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Drax e Brookfield progettano un datacenter AI da 1GW sul maggiore emettitore britannico

Drax ha firmato un accordo da 20 miliardi di sterline con Brookfield e Radiant per costruire un datacenter da oltre 1 gigawatt nel suo impianto a biomassa nel North Yorkshire. Fino a 100MW di capacità di calcolo saranno operativi dal primo trimestre del 2028, ha riferito il Guardian il 3 novembre.

IA e modelliSpiegatoGiulia FerrariPubblicato: 3 novembre 20266 min di letturaFonti 14
Drax e Brookfield progettano un datacenter AI da 1GW sul maggiore emettitore britannico

Secondo gli analisti citati dal Guardian, il sito è il singolo maggiore emettitore di anidride carbonica del Regno Unito. Bruciando pellet di biomassa legnosa produce quasi il 5% dell'elettricità del paese. Ora viene ripensato come campus per l'AI.

L'accordo, annunciato il 3 novembre, coinvolge l'investitore in infrastrutture Brookfield e la piattaforma di infrastrutture AI Radiant. Drax metterà a disposizione il terreno e l'accesso alla rete nazionale attraverso le connessioni già presenti sul sito. La fornitura diretta al datacenter, invece di quella dalla rete, è prevista per i primi anni 2030. Il tutto resta subordinato alle approvazioni normative che l'azienda spera di ottenere prima del 2031. La struttura dell'operazione conta perché sposta l'economia dell'impianto su un inquilino con un fabbisogno di energia costante e molto ampio. E lo fa mentre a Westminster si riscrive il regime di sussidi dell'impianto stesso. Quell'inquilino non è una utility né un produttore industriale, ma un operatore di calcolo, e gli operatori di calcolo firmano contratti di lungo periodo.

Il calendario dei sussidi è il vero motore

La tempistica non è casuale. Il governo ha dichiarato che Drax avrà un "ruolo molto più limitato" in futuro, dopo critiche prolungate alle sue dichiarazioni di sostenibilità. Dal 2027 al 2031 l'impianto avrà accesso solo alla metà dei sussidi attuali. Un inquilino datacenter con un fabbisogno di 1GW è un modo per sostituire ricavi che la legge sta eliminando.

Will Gardiner, amministratore delegato di Drax, ha detto che il progetto "aiuterà a garantire il futuro a lungo termine del sito e a proteggere centinaia di posti di lavoro". Ha aggiunto che contribuirà anche a "sostenere la reindustrializzazione del nord e a rafforzare la capacità sovrana nell'AI". L'azienda lo ha definito "il prossimo capitolo" dell'impianto. Il valore di mercato è salito di quasi il 9% alla Borsa di Londra, fino a quasi 3 miliardi di sterline, ha riferito il Guardian.

Se gli elettroni siano verdi è una questione separata. Le emissioni di Drax non vengono conteggiate nell'inventario del governo britannico. L'azienda sostiene che il carbonio equivalente viene assorbito dagli alberi che forniscono i suoi pellet. Gli analisti contestano questa contabilità da anni. Il rapporto del Guardian rileva che il sito resta la più grande singola fonte di CO2 del paese nei registri di chi tiene il conto. L'annuncio è arrivato una settimana dopo la pubblicazione da parte del governo di una bozza di dichiarazione di politica nazionale sui datacenter. Il documento li definisce "fondamentali per la nostra economia quanto le ferrovie e le reti elettriche da cui dipendiamo da tempo". I ministri hanno aggiunto: "Dobbiamo prendere il controllo dello sviluppo dei datacenter in questo paese e garantire che il paese e le comunità che li ospitano ne traggano beneficio".

La capacità di rete è il vincolo che nessuno ha risolto. Il Guardian ha osservato il 1 novembre che National Grid ha individuato un sito per quella che sarà la più grande sottostazione del Regno Unito, vicino a un datacenter previsto a Teesside. Costruire i cavi è un problema. Trovare la generazione da farci passare è un altro.

