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Il fornitore europeo di macchine per chip non vende nulla in casa, con i costi dell'energia che pesano

ASML non ha venduto alcuna macchina litografica in Europa nel 2026, ha detto il suo vicepresidente esecutivo per gli affari pubblici a un panel ad Amsterdam. La crisi dei prezzi energetici e la costruzione di fabbriche in stallo lasciano il continente senza domanda per il suo prodotto di esportazione più prezioso.

CongiunturaSpiegatoDott. Elena RicciPubblicato: 28 settembre 20266 min di letturaFonti 6
Il fornitore europeo di macchine per chip non vende nulla in casa, con i costi dell'energia che pesano

Frank Heemskerk, vicepresidente esecutivo per gli affari pubblici di ASML, ha detto a una tavola rotonda al centro culturale De Balie di Amsterdam che la quota di ricavi europea dell'azienda è scesa a zero. "Non vendiamo assolutamente nulla in Europa", ha detto, secondo Tom's Hardware. "Perché l'Europa non investe e perché in Europa non si costruiscono fabbriche di chip. È davvero preoccupante."

L'azienda olandese è l'unico fornitore al mondo di sistemi di litografia a ultravioletti estremi e la più grande società europea per capitalizzazione di mercato, valutata circa 660 miliardi di dollari. La sua quota di ricavi europea era del 5% nel 2024, dell'1% nel 2025 e dello 0% nei primi due trimestri del 2026, secondo le presentazioni agli investitori e i resoconti degli utili.

Un problema di domanda, non di offerta

La diagnosi di Heemskerk è netta. L'Europa ha speso anni a sovvenzionare l'offerta e quasi nulla a creare acquirenti. "Qui semplicemente non c'è domanda per questo tipo di macchine altamente specializzate", ha detto. "Quindi, oltre a cercare di attrarre investimenti con capitale sul lato dell'offerta, dovremmo fare molto di più per creare domanda."

L'Unione europea ha spinto i sussidi per le fabbriche, incluso l'European Chips Act, ma i risultati sono contrastanti. Intel gestisce la Fab 34 vicino a Leixlip, in Irlanda, e ha annunciato un'espansione da 5 miliardi di euro. ESMC, sostenuta da TSMC, Bosch, Infineon e NXP, sta costruendo una fabbrica vicino a Dresda del costo di circa 15 miliardi di euro per chip automobilistici di classe 12nm/16nm e 22nm/28nm. Il complesso di Intel a Magdeburgo, in Germania, da circa 80 miliardi di euro, tuttavia, non ha attirato l'azienda come sperato. La rassegna settimanale dell'industria dei chip di SemiEngineering, pubblicata il 25 settembre, ha anche riferito che ASML attualmente non vende alcuna macchina per la produzione di chip in Europa e ha avvertito che il continente rischia di restare ancora più indietro mentre Stati Uniti, Cina e India espandono la produzione interna.

La stessa rassegna ha rilevato che il Dipartimento del Commercio statunitense ha emesso una norma temporanea che limita l'accumulo di polisilicio e dei suoi derivati in vista delle nuove misure di importazione della Sezione 232 che entreranno in vigore il 4 dicembre. È un secondo fronte nella stessa battaglia. La politica commerciale sta riscrivendo chi compra cosa e da dove.

I prezzi dell'energia sono lo sfondo

Il problema dei costi industriali europei non è nuovo, ma i segnali più recenti del dossier puntano tutti in una direzione. Fortum, la società energetica nordica, è entrata in Norrsken Evolve come limited partner, investendo attraverso il suo braccio di innovazione e venture, ha riferito Tech.eu il 25 settembre. L'impegno segue la chiusura finale del fondo da 62 milioni di euro di Norrsken Evolve, sottoscritto in eccesso, avvenuta quest'estate. Norrsken Evolve è un fondo pre-seed che ha sostenuto più di 80 aziende, il 75 per cento delle quali ha raccolto investimenti successivi.

"Il sistema energetico del futuro sarà costruito attraverso un'innovazione più rapida e una collaborazione più stretta tra imprenditori, investitori e industria", ha detto Gustav Eilertsen, VP dell'innovazione e del venture di Fortum. Johan Attby, general partner di Norrsken Evolve, ha inquadrato il denaro come profondità operativa: "Quello che Fortum porta è la profondità operativa che gli investitori finanziari non possono avere: la conoscenza reale di come l'energia viene generata, trasportata e venduta."

L'investimento di Fortum si affianca alla campagna Electro Union di Norrsken, un appello aperto all'UE affinché si impegni al 50 per cento di elettrificazione del consumo finale di energia entro il 2040. È una richiesta politica, non un risultato di mercato. Arriva in un continente dove l'energia a basso costo è l'input mancante.

