La bolletta energetica della tecnologia arriva a scadenza: data centre, chip e il prezzo dell'elettrificazione
Il 29 settembre il ministro dell'Energia di Terranova e Labrador ha dichiarato che la provincia ha la porta "aperta agli affari" per i data centre di intelligenza artificiale. Lo stesso giorno una startup ha annunciato 97 milioni di dollari per inseguire guadagni di efficienza da 10 a 100 volte nei processori.

Il 29 settembre la CBC News ha riferito che il governo di Terranova e Labrador è stato contattato da aziende che vogliono costruire data centre per l'intelligenza artificiale. Il ministro dell'Energia e delle Miniere Lloyd Parrott ha detto alla Camera dell'Assemblea che la provincia ha la porta "aperta agli affari". Lo stesso giorno Efficient Computer, startup di processori, ha annunciato di aver raccolto 97 milioni di dollari in un round di Serie B guidato da TQ Ventures. Il denaro serve a produrre su scala chip che, secondo l'azienda, offrono un'efficienza energetica da 10 a 100 volte superiore a quella delle architetture CPU tradizionali.
Due annunci, un solo problema.
La base industriale europea sta già assorbendo lo shock dei prezzi elevati dell'energia, e ora il settore informatico compete per gli stessi elettroni. La domanda su dove finisca l'energia e su chi la paghi si sta spostando dai margini al centro della politica energetica su entrambe le sponde dell'Atlantico.
La rete è il nuovo collo di bottiglia
I data centre esistono da anni, ma la domanda è aumentata con la crescita dei carichi di lavoro dell'intelligenza artificiale. Paris Marx, giornalista tecnologico e autore di un libro sui data centre, ha detto alla CBC che le aziende tecnologiche "avevano bisogno di molta più potenza di calcolo per alimentarli". Andrea King, amministratrice delegata di TechNL, ha detto che il Labrador soddisfa i criteri cercati dai promotori: elettricità idroelettrica a basse emissioni di carbonio, clima freddo e disponibilità di terreni. Ma ha avvertito che "bisogna guardare ai costi economici e ai costi opportunità di ciò che altro si potrebbe fare con quell'elettricità".
Quella cautela non è isolata. Quest'anno Meta e Bell hanno annunciato miliardi di dollari per data centre in Alberta, Ontario e Saskatchewan, ha riferito la CBC. In Alberta, la struttura di Meta prevista nella contea di Sturgeon dovrebbe costare 13 miliardi di dollari ed entrare in funzione in due o tre anni, secondo lo stesso rapporto. Il premier della Nuova Scozia Tim Houston ha delineato cinque condizioni di partenza che ogni promotore deve soddisfare, ed EverWind Fuels ha manifestato interesse a costruire in quella provincia.
La proposta di Efficient Computer è che il settore non può continuare a risolvere il problema a colpi di acquisti. In un intervento che annunciava il round, l'amministratore delegato Brandon Lucia ha scritto che le prestazioni "non possono più arrivare a scapito dell'efficienza" e che gli acceleratori di intelligenza artificiale strettamente specializzati sono un "patto col diavolo". L'azienda afferma che il suo chip Electron E1 sta entrando in produzione su larga scala per sistemi embedded, tra cui robot, droni e dispositivi indossabili.
L'elettrificazione cambia l'aritmetica
Il quadro energetico più ampio complica il dibattito sui data centre. In un intervento sul suo Substack del 29 settembre, la ricercatrice Hannah Ritchie ha esaminato i numeri del professor Nick Eyre di Oxford. Secondo Eyre, la domanda mondiale di energia finale potrebbe calare di circa il 40% in un sistema decarbonizzato, da 416 a 247 exajoule, anche mentre la domanda di elettricità sale da 110 a 189 EJ. Il motivo è semplice: le auto elettriche convertono circa l'80% dell'energia in movimento, contro il 20% delle auto a benzina, e le pompe di calore sono più efficienti delle caldaie a gas.
Questo è lo scenario ottimistico. Presuppone che l'elettrificazione venga impiegata dove funziona e che l'idrogeno copra il resto. I processi industriali ad alta temperatura restano difficili da elettrificare, e il modello esclude la crescita dei consumi energetici man mano che i paesi si sviluppano.
I mercati del petrolio mostrano cosa succede quando l'offerta viene interrotta. In un intervento su The Conversation del 29 settembre, due economisti hanno osservato che il riferimento del greggio statunitense era a 66 dollari al barile alla fine di febbraio 2026, prima che Stati Uniti e Israele attaccassero l'Iran, e che il 13 aprile ha raggiunto i 101 dollari al barile. Dove finiscano quei soldi dipende dalla proprietà: la Norvegia convoglia i ricavi del petrolio nel suo Government Pension Fund Global, valutato oltre 2.000 miliardi di dollari, mentre il greggio russo sottoposto a sanzioni occidentali sui prezzi può essere spedito solo se prezzato sotto i 60 dollari al barile.
Per l'industria europea la pressione di breve periodo non è teorica. I titoli recenti del dossier indicano impennate del prezzo del diesel, dubbi sulle scorte di gas e avvertimenti che l'elettrificazione non risparmierà un decennio doloroso. Su questo sfondo, la lotta per l'energia dei data centre è una lotta su chi ottiene i kilowattora a buon mercato, e a quale prezzo.
Fonti
6- 01AI data centres in N.L.? The door is 'open for business,' says energy ministerEN
- 02Solving computing's energy problem with Efficient Computer's $97M Series BEN
- 03Electrification efficiency: The world will need less energy after the transitionEN
- 04When oil prices spike, where does the money go?EN
- 05The Tech Industry: An AutopsyEN
- 06Energy Timelines PhotovoltaicEN
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I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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