Dietro il contatore batte lo spostamento del carico

Un'analisi di Ember pubblicata nell'ottobre 2026 e ripresa da pv magazine il 3 novembre mette numeri sulla questione della flessibilità. Copre nove mercati tra Stati Uniti, Europa e Sud-est asiatico. Il risultato principale: spostare i carichi di calcolo nel tempo è uno strumento debole. La generazione o l'accumulo sul posto fanno molto di più.

In Irlanda i datacenter rappresentano già circa il 19% della domanda di picco. A gennaio 2025, quando la domanda di sistema ha toccato i 6GW, hanno assorbito circa 1,1GW. Ember prevede che quella quota salga al 24% entro il 2030, con la domanda dei datacenter a 1,6GW contro un picco di sistema di 6,5GW. Lo spostamento dei carichi potrebbe ridurre quel picco di circa 100MW, ossia dell'1,5%. Negli altri mercati analizzati le riduzioni stimate vanno dallo 0,1% allo 0,6%.

Il motivo è la composizione dei carichi. Ember stima che cloud, enterprise e inferenza AI, tutti sensibili alla latenza, saranno circa l'87% della capacità globale dei datacenter entro il 2030. Secondo le sue ipotesi, il 35% dell'addestramento AI è flessibile, lo è il 5% dell'inferenza, mentre i datacenter tradizionali non offrono nulla. Resta quindi circa il 6,5% della capacità globale teoricamente spostabile. Circa il 3% è effettivamente disponibile una volta applicato un tasso di utilizzo medio di circa il 48%.

Portare la propria capacità significa generazione rinnovabile sul posto, batterie e backup che lavorano accanto alla rete. Potrebbe dare quasi cinque volte più sollievo, con riduzioni potenziali fino a 2,7GW in Texas. Lo squilibrio che alimenta tutto questo è semplice. Un grande datacenter richiede da 200MW a 500MW di capacità e si costruisce in 18-24 mesi. L'espansione convenzionale della rete richiede da quattro a 10 anni.

Canary Media ha sostenuto il 3 novembre una tesi vicina: per i nuovi carichi dei datacenter la soluzione predefinita dovrebbero essere le batterie, non le centrali a gas. La strada delle turbine è già finita in tribunale. Tom's Hardware ha riferito il 2 novembre che un giudice ha stabilito che le turbine a gas del datacenter di xAI nel Mississippi non sono esenti dal Clean Air Act. SpaceX non era riuscita a far archiviare una causa sull'inquinamento.

Lo stesso sito utilizza otto turbine riconvertite da motori aeronautici, ha riferito Tom's Hardware il 3 novembre, citando il New York Times. I permessi consentono un limite superiore del 25% per i composti organici volatili. Il Southern Environmental Law Center ha contestato l'autorizzazione del Mississippi, sostenendo che xAI non ha dimostrato che le turbine rispettino gli standard per inquinanti tra cui la formaldeide.

La coda è enorme e la politica sta cambiando

Dominion Energy, la principale utility elettrica della Virginia, ha dichiarato nel rapporto sul terzo trimestre di avere 54,9GW di capacità per datacenter in varie fasi di contrattazione, il 13% in più rispetto alla fine dell'anno precedente. Più di 12GW sono firmati con accordi di fornitura elettrica. Il direttore finanziario Steven Ridge ha detto nella call, riportata da DatacenterDynamics il 3 novembre, che la società ha aggiunto più di 6GW di contratti dalla fine dell'anno precedente.

Quella pipeline incontra un umore diverso. Tom's Hardware ha riferito il 2 novembre di un database con più di 10.000 commenti pubblici in cui oltre il 90% si opponeva ai datacenter. L'acqua era la preoccupazione principale e solo il 21% citava l'AI. In Ohio, Time ha riferito il 29 ottobre che la rivolta contro i datacenter sta sconvolgendo le elezioni di metà mandato.

