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L'Australia: la protesta contro i datacenter è un'importazione dagli Stati Uniti, mentre la corsa accelera

Politici e dirigenti australiani del settore sostengono che la rabbia pubblica verso i datacenter per l'AI sia un'importazione poco autentica dagli Stati Uniti. Il paese tira dritto con progetti tra cui un centro da 2,4 gigawatt previsto nell'hinterland di Melbourne.

TecnologiaAnalisiGiulia FerrariPubblicato: 28 settembre 20264 min di letturaFonti 5
L'Australia: la protesta contro i datacenter è un'importazione dagli Stati Uniti, mentre la corsa accelera

Un'inchiesta del Guardian Australia pubblicata il 26 settembre ha esposto la tesi. Descrive un dibattito nazionale passato dalle lamentele sparse alle richieste di moratoria, alle proteste delle comunità e a tre indagini governative. I governi statali vogliono crescita economica. In alcuni casi hanno scavalcato le procedure di approvazione dei consigli locali.

L'argomento dell'industria si regge sulla scala. Belinda Dennett guida il gruppo di pressione Data Centres Australia. In un discorso di marzo ha detto che gli Stati Uniti hanno 5.400 datacenter per una capacità totale di 53,7 gigawatt. L'Australia ha 252 strutture e 1,4 gigawatt. Il Guardian ha osservato che le misurazioni del numero di datacenter statunitensi variano. Ha anche rilevato che il confronto di Dennett ometteva il calcolo pro capite. L'Australia ha 28.000.000 di abitanti e poco meno di un datacenter ogni 100.000 persone. Gli Stati Uniti ne hanno 1,5 ogni 100.000, con una popolazione di 342.700.000.

Base piccola, costruzione rapida

La base è piccola, ma la pipeline no. Secondo il Guardian sono in fase di pianificazione diversi grandi datacenter da 1 gigawatt o più. Video in tendenza su TikTok e Instagram hanno acceso i riflettori su un centro da 2,4 gigawatt previsto nell'hinterland di Melbourne. Hanno puntato anche su un centro da 2 gigawatt alimentato a gas nel Territorio del Nord. Rob Nicholls è professore e ricercatore associato senior in politiche digitali all'Università di Sydney. Ha detto al giornale che il progetto del Territorio del Nord equivale al consumo elettrico annuo di 2.000.000 di famiglie. Il territorio ha poco più di 265.000 abitanti.

Canberra ha reagito annunciando l'intenzione di scavalcare gli stati e vietare l'uso del gas per alimentare i datacenter. Le regole obbligherebbero gli operatori a immettere nel sistema tanta nuova energia rinnovabile quanta ne assorbirebbe il centro. Steve Dimopoulos era allora ministro della crescita economica del Victoria. A luglio ha detto che il suo stato è secondo solo al New South Wales per numero di datacenter e lo sta superando nella crescita. Ha attribuito ai social media statunitensi la responsabilità di orientare l'opinione locale. "Non siamo gli Stati Uniti", ha detto. "I nostri sistemi di pianificazione, energia e acqua sono monitorati, gestiti e regolati con molta più attenzione."

"Il contributo dei social media dagli Stati Uniti è molto rumoroso e razionalmente fondato: 'Aumenterà il costo dell'elettricità e aumenterà il costo dell'acqua e io non ne ricavo alcun beneficio'. Ed è una posizione razionale", ha detto Nicholls.

L'argomento australiano arriva in una settimana in cui la filiera dei chip ha prodotto i propri promemoria su quanto sia diventata fisica la corsa all'AI. La rassegna settimanale di SemiEngineering, pubblicata il 25 settembre, ha segnalato che Alibaba ha presentato il suo acceleratore AI Zhenwu V900. Ha 216GB di memoria e 1.200GB/s di larghezza di banda tra chip. Alibaba dichiara tre volte le prestazioni del predecessore M890, con produzione di massa prevista per il primo trimestre del 2027. La stessa rassegna ha riportato che CXMT ha avviato la produzione di massa della DRAM G5 di quinta generazione. CXMT dichiara un half-pitch dell'area attiva di 11,95nm e almeno il 50% in più di die per wafer rispetto alla generazione precedente. Non ha reso noti i rendimenti reali di produzione.

Né la lamentela australiana è l'unico segno che i controlli sulle esportazioni stanno ridisegnando chi ottiene potenza di calcolo e dove. Tom's Hardware ha riportato il 23 settembre che Nscale, un neocloud britannico, ha tratto 24.000.000 di dollari dei suoi 33.000.000 di ricavi 2025 da Spring, una controllata di ByteDance con sede a Singapore. Il contratto dava a Spring l'accesso a 2.304 chip Nvidia B200 nel datacenter Glomfjord di Nscale in Norvegia. I dettagli sono emersi nel filing S-1 di Nscale per un'offerta pubblica iniziale negli Stati Uniti. Sono comparsi anche in un documento di supporto, un accordo di prestito da 105.000.000 di dollari con Macquarie, e non nel filing stesso. Il Financial Times ha riferito che l'accordo era legale e sfruttava scappatoie nei controlli statunitensi sulle esportazioni, secondo Tom's Hardware.

Strumenti di progettazione e i limiti dell'analogia

Reuters, citata nella stessa rassegna di SemiEngineering, ha riportato che CXMT sta preparando una linea di produzione R&D per la NAND flash a Pechino. Ha riferito che YMTC potrebbe avviare la produzione di prova di LPDDR5 già entro fine anno. I due produttori di memoria cinesi stanno entrando nei mercati tradizionali l'uno dell'altro. La rassegna riportava anche la dichiarazione di Frank Heemskerk, EVP di ASML, secondo cui l'azienda al momento non vende macchine per la produzione di chip in Europa. Ha citato investimenti insufficienti e la mancanza di nuove fabbriche.

Intanto gli strumenti che riempiono quelle fabbriche vengono essi stessi ricostruiti intorno agli agenti AI. SemiEngineering ha riportato il 24 settembre che Cadence spinge su "super agenti" che assemblano competenze in modo dinamico. Prith Banerjee di Synopsys ha paragonato i flussi di lavoro multi-agente ai team umani. Mo Faisal di Movellus ha sostenuto che la maggior parte delle aziende dovrà specializzarsi invece di far girare grandi modelli linguistici per tutto. Nulla di questo risolve la questione australiana, che riguarda energia, acqua e chi paga. Spiega solo perché l'hardware continua ad arrivare.

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Fonti

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  1. 01Australian backlash to datacentres is faux import from US, officials say: 'We are not the United States'EN
  2. 02Chip Industry Week In ReviewEN
  3. 03China's ByteDance gained access to over 2,000 Nvidia B200 chips through Norway data centerEN
  4. 04When AI Agents Cross Chip Design SilosEN
  5. 05Comparing A7 CFET and A10 Nanosheet FETs From Parasitics to Chip Reliability (TUM, UNIMORE, Applied Materials)EN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Giulia Ferrari

Giulia Ferrari

IA, modelli e tecnologie

Giulia Ferrari scrive di tecnologia, IA e modelli e media e internet per FLASH24, partendo da dataset pubblici, preprint e registri di versioni dei modelli. Controlla ogni numero confrontando benchmark dichiarati e risultati riproducibili, e scarta le stime senza fonte. Segue le audizioni in calendario, parla con ricercatori e ingegneri, e mette a confronto release e changelog prima di pubblicare. Fuori dalla redazione smonta stampanti 3D, recupera vecchi computer e studia come i modelli imparano dai rifiuti del web. Non pubblica un dato se non può ricostruirne il percorso.

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