L'Australia respinge i timori sui datacentre: per i politici è un'importazione dagli Stati Uniti
Politici australiani e dirigenti dei datacentre sostengono che la crescente ostilità verso i centri dati per l'IA sia un'importazione artificiale dagli Stati Uniti. Il 26 settembre un ministro ha dichiarato: "Noi non siamo gli Stati Uniti".

La tesi, riportata da The Guardian il 26 settembre, si regge su un confronto di dimensioni. Secondo Belinda Dennett, a capo del gruppo di lobby Data Centres Australia, il paese ha 252 datacentre per 1,4 gigawatt di capacità. Gli Stati Uniti ne hanno 5.400, per 53,7 gigawatt. The Guardian precisa che i conteggi statunitensi cambiano da una misurazione all'altra.
The Guardian segnala anche ciò che Dennett ha omesso. L'Australia ha poco meno di un datacentre ogni 100.000 abitanti, contro 1,5 ogni 100.000 negli Stati Uniti. La popolazione australiana è di 28.000.000 di persone, quella statunitense di 342.700.000.
Regole e gas
Canberra si prepara a fissare norme nazionali. Il governo australiano vuole superare le competenze degli stati e vietare l'uso del gas per alimentare i datacentre. Le nuove regole obbligherebbero gli operatori a immettere nella rete tanta energia rinnovabile nuova quanta ne consumerebbe il centro. I governi statali, desiderosi di crescita economica, hanno accolto con favore gli investimenti. In alcuni casi hanno scavalcato le procedure di approvazione dei consigli locali.
Steve Dimopoulos, allora ministro per la crescita economica del Victoria, ha detto in luglio che il suo stato è secondo solo al New South Wales per numero di datacentre. Ha aggiunto che supera lo stato più popoloso d'Australia nella crescita di nuovi centri. Il risentimento, secondo lui, arriva dai social media statunitensi. "Vediamo alcuni stati americani muoversi per vietare i nuovi grandi datacentre. E quelle campagne e quei mega-sviluppi negli Stati Uniti plasmano l'opinione pubblica in Australia", ha detto. "Perché quando la vedi sul telefono, pensi che sia proprio qui, o che possa arrivare qui".
Dennett, parlando a marzo, è stata più diretta: "Il dibattito australiano sui datacentre si combatte con i fatti dell'America". Ha detto che il settore viene descritto come "vampiri energetici, divoratori d'acqua e distruttori di posti di lavoro". La maggior parte di quei titoli, ha aggiunto, nasce negli Stati Uniti, "dove il settore opera su una scala completamente diversa, con regole di mercato completamente diverse".
Dove le due parti concordano
Non tutti accettano la lettura dell'importazione. Rob Nicholls, professore e ricercatore senior associato in politiche digitali all'Università di Sydney, ha detto al Guardian che l'apporto dei social media statunitensi è "molto acceso e razionalmente fondato". La sua sintesi dell'argomento: "Aumenterà il costo dell'elettricità e aumenterà il costo dell'acqua e non ne ricavo alcun beneficio". Una posizione che lui stesso definisce razionale.
Il punto di pressione è la pipeline dei cantieri. Diversi grandi datacentre da 1 gigawatt o più sono in fase di progettazione. Video su TikTok e Instagram hanno messo in luce un centro da 2,4 gigawatt previsto nella periferia di Melbourne e un centro da 2 gigawatt alimentato a gas nel Northern Territory. Secondo Nicholls, il progetto del Northern Territory equivale al consumo annuo di elettricità di 2m famiglie. Nel Northern Territory vivono poco più di 265.000 persone.
Il dibattito australiano ha prodotto appelli a una moratoria nazionale, proteste delle comunità, tre indagini governative e quadri normativi statali, secondo il Guardian. È molta macchina politica. La capacità totale installata del mercato vale circa il 2,6% del dato statunitense citato da Dennett.
L'offerta di chip dietro l'espansione
Gli acceleratori che riempiono queste sale passano attraverso filiere che Washington cerca ancora di controllare. Il 23 settembre, Tom's Hardware ha riportato che la neocloud britannica Nscale ha costruito il proprio business su un accordo con Spring, una controllata singaporiana di ByteDance. Spring ha rappresentato 24.000.000 di dollari dei 33.000.000 di ricavi di Nscale nel 2025.
