimasti feriti. Il convoglio trasportava aiuti per più di 5.000 civili a corto di cibo e medicine.

Il gruppo ha definito l'attacco parte di una serie ricorrente di colpi delle RSF contro i convogli di aiuti e di ostacoli all'assistenza, e ha affermato che simili attacchi violano il diritto internazionale umanitario. L'Ufficio ONU per il coordinamento degli affari umanitari ha parlato di condizioni estremamente pericolose a Kadugli e Dilling, citando consegne di aiuti interrotte e attacchi ai convogli di soccorso.

Il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha condannato gli attacchi attribuiti alle RSF e le violazioni contro i civili, chiedendo che i responsabili rispondano delle proprie azioni e la fine immediata delle ostilità. L'ONU ha anche riferito che 1.100 civili sono stati uccisi in attacchi con droni in tutto il Sudan tra gennaio e giugno 2026, ha riportato l'agenzia Anadolu.

Anche le SAF ostacolano gli aiuti. Brookings descrive la Commissione sudanese per gli aiuti umanitari come un "muro nascosto" che crea giri burocratici a vuoto. L'esercito ha negato l'accesso appellandosi alla sovranità, ha cercato di ostacolare le ricerche sulla carestia e ha rifiutato i visti agli operatori umanitari. In alcune zone la commissione ha tentato di controllare le Emergency Relief Rooms, una rete di base che gestisce mense popolari. Cellule legate ai servizi di intelligence delle SAF e milizie islamiste vicine alle SAF hanno minacciato, fermato e ucciso i suoi attivisti. Le SAF sono state sanzionate per l'uso di armi chimiche e per gli attacchi ai mercati civili, aggiunge l'analisi.

Nel Darfur del Nord le RSF hanno preso el-Fasher nell'ottobre 2025. Brookings ha riferito che i combattenti hanno poi ucciso o rapito 460 tra operatori sanitari, pazienti e altre persone nell'ultimo ospedale funzionante della città. Le RSF bloccano ancora gli aiuti umanitari ai residenti rimasti. Due giorni dopo la caduta della città, le autorità di Port Sudan hanno ordinato l'espulsione di due alti funzionari del WFP.

Khartoum respinge gli avvertimenti sulla carestia

Il ministero degli Esteri sudanese respinge le valutazioni internazionali. Afferma che le riserve alimentari strategiche e l'attività agricola in corso bastano a coprire il fabbisogno interno.

Il ministero ha riconosciuto che la guerra ha portato al saccheggio delle scorte alimentari strategiche e a danni alle infrastrutture, ma ha sostenuto che il paese ha evitato la carestia nonostante queste difficoltà. Si è impegnato a continuare a facilitare le consegne di aiuti in tutto il Sudan, comprese le aree controllate dalle RSF, precisando però che l'assistenza non deve essere sfruttata per finanziare o rafforzare il gruppo armato. Ha anche sostenuto che le proposte di cessate il fuoco umanitario potrebbero permettere alle RSF di riorganizzarsi e rafforzare le proprie posizioni.

I 32 paesi hanno chiesto un accesso umanitario senza restrizioni attraverso le linee del fronte e i valichi di confine e più fondi per le operazioni di soccorso.

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Fonti

15
  1. 01Sudan Fuel Shortage Deepens Hunger RiskEN
  2. 0232 countries warn of famine risk as 19.5 million face hunger in SudanEN
  3. 03RSF targets UN aid convoy in Sudan's South Kordofan, killing 1, injuring 2: ReportEN
  4. 04UN warns of famine risk and war crimes as Sudan conflict intensifiesEN
  5. 05Sudan's deadly divide: The RSF and SAF's reign of terrorEN
  6. 06Amazon set to deploy more than 3,000 TATA electric delivery trucksEN
  7. 072026 WTA Finals: Can US relocation deliver the ‘Super Bowl of tennis’ after Saudi exit?EN
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  14. 14Huawei HIMA October deliveries halve, pushing year-to-date total into declineEN
  15. 15Sudan lodges UN, AU complaints against Ethiopia over drone attacks - Yeni Şafak EnglishEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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