Il progetto di Google in Minnesota ha ottenuto l'approvazione solo dopo che l'azienda ha ritirato una richiesta di sgravio fiscale da 80 milioni di dollari e ha ridotto il piano da 200 acri, ha riferito Tom's Hardware il 2 novembre. Il voto è arrivato dopo due rinvii del consiglio e l'opposizione locale. Tom's Hardware ha anche riferito il 3 novembre che OpenAI ha discusso di rinominare i datacenter "campus di calcolo AI". Secondo le indiscrezioni, l'azienda ritiene che le presidenziali del 2028 diventeranno un tema legato all'AI.

Anche il fronte dei contratti si muove. La filiale australiana di Anthropic ha firmato documentazione di locazione non definitiva con Australian Data Centres, controllata all'85% da Dexus, per la prima fase di un campus hyperscale a Western Downs, nel Queensland, ha riferito DatacenterDynamics il 3 novembre. L'amministratore delegato di Dexus, Ross Du Vernet, ha detto agli investitori che ADC ha "avviato un processo di raccolta capitali per introdurre capitale aggiuntivo nell'attività, e Dexus non ha ancora stabilito in che misura vi parteciperà".

Sul fronte della filiera, Tom's Hardware ha riferito il 3 novembre che Nvidia ha chiesto ai clienti datacenter di limitare gli affari con i clienti cinesi al 49% del totale. L'indicazione è stata trasmessa dal personale commerciale e dai team regionali, non da un documento pubblicato. La stessa testata ha riferito il 3 novembre che Envision Energy ha completato quello che definisce il primo impiego commerciale di alimentazione in corrente continua a 800V nel suo datacenter Galaxy AI a Ulanqab, nella Mongolia Interna, un campus che dovrebbe arrivare a 3GW.

Un numero da tenere a mente mentre si legge tutto questo. L'analisi di Ember lascia intendere che il megawatt più economico per un operatore di datacenter possa essere quello che non chiede mai alla rete. Drax scommette 20 miliardi di sterline che sia vero anche quando il contatore si trova sopra un impianto a biomassa.

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Fonti

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  1. 01UK's most polluting power plant could power country's largest AI datacentreEN
  2. 02Behind-the-meter generation could deliver five times more grid relief than data center load shiftingEN
  3. 03Dominion Energy reports 54.9GW of data center demand in various stages of contractingEN
  4. 04Anthropic signs lease with Australian Data Centres in Western Downs, QueenslandEN
  5. 05SpaceX loses bid to dismiss lawsuit over xAI data center pollutionEN
  6. 06Elon Musk's xAI installs eight converted jet engines to power Mississippi data centerEN
  7. 07Nvidia tells data center operators to limit business from Chinese customers with new global restrictions, report claimsEN
  8. 08China deploys 'world's first' 800-volt DC power system for massive AI data centerEN
  9. 09Over 90% of 10k public comments oppose data centers; water tops concernsEN
  10. 10Google's Minnesota data center approved after it drops $80M tax break askEN
  11. 11OpenAI considers rebranding data centers to 'AI compute campuses'EN
  12. 12Why batteries, not gas plants, should be data centers' first choiceEN
  13. 13National Grid to site biggest substation in UK near planned Teesside datacentreEN
  14. 14Ohio's Data-Center Revolt Is Upending the MidtermsEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Giulia Ferrari

Giulia Ferrari

IA, modelli e tecnologie

Giulia Ferrari scrive di tecnologia, IA e modelli e media e internet per FLASH24, partendo da dataset pubblici, preprint e registri di versioni dei modelli. Controlla ogni numero confrontando benchmark dichiarati e risultati riproducibili, e scarta le stime senza fonte. Segue le audizioni in calendario, parla con ricercatori e ingegneri, e mette a confronto release e changelog prima di pubblicare. Fuori dalla redazione smonta stampanti 3D, recupera vecchi computer e studia come i modelli imparano dai rifiuti del web. Non pubblica un dato se non può ricostruirne il percorso.

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