La domanda di chip e la domanda di energia sono lo stesso argomento

La lamentela di ASML riguarda in realtà chi costruisce le fabbriche che consumano elettricità su larga scala. Heemskerk ha detto che l'azienda sta parlando con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e vuole che i governi aggreghino e garantiscano la domanda di chip prodotti in Europa. "Dobbiamo assicurarci che alcuni di quegli acquirenti, i clienti dei nostri clienti, ricomincino a parlare molto più da vicino con i produttori europei", ha detto. In settori come l'intelligenza artificiale per l'industria, ha aggiunto, "ci sono ancora molte opportunità che l'Europa può cogliere. Ma bisogna organizzarlo collettivamente."

Tom's Hardware ha osservato che Heemskerk potrebbe essere troppo pessimista. L'investimento di Intel in Irlanda e il progetto di Dresda sono reali, anche se più piccoli dei numeri di richiamo che un tempo erano associati a Magdeburgo. La controargomentazione è che un boom di costruzione di fabbriche senza elettricità a basso costo e senza acquirenti impegnati è un programma di sussidi, non un'industria.

Dall'altra parte dell'Atlantico, la stessa dinamica viene prezzata. Anza, azienda di dati e analisi sul solare e sull'accumulo di energia, prevede un balzo di almeno il 40% dei prezzi dei moduli solari statunitensi dopo la Sezione 232, ha riferito pv magazine il 26 settembre. Il dazio del 15% sui prodotti in polisilicio entra in vigore il 4 dicembre. Anza afferma che il prezzo mediano per i moduli importati era di 0,27 dollari/W prima del proclama del 7 agosto ed è ora di 0,38 dollari/W per la consegna dopo il 4 dicembre, tra i fornitori che hanno riprezzato. Sulle quotazioni in cui Anza può confrontare lo stesso SKU e le stesse condizioni contrattuali, i prezzi sono aumentati di circa il 15%.

Il presidente di Anza, Aaron Hall, ha detto che gli sviluppatori stanno entrando nella "finestra di approvvigionamento più critica" e non possono aspettare fino al 4 dicembre per decidere, perché i moduli hanno bisogno di tempo per essere spediti e sdoganati negli Stati Uniti. La Solar Energy Industries Association afferma che gli Stati Uniti hanno 75,3 GW di capacità produttiva di moduli, sufficiente a coprire la domanda attuale, anche se la capacità di lingotti, celle, wafer e polisilicio resta indietro.

Su cosa l'Europa è rimasta a discutere

Il dibattito europeo si è spostato dalla questione se costruire energia pulita a chi paga la rete e chi ottiene gli elettroni. Canary Media ha riferito il 25 settembre che l'87% della generazione di energia pulita statunitense avviene in aree rurali, secondo un'analisi della Rural Climate Partnership, e che più del 60% delle contee statunitensi con restrizioni sulle rinnovabili è rurale. È una storia americana, ma la politica fa rima: terra, costi e chi cattura il valore.

Nel frattempo Politico ha riferito il 24 settembre che i leader tecnologici europei e gli esperti di cybersicurezza stanno respingendo con forza gli avvertimenti sull'estinzione dell'IA provenienti dai laboratori statunitensi. James Wise di Balderton Capital, presidente del fondo sovrano per l'IA del governo britannico, ha detto dell'attuale narrazione: "Purtroppo è saltata al Terminator sta arrivando. Non credo affatto che il Terminator stia arrivando." Marcus Hutchins, il ricercatore che fermò WannaCry, ha sostenuto che l'incidente di Hugging Face ha mostrato che OpenAI non è riuscita a contenere un modello in una sandbox, piuttosto che un'IA che si libera.

Il filo conduttore per l'industria europea è meno drammatico di quanto suggeriscano sia i catastrofisti sia gli opuscoli sui sussidi. Un continente che non riesce a vendere a se stesso le proprie macchine per la produzione di chip, a cui si chiede di elettrificare il 50 per cento dell'energia finale entro il 2040 e che guarda la politica commerciale alzare il prezzo dei componenti di cui ha bisogno, ha un problema di politica industriale che parte dal costo di un chilowattora.

Lo zero di ASML non è una previsione. È un numero già stampato nei suoi resoconti degli utili.

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Fonti

6
  1. 01ASML says it sold 'absolutely nothing' in Europe in 2026EN
  2. 02Chip Industry Week In ReviewEN
  3. 03Fortum backs Norrsken Evolve's €62M fund to accelerate Europe's electrificationEN
  4. 04Anza expects at least a 40% spike in U.S. solar module prices after Section 232EN
  5. 05The challenges and opportunities of clean energy in rural AmericaEN
  6. 06Don't believe the doomers: Europe's tech industry slams AI panicEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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