Quel contratto ha dato a Spring l'accesso a 2.304 chip Nvidia B200 nel datacentre di Nscale a Glomfjord, in Norvegia. Tom's Hardware, citando il Financial Times, ha scritto che l'accordo era legale e sfruttava le falle nei controlli statunitensi sulle esportazioni. Il dettaglio è emerso solo perché Nscale ha depositato i documenti S-1 per un'IPO negli Stati Uniti. ByteDance e Spring non compaiono nell'S-1, ma in un documento di supporto: un accordo di prestito da 105.000.000 di dollari con Macquarie. Macquarie ha chiesto a Nscale di monitorare l'uso dei chip da parte di Spring. Le ha anche chiesto di segnalare "anomalie di calcolo o configurazioni sospette" che potessero violare i controlli sulle esportazioni.
Dopo quell'accordo l'esposizione di Nvidia è cresciuta. Tom's Hardware riporta che Jensen Huang ha impegnato più di 660.000.000 di dollari in Nscale. Gli impegni di Nvidia sono poi saliti sopra 2.000.000.000 di dollari, più una garanzia di locazione da 860.000.000 di dollari per una struttura in Texas. Nscale ha poi firmato un accordo da 44.000.000.000 di dollari con Microsoft e un contratto da 45.000.000.000 di dollari con Anthropic. L'azienda afferma che Spring scenderà sotto il 20% dei ricavi.
Anche gli strumenti di progettazione cambiano
Anche il fronte del silicio si muove. La rassegna settimanale di Semiconductor Engineering, pubblicata il 25 settembre, riporta che Cadence ha rilasciato un agente per la generazione da specifica a RTL e per l'ottimizzazione PPA precoce dentro il suo ChipStack AI Super Agent. L'azienda dichiara circa il 24% in meno di area e il 18% in meno di potenza rispetto alla generazione di codice affidata a un modello di base puro. La stessa rassegna segnala l'acceleratore IA Zhenwu V900 di Alibaba, con 216GB di memoria e 1.200GB/s di larghezza di banda tra chip. Alibaba dichiara prestazioni triple rispetto al predecessore M890, con produzione di massa prevista per il primo trimestre 2027.
Sempre in quella rassegna: CXMT ha annunciato che la sua DRAM G5 di quinta generazione è entrata in produzione di massa con una nuova linea LPDDR5X. Dichiara un half-pitch dell'area attiva di 11,95nm e almeno il 50% in più di die per wafer rispetto alla generazione precedente, senza rivelare le rese effettive. Samsung, secondo il Seoul Economic Daily, prevede di almeno raddoppiare nel 2027 la produzione della famiglia HBM4. E i ricercatori di imec hanno modellato un'architettura 3D DRAM-on-GPU che ha ridotto la temperatura di picco da 121,7C a 103,4C rispetto a una base HBM-on-GPU.
Lo stesso giorno, Semiconductor Engineering ha segnalato un articolo della TU di Monaco, dell'Università di Modena e Reggio Emilia e di Applied Materials. Il titolo è "System-Technology Co-Evaluation of A7 CFET and A10 NSFET Technologies from Cell Parasitics to Chip Reliability". Gli autori descrivono un flusso che tiene conto di temperatura e invecchiamento. Collega modelli di dispositivo calibrati, generazione di celle standard, conversione da GDS a TCAD, implementazione completa da RTL a GDS per un acceleratore IA, analisi termica multifisica e valutazione dell'invecchiamento da instabilità della tensione di soglia.
Matt Graham di Cadence ha detto a Semiconductor Engineering il 24 settembre che i super agenti rappresentano "una nuova categoria di strumenti". Secondo lui la loro complessità e il loro valore potrebbero essere pari a quelli degli strumenti EDA stessi. Prith Banerjee di Synopsys ha paragonato i flussi multi-agente ai team umani. Un esperto di potenza fa clock gating, l'area cresce e interviene un esperto di area. Mo Faisal, amministratore delegato di Movellus, ha tracciato il confine senza giri di parole: "Resta nel tuo campo".
Niente di tutto questo chiude la discussione australiana. L'espansione del paese è più piccola in termini assoluti e i regolatori scrivono le regole prima che arrivino i progetti da gigawatt. I residenti vicino ai siti proposti discutono di elettricità e acqua locali, qualunque sia l'origine degli argomenti.
Fonti
5- 01Australian backlash to datacentres is faux import from US, officials say: 'We are not the United States'EN
- 02China's ByteDance gained access to over 2k Nvidia B200 chips through NorwayEN
- 03Chip Industry Week In ReviewEN
- 04Comparing A7 CFET and A10 Nanosheet FETs From Parasitics to Chip Reliability (TUM, UNIMORE, Applied Materials)EN
- 05When AI Agents Cross Chip Design SilosEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
Commenti
0- Nessun commento — sii